22 dicembre 2023

Impara a tacere

Ci vogliono 2 anni per imparare a parlare e 50 per imparare a tacere.

Tacere non significa che io non abbia niente da dire, o che quello che vedo mi sta bene. Il mio tacere vuol dire: “Ho capito chi sei e non vali nemmeno la mia attenzione.”

Il silenzio non è vuoto, è pieno di risposte.

E' solo quando riesci a tacere, evitando discussioni inutili, che mostri la tua intelligenza e la tua saggezza.

20 dicembre 2023

Mutuo - 6

"Tutto ok, non si preoccupi, in giornata le faccio avere la contabile"

Ovviamente la giornata passa e il giorno successivo (ieri) mando una mail chiedendo notizie.

Mi chiama il direttore, alle 15.39, dicendomi che hanno avuto dei problemi ma finalmente è riuscito a chiudere il tutto. Solo, c'è una differenza da pagare (14 euro) e dei documenti da firmare, "dovrebbe gentilmente passare in filiale quando vuole, meglio se entro fine anno" "Va bene, posso verire lì e chiedere di lei?" "Si, chieda di me e in pochi minuti facciamo tutto"

Fine anno? stamattina alle 8,20 - orario di apertura filiale - ero lì. Entro, chiedo del direttore. "Il direttore è bloccato nel traffico in tangenziale, non sa quando riesce ad arrivare"

Credo che l'impiegata abbia notato il mio sconforto, dato che si è prodigata per chiamarlo al telefono, ha fatto quello che doveva fare, incassato i 14 euro, preso i documenti da firmare e infine mi ha dato la ricevuta di pagamento che attesta l'estinzione del mutuo.

Finito, quindi? boh, la mia banca mi ha segnalato il pagamento della prossima rata (che non dovrebbe esistere) a fine mese... quindi, stay tuned


18 dicembre 2023

Mutuo - 5

Forse, FORSE, è veramente finita. Con un finale un po' convulso, già perchè avevo appuntamento alle 8.45 in filiale e.... me ne sono dimenticato (No comment).

Me ne accorgo alle 8,50. Mi vesto con la prima cosa che trovo e mi scapicollo per arrivare in filiale, ovviamente in ritardissimo. Nel frattempo chiamo l'impiegata con cui avevo appuntamento, ma non mi risponde.

Vabbè, arrivo, non pago nemmeno il parcheggio, entro in filiale, ci sono 4 o 5 persone in attesa. Dico ad una impiegata che ho appuntamento con Chiara, e lei mi risponde "Chiara non c'è oggi, è in malattia".

Dopo una (per fortuna) breve attesa riesco a parare con un tizio (il direttore? aveva l'ufficio suo) che forse e dico forse riesce a chiudere la vicenda.

Che fatica.

15 dicembre 2023

Mutuo - 4

Libero, insomma, da lunedì. Già, perchè non riescono a procedere con l'estinzione visto che il mio documento di identità è scaduto (e per forza, risale a quando avevo fatto il mutuo nel 2010...), quindi devo andare lunedì mattina per portare la carta di identità aggiornata :-|

No comment.

  

Mutuo - 3

Venerdì 15 dicembre 2023, ore 09:37.

Il bonifico è stato accettato.

Dopo più di 31 anni, sono libero dal pagamento del mutuo. Dagli interessi, dagli aumenti, dalle commissioni. Libero.


Mutuo - 2

Venerdì 15 dicembre 2023, ore 08:14. Ho appena concluso la chiamata telefonica con cui ho effettuato un bonifico urgente ("la commissione applicata a queste disposizioni è pari all'1 per mille dell'importo del bonifico", mortacci loro) per l'estinzione del mutuo.

Stay tuned.

14 dicembre 2023

Lavorare

Quando ho iniziato a lavorare io eravamo nel giurassico, lo so, me ne rendo conto. Però più o meno funzionava così: il cliente chiedeva una cosa. Analisi, sviluppo, consegna del prodotto.

Questo giurassico sistema si chiama waterfall, ma è in disuso oramai. Adesso bisogna essere AGILE. User stories, sviluppi incrementali, consegna di release parziali del prodotto. Ora, secondo me chi ha inventato questo sistema è un malato di mente. 

Cioè, non è che se io compro un automobile mi sento dire "guarda, tra una settimana ti do i sedili, la settimana dopo le ruote, il mese prossimo lo spinterogeno".

Forse il paragone è un po' forzato, ma rende abbastanza l'idea. Consegne, ritardi, release, test, certificazioni, bug. Non ci si capisce più una cippa. Rilasciamo o non rilasciamo? andiamo o non andiamo? E soprattutto, dove cazzo stiamo andando???

11 dicembre 2023

Respirare

 


Dolore

Se giudichi un dolore altrui, le cose sono due.

O non hai mai provato un vero dolore, e allora le tue parole non hanno valore.

Oppure, se un vero dolore l'hai provato, vuol dire che l'hai sprecato.

(E. Galiano)

07 dicembre 2023

Prima

06:30, suona la sveglia.

Devo andare in ufficio. Cazzo, che fatica alzarsi. E allora mi chiedo... come facevamo prima?

Già, perchè c'è un PRIMA. Prima della pandemia, essenzialmente. Prima del 2020. Ricordo che la mia azienda aveva aperto allo smart working nel 2019, anche se a titolo di sperimentazione e per massimo 2 gg a settimana. Ed era già una gran figata. Ma ancora prima, diciamo fino a fine 2018, la sveglia suonava tutti i giorni alle 6:10. Mi alzavo, facevo colazione, mi lavavo, mi vestivo, uscivo di casa per le 7 - 7,15, auto, traffico, per essere in ufficio alle 8. Tutti i giorni. TUTTI. 

Sono passati 5 anni da allora e sembra di vivere in un altro mondo. A me, perlomeno, visto che il mio lavoro mi consente di lavorare da casa... certo che per un operaio, un barista, un macellaio o per altre attività in cui si richiede la presenza non è cambiato nulla. 

Io invece penso spesso a come sarebbe tornare indietro. Non so mica se ce la farei. O meglio, certo che ce la farei, ma mi peserebbe tantissimo (anche a livello economico). Non credo che si ritornerà indietro del tutto, in fondo per l'azienda lo smart working rappresenta una riduzione di costi mica da ridere. E se la produttività è garantita, allora poco cambia da dove si lavora.

Adesso l'obbligo di presenza in ufficio è di 1 giorno al mese. Io ci vengo un giorno a settimana, perchè mi è stato richiesto dal mio responsabile. E' possibile che dal 2024 ci venga richiesto di aumentare le presenze, forse almeno un paio di gg alla settimana. Non lo so. Ci penso, e già mi prende male.

E torno a chiedermi: come stracazzo facevamo prima???

05 dicembre 2023

Mutuo

Grazie all'aiuto di un amico riesco ad anticipare di qualche mese ciò che già avevo in previsione di fare a luglio 2024: estinguere il mutuo.

Con 6 anni di anticipo, è una cosa buona dato che gli interessi ultimamente sono schizzati alle stelle e la mia rata media è salita del 30%, che fa 100 euro al mese. E' una cosa buona perchè mi ritrovo ad avere 450 euro al mese in più.

Ma, soprattutto, è una cosa ottima perchè mi tolgo questo peso dalle spalle. "E poi chi lo paga il mutuo?" non sarà più un problema. Si, perchè altre spese (condominio, riscaldamento) in caso di necessità si possono posticipare o dilazionare ma il mutuo no. Pensavo a quello nel 2004, nel mio fortunatamente breve periodo di cassa integrazione. Pensavo a quello nel 2021, quando mi hanno detto che non avrei lavorato più per ISP.

Ricordo mio padre: quando l'ho stipulato, a suo tempo, era abbastanza contrariato. Diceva "quanto mi girano i coglioni che devo fare questo mutuo" (e io la prendevo abbastanza male, avrei voluto rispondergli "guarda papà che il mutuo lo faccio io, non tu" - forse una volta l'ho pure fatto, e lui mi ha guardato come se non capisse). Avesse potuto, me li avrebbe dati lui i soldi, ma non poteva. Lui non ne aveva mai voluto sapere, diceva "e se poi mi ammalo? e se poi non posso lavorare?".

Ancora una volta avevi ragione, papà. Penso che da lassù sarai contento anche tu: finalmente TI sei tolto il mutuo. Ed io avrò una grande preoccupazione in meno ed una piccola serenità in più.

01 dicembre 2023

Step

Quando hai 15 anni e sei con gli amici, parli di figa e di calcio (se avanza tempo).

Quando hai 30 anni e sei con gli amici, parli di figli.

Quando hai 40 anni e sei con gli amici parli di calcio e di lavoro.

Quando ne hai più di 50 e sei con gli amici, parli solo di pensione. Quanto ti manca, che culo che ha quello che è appena andato, e speriamo che le regole non cambino, e speriamo che facciano uno scivolo.

Lo step successivo riguarda malattie, visite mediche e "hai saputo chi è morto?" 

Ecco, io sono al penultimo step.


24 novembre 2023

1

Un anno fa, scrivevo "Benvenuto, piccola anima".

Alessia e Marco, i nostri nuovi vicini, sono due ragazzi simpaticissimi, cordiali, aperti. Due bravi ragazzi, con i quali mia moglie ed io abbiamo legato istintivamente fin da subito. Ma non avrei mai immaginato che il piccolo Francesco mi avrebbe fatto rincoglionire fino a questo punto.


Buon compleanno, piccola anima.

Violenza

La violenza va condannata, in tutte le sue forme. La violenza verso le donne, poi, è particolarmente disgustosa. Ogni giorno migliaia di donne, di qualunque età, sono sottoposte a violenze, abusi, soprusi. Più o meno evidenti, più o meno subdoli, più o meno difficili da individuare. 

Mi piacerebbe che questi cosiddetti 'maschi', non posso chiamarli uomini, venissero sottoposti alle stesse angherie, maltrattamenti, soprusi - per capire tutta la sofferenza che causano.

Detto questo, non posso fare a meno di storcere il naso di fronte ad alcune notizie che possono solo essere definite grottesche.

Tipo: l'attore Jamie Foxx è stato accusato di molestie sessuali nei confronti di una donna. L'attore avrebbe 'toccato in modo inappropriato la donna'.

Nel 2015.

Ok, spesso le vittime di violenza ci mettono anni per superare l'accaduto e trovare la voglia\il coraggio di denunciare. Ma 8 anni? perchè l'attore le avrebbe toccato il culo?

E ancora: il cantante Axl Rose è stato denunciato per aggressione sessuale da una ex modella di Penthouse. I fatti risalgono... al 1989. Quasi 35 anni fa. 

Per non parlare poi di Kevin Spacey, accusato di molestie sessuali da diverse persone. Una delle aggressioni, forse la più datata, risalirebbe al 1986. Kevin è stato assolto in tutti i procedimenti in cui è stato coinvolto (compresa una causa milionaria intentata dalla presunta vittima del 1986), perchè il fatto non sussiste.

Sarebbe bello che ci si occupasse della violenza vera e si lasciassero perdere queste cagate.

Ah, notizia di oggi: il sindaco di NY è stato accusato di molestie sessuali da una donna. I fatti risalirebbero al 1993.



21 novembre 2023

Fatto

Ebbene si, dopo 3 anni e mezzo posso anche io aggiungere il segno di spunta accanto alla casella "COVID-19".


Sono raffreddato da 4 giorni. Niente di che, solo congestione nasale e mal di gola (ma nemmeno esagerato). Niente dolori, niente febbre, sento perfettamente odori e sapori. In queste condizioni non avrei mai fatto un tampone, se non fosse che questa mattina avrei dovuto fare il vaccino (anzi, I vaccini: sia quello anti-covid che quello anti-influenzale) ed allora mi sono lasciato convincere a farlo. Positivo. Fatto.

In passato avevo sempre resistito, quando sia mia moglie che le mie figlie sono risultate positive (Natalia per ben due volte). Pur vivendo nella stessa casa, dove per forza di cose si condividono gli spazi (non abitiamo in un castello dove ci si può isolare), non avevo mai contratto il virus. Si vede che sto invecchiando.

16 novembre 2023

Qualcosa

Ho perduto mio padre nel 2019, Lui stava per compiere 82 anni, io ne avevo quasi 49.

Ne abbiamo passato di tempo assieme, ci sono tante cose che gli ho detto ma sono certo che, se anche fosse vissuto fino a cent'anni, ci sarebbe sempre stato qualcosa che non sono riuscito a dirgli. 

In fondo

Ho fatto un pò di pulizia negli appunti, buttando via tutto quello che riguarda il progetto sul quale non lavoro più.

Alla fine gli appunti erano alquanto caotici, ma all'inizio erano organizzati piuttosto bene. Mi ero fatto tutti i miei schemi, la situazione as is, to be, criticità, obiettivi, punti di forza. Da dove partivo, dove volevo arrivare, cosa rientrava nelle mie possibilità e cosa non rientrava.

In fondo, non erano poi così male.

Rischi

“Be', il rischio c'è. Del resto, se non rischi. Tu non hai mai rischiato?”.

“Una volta; una volta ho messo 2 fisso a Inter-Cagliari”.

Giovanni ed Aldo, una delle loro battute più famose. Che però esprime un concetto profondo e tutt'altro che banale. 

Una delle frasi che mi sono appuntato, proprio perchè mi fa pensare, è questa:

 "La maturità professionale non è solo saper raggiungere gli obiettivi e avere successo. È anche saper riconoscere quando è il momento di andarsene da situazioni che minacciano i tuoi valori, il rispetto di te stesso e la tua serenità.
Restare in una situazione di questo tipo è come essere un albero piantato nel deserto: non puoi crescere e prosperare in un ambiente che non è adatto a te.
Un albero sano cresce in un ambiente fertile, con acqua e luce solare a sufficienza. Quando un albero viene piantato in un deserto, non ha le risorse necessarie per sopravvivere. Allo stesso modo, un professionista non può prosperare in un ambiente lavorativo tossico o in un lavoro che non gli permette di crescere.
Se ti trovi in una situazione di questo tipo, non avere paura di andartene. È un segno di forza e di maturità, non di debolezza."

Bello, giusto, vero, sacrosanto. Ma con un difetto di fondo abbastanza evidente: e se non te lo puoi permettere?

Ora, so di essere scontato e magari anche ripetitivo (ma va?), ma proviamo ad analizzare la mia situazione personale: lavoro da 35 anni ormai e il mio lavoro non mi piace più. E non da adesso, eh. Da anni. Non ho più stimoli, non ho più voglia, ho perso la passione. Fino a 2 anni fa l'esperienza e le conoscenze dell'ambiente accumulate, nel posto dove lavoravo dal 2004, mi consentivano di andare avanti con il pilota automatico (anche grazie al lavoro di Daniela e Bruno, va detto).

Poi quella porta si è chiusa e da allora sto soffrendo da matti. Oltre alla mancanza di stimoli, di voglia e di passione ho anche parecchia insicurezza. Insomma, come dice il filosofo di cui sopra, sarebbe il momento di andarmene da una situazione che minaccia il rispetto di me, la mia serenità e la mia sanità mentale.

Eppure. Andarmene, ok ma dove? ho 53 anni suonati. Alla mia età cambiare non è più così scontato  e poi, cambiare azienda per fare le stesse cose non risolverebbe i miei problemi. E quindi cambiare cosa? Tipo di lavoro? Città? Paese? E nel frattempo, chi paga il mutuo? 

Insomma, è più coraggioso chi abbandona tutto per fare un salto nel buio o chi deve rassegnarsi a continuare, ingoiando veleno e calpestando i propri sentimenti pur di tirare avanti?


08 novembre 2023

(Senza parole)



 

Augurio

Ti auguro di essere felice oggi.
Di dimenticare per un attimo o per sempre quel piccolo dolore che ti respira dentro.
Ti auguro un sorriso che sappia raccontarti.
Un amico che ti ascolti.
Un imprevisto.
Un profumo nuovo.
Un attimo di pace dove perderti.

Ti auguro di essere felice oggi.
Di non pensare a niente
ma di sentire tutto
passarti silenzioso sulla pelle.

Ti auguro di essere felice oggi.
Lasciati vivere.
Respira forte.
Stenditi libero a un passo dai tuoi sogni.
Goditi il tuo caos
l’assurdità dei tuoi pensieri
Il tuo disordine.

E ricordati
ci sono giorni in cui essere felici costa poco.
Ci sono giorni in cui essere felici è un ordine.

(A. Faber)

06 novembre 2023

Dolore

Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi. "Se un dolore ti ha reso più cattivo, l'hai sprecato", ho letto da qualche parte.

No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero è che, in fondo, è gentile. 

C'è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti, chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva, se può evita di ferire e se non può preferisce ferire sé stesso; la voce gli si colora di un soffio mite di calore, non urla più e se lo fa, lo fa solo contro il vento. 

Chi ha sofferto davvero è diverso perché è disarmato, esce senza la pistola, sorride leggero, scherza tutto il tempo, non fa sempre a gara, chiede scusa, cammina in punta di piedi.

E ride, ride un sacco, più di chiunque altro.

(E. Galiano)

03 novembre 2023

Non lo so

Non so se lavorerò domani.

Non so se lunedì e martedì ci sarà il rilascio che mi farà lavorare fino alle 23.

Non so se i test sono andati a buon fine. Non so se posso promuovere o se devo aspettare ancora.

Non so se lavoro al 50% oppure al 100%.

Non so mai quello che devo fare.

Chiedo e non mi risponde nessuno. Ecco, questa non mi è nuova.


02 novembre 2023

Commemorazione

Non c'è bisogno di un giorno dedicato alla commemorazione per pensarti, papà. 


Ti ho sempre pensato. Tutti i giorni.

E comunque, buona Pasqua. So che tu capirai.

Lapide

Sapete cosa scriveranno sulla vostra lapide? oppure sulla mia, magari un pò più avanti?

"Padre esemplare", "Ti vogliamo bene", "Compagno di una vita".

Non scriveranno il tuo (mio) job title.

Non scriveranno che sei stato un professional\advanced\principal\managing\CEO di 'sta cippa.

Non scriveranno che hai lavorato 12/14 ore al giorno, al sabato o alla domenica, durante le festività e le vacanze, per aiutare l'azienda a rispettare le scadenze prese (sicuramente non da te).

Tutto questo non lo ricorderà nessuno. Si ricordano gli affetti, le relazioni, le amicizie. Non i traguardi professionali, i quickwin o le best practices.

(oggi è il giorno della commemorazione ai defunti, il post mi sembra molto coerente)


31 ottobre 2023

The End

7 giugno 2022. Scrivevo: "Inizia una nuova avventura".

Bella avventura, eh. Oggi è il mio ultimo giorno nel progetto, che abbandono (forse sarebbe più corretto dire "dal quale vengo estromesso") con una netta sensazione di sconfitta e di fallimento.

Io ci ho messo del mio, sia chiaro. Mi sono accorto francamente che non ho più voglia di lottare e di combattere. Sono andato in confusione e ho infilato la testa sotto la sabbia, in attesa che la tempesta finisse. La tempesta, ovviamente, NON è finita, anzi, mi ha travolto. Amen.

I miei errori? Non sono stato decisionale. Non sono stato autoritario. Sono stato confuso. Mi sono fidato troppo degli altri. Non mi sono lamentato. Non ho battuto i pugni sul tavolo. Non mi sono rifiutato. Non ho fatto escalation. Al momento non mi viene in mente altro, ma di certo ancora qualcosa c'è.

A mia discolpa? Boh, non so se conti qualcosa. Ma a chi verrebbe in mente di affidare un progetto di questa portata, con queste difficoltà, ad uno che non ha mai fatto il service manager? 

E' stato difficile, fin dall'inizio. Ricordo di aver detto al mio vecchio responsabile "ho la sensazione di essere venuto a fare il capro espiatorio" e lui non mi ha dato torto. Le persone non mi ascoltavano, e già questo era difficile. Io ho lavorato per anni con persone collaborative, con le quali non era neppure necessario chiedere - sono passato a lavorare con persone che gli chiedi le cose e nemmeno ti rispondono. E se ti rispondono, è per dire "non ho tempo".

Ma questo passi. Passi anche il cliente, completamente diverso da quello con cui ero abituato a lavorare. Più o meno lo avevo messo in conto, ma pensavo 'cazzo, ho lavorato per 12 anni con Danilo, non ho paura di niente'.  Povero illuso.

Quello che non avevo messo in conto era dover combattere con i miei responsabili. Ho chiesto aiuto per mesi, senza ricevere risposte. Quando una risposta è arrivata, è stata francamente ridicola ("Lo facevo apposta a non risponderti, perchè volevo spronarti a tirare fuori il meglio di te!!!" . E poi: "Da uno con la tua seniority, mi aspettavo molto di più")

Adesso lavoro ad un nuovo progetto, con un responsabile che è sempre presente, risponde sempre quando interpellato, se gli chiedo aiuto lui c'è - in prima persona oppure mi dirotta da altri. Ci sono tante cose che non mi piacciono anche qui, ma mi tocca farmene una ragione. Quantomeno per altri 8 anni e 11 mesi.



27 ottobre 2023

Stanchezza

Esiste una stanchezza, quella dell’anima, per la quale non basta il riposo fisico.

Ha bisogno del mare, del silenzio, di poche parole, della pulizia dei comportamenti, di non ascoltare la stupidità della gente.

Ha bisogno di respiri lunghi, guardando il cielo, leggendo un libro, sorseggiando un caffè, sorridendo ad un pensiero, piangendo senza vergogna.

Esiste una stanchezza, quella del cuore, che ha bisogno di abbracci che regalino la primavera, quando tarda ad arrivare.

Un abbraccio che sia quel bacio sulla fronte, mentre dormi.

Mentre ad occhi chiusi combatti con le tue paure.

Che scacci gli incubi,

che combatta i mostri,

che ti regali l’alba, anche quando il sole non c’è.

 

25 ottobre 2023

Margini

Molti capi pensano che i loro collaboratori siano tutti sostituibili e che si possa sempre assumere qualcuno per rimpiazzarli facilmente.

Questo è un auto convincimento sbagliato e danneggia l'intera società.

Quello che non capiscono è che un BRAVO collaboratore, oltre a conoscere a fondo i sistemi, prodotti e processi della propria società, ha anche rapporti di fiducia con clienti e colleghi.

E i rapporti di fiducia richiedono anni per essere costruiti.

Ma già, tutto quello che conta sono i margini.

23 ottobre 2023

Lunedì

venerdì scorso abbiamo salutato Marco, che ha raggiunto il traguardo della agognata e meritatissima pensione. Cioè, ha ancora dei giorni di ferie, teoricamente la sua data di scadenza è fine mese, quindi ha deciso di salutare tutti venerdì.

Ecco, mi immagino Marco andare a letto venerdì e svegliarsi libero da orari, obblighi o costrizione il sabato mattina. Io non me ne accorgerei il sabato mattina.

Per cui ho deciso: il mio ultimo giorno di lavoro, se posso scegliere, NON sarà un venerdì e NON sarà un prefestivo. Dati alla mano, il 1/10/2032 è una domenica, ergo l'ultimo giorno dovrebbe essere proprio di venerdì. Farò tutto il possibile affinché sia un altro giorno in settimana, possibilmente di lunedì.

Voglio svegliarmi in un giorno della settimana lavorativa, aprire gli occhi, guardare l'ora, chiudere nuovamente gli occhi e girarmi dall'altra parte. Libero da orari, obblighi e costrizioni. Voglio sentire subito questa sensazione, senza aspettare di far passare il weekend.

Luce

Sono le cose imperfette,

le illusioni rammendate,

i sogni sbriciolati nelle pozzanghere, i bicchieri spaiati,

le finestre chiuse che si aprono col vento;

sono le cose imperfette, sai,

che lasciano improvvisamente passare la luce.

(L. Cohen)

20 ottobre 2023

Vita

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.

Le persone più interessanti che conosco a vent'anni non sapevano che fare della loro vita e tanti non lo sanno ancora adesso.

19 ottobre 2023

Senza

Abbiamo il terrore del "senza".

Di restare senza un partner, senza lavoro, senza soldi.

E così facendo ci accontentiamo, senza accorgerci che, restando per paura, finiremo proprio per vivere senza felicità.

17 ottobre 2023

Maledetti

Mi chiama Andrea, il mio responsabile. Quando lo cerco io, non mi risponde mai. Se mi cerca lui, di solito non è per qualcosa di positivo.

Da un mese ho iniziato a lavorare anche per un altro progetto, sempre al 50%. Non sono rose e fiori, ma di certo meglio di questo.... però gli accordi erano che io fino a fine anno sarei rimasto su entrambi i fronti e poi, forse, dal 2024 avrei lavorato al 100% sul progetto nuovo.

E invece, indovinate un po'? La situazione aziendale è critica e da novembre ritorno in 'bench', occupandomi solo del progetto nuovo per la parte restante del tempo. Naturalmente è una decisione obbligata, a lui spiace, è una mossa cautelativa, è una questione di costi.

Non sono sorpreso.

Deluso, si. Sollevato, anche. Perplesso, molto. Incazzato, abbastanza. 

Non so nemmeno se sperare di passare a tempo pieno sul progetto nuovo o no. 

Maledetti.

Famiglia (The Big Kahuna - 3)

Cerca di conoscere i tuoi genitori, non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.

Tratta bene i tuoi fratelli, sono il miglior legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

16 ottobre 2023

Loop

La metà delle persone oggi al lavoro è esausta. Una persona su due che incontri non ne può più, è vicina al suo punto di rottura, magari quella persona sono io, magari quel punto di rottura è oggi, o domani. Ogni tanto ho questa fantasia ricorrente di vincere al superenalotto e avvisare capi, colleghi, amici e dire: basta, non ne posso più, lascio tutto, mi dedico alla vita, adesso posso permettermelo. Di solito succede prima di addormentarmi. Poi mi addormento davvero, la mattina dopo mi sveglio e torno nel loop.

5:49

A quest'ora si dovrebbe dormire. Invece non dormivo, alle 5:49 di giovedì 12 ottobre 2023.

Non dormivo e la mia vita è cambiata. In peggio, naturalmente. 

Io da diverso tempo soffro di qualcosa che si chiama sindrome dell'impostore. Nonostante tutto ciò che ho fatto nella mia vita professionale e tutti i traguardi raggiunti mi sento sempre inadeguato e temo che qualcuno mi accusi di non meritare la mia posizione. Sto cercando di superarla e allo stesso tempo sto imparando a conviverci. Ma ciò riguardava solo ed esclusivamente la sfera professionale, almeno finora.

Per quanto riguarda la mia vita personale, ho sempre avuto delle certezze: sull'amore di mia moglie, sull'amore delle mie figlie, sull'essere un buon padre nei limiti delle mie capacità. Ho sempre pensato di essere un padre premuroso, presente, disponibile. Forse non il massimo per quanto riguarda l'emotività, è il mio carattere. Ma se le mie figlie avevano bisogno di qualcosa, qualsiasi cosa, ho sempre pensato che fosse un mio dovere farlo. Un dovere che ho sempre assolto con piacere, non me ne sono mai lamentato. Anche quando devo alzarmi alle per venire davanti alla discoteca, quando mi faccio 300km di sera per venire ad Assago, quando servono assistenza, compagnia, soldi, documenti, quando mi alzo alle 5 e poi lo so che non dormo più ma non importa.

Ecco, adesso scopro all'improvviso che forse non è vero. Che le mie certezze non sono così salde.

Mia moglie cerca di consolarmi, di dirmi che è solo un momento, che passerà. Ma io ho paura. Ho nuovamente paura di essere un impostore.

11 ottobre 2023

Il momento esatto

 Mi piace molto
il sabato mattina
andare in giro assieme
passeggiando
e far piccole compere
canticchiando le canzoni di Battisti
sbagliando le parole
con lei che dice
ma no, non fa così!
Ma io continuo
ed al "che ne sai tu di un campo di
poesia dell'amore di un nano"
lei mi ferma
mi stoppa
con un bacio
lungo
all'angolo
tra via Paolo Sacchi
e corso Vittorio Emanuele II.
E dopo poi
ci salutiamo via veloci
deve andare, dice
dice, mi piaci un sacco proprio
e me ne torno casa
bello leggero, un po' felice.
Una cosa che mi piace
di lei
- non ve lo nego -
è che dice spesso
le cose
che spero dica
nel momento esatto in cui
sarebbe bello
le dicesse.

(Guido Catalano)

10 ottobre 2023

Futuro (The Big Kahuna - 2)

Non preoccuparti del futuro. Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

09 ottobre 2023

Gioventù (The Big Kahuna - 1)

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!

04 ottobre 2023

Viaggio

 


Avevo poco meno di vent'anni. Ogni volta che riguardo queste foto mi rendo conto della distanza siderale che c'è tra qui e lì. Dove qui è oggi, il mio presente, il posto che mi sono costruito percorrendo tutte quelle strade che lì, ieri, vedevo a volte chiaramente altre volte non le vedevo proprio. 
E quindi vai un po' a tentoni. 

Avevo sogni e progetti, reali o campati in aria, e non sono convinto che quelle strade mi abbiano sempre portato esattamente dove volevo andare. Ma questo non lo sai prima. Nessuno lo sa. 

Dopo 35 anni posso dire che il viaggio fin qui sia stato bellissimo, forse non esattamente come lo immaginavo, ma bellissimo.

E, nonostante ciò, alcune cose non le rifarei. 

Sogno

A volte sogno che avvenga un miracolo e che non sia più obbligato a lavorare. Se ciò dovesse accadere, mi licenzierei senza preavviso. Aiuterei le mie figlie, i miei fratelli, i miei amici a vivere una vita tranquilla e dignitosa. 

Poi comprerei una casa al mare. E' bello svegliarsi col suono della risacca. Ma prima viaggerei, viaggerei tanto. E camminerei. Il cammino di Santiago ma non solo, i cammini materani, la via degli Dei, il cammino del Salento.   

Una volta cercavo di aggrapparmi a questo sogno prima di addormentarmi. A questo sogno, oppure a tornare ragazzo, magari in campagna dai miei nonni, con mio papà ancora giovane. Tipo Ritorno al futuro, insomma. Lo so, sono entrambi sogni irrealizzabili.

Ma il problema è che adesso non riesco più a sognare. 

02 ottobre 2023

Ufficiale

Oggi è il 2 ottobre 2023, Pertanto mancano ufficialmente 3287 giorni al 1 ottobre 2032.

In altre parole, mancano 8 anni, 11 mesi e 29 giorni. Non serve che aggiunga altro, vero?

Alleluia, alleluia.


Forse - 4

Ecco, si stanno avverando le mie più tragiche previsioni. 

"Stai tranquillo, gli strumenti sono solo strumenti, avrai tutto il tempo"
"Stai tranquillo, tutto il team ti supporterà e ti darà una mano"

Ma ci sto provando. Ci sto provando con grande fatica, a non somatizzare.

Stay tuned. 

26 settembre 2023

Piccolo arrogantello bastardo

Tu non puoi reggere la verità. Figliolo, viviamo in un mondo pieno di muri e quei muri devono essere sorvegliati da uomini col fucile. Chi lo fa questo lavoro, tu? O forse lei, tenente Weinberg? 

Io ho responsabilità più grandi di quello che voi possiate mai intuire. Voi piangete per Santiago e maledite i Marines. Potete permettervi questo lusso. Vi permettete il lusso di non sapere quello che so io. Che la morte di Santiago nella sua tragicità probabilmente ha salvato delle vite, e la mia stessa esistenza, sebbene grottesca e incomprensibile ai vostri occhi, salva delle vite! 

Voi non volete la verità perché è nei vostri desideri più profondi che in società non si nominano, voi mi volete su quel muro, io vi servo in cima a quel muro. 

Noi usiamo parole come onore, codice, fedeltà. Usiamo queste parole come spina dorsale di una vita spesa per difendere qualcosa. Per voi non sono altro che una barzelletta. Io non ho né il tempo né la voglia di venire qui a spiegare me stesso a un uomo che passa la sua vita a dormire sotto la coperta di quella libertà che io gli fornisco e poi contesta il modo in cui gliela fornisco. Preferirei che mi dicesse la ringrazio e se ne andasse per la sua strada. Altrimenti gli suggerirei di prendere un fucile e di mettersi di sentinella. 

In un modo o nell'altro io me ne sbatto altamente di quelli che lei ritiene siano i suoi diritti.

(colonnello Nathan R. Jessep)


21 settembre 2023

Non contano

La lunghezza effettiva della vita è data dal numero di giorni diversi che un individuo riesce a vivere. Quelli uguali non contano.

19 settembre 2023

35

Oggi è il 19 settembre 2023.

Quasi per caso mi sono accorto che sono passati più di 35 anni da quando ho iniziato a lavorare, il 5 settembre 1988. Ok, non ero ancora assunto e lavoravo in nero ero in prova, una volta si usava così, a 500mila lire al mese. Ma lavoravo a tutti gli effetti.

Tutte le volte che penso a quanto tempo sia passato mi ricordo di zio Giacomo. Lui lavorava in Fiat, ha iniziato a 18 anni ed a 53 è andato in pensione.

Bei tempi, eh? certo, oggi sono cambiati - e non solo in Italia. Da noi adesso bisogna attendere di avere 62 anni (con almeno 42 anni di contribuzione) e parlo della cosiddetta pensione 'anticipata', altrimenti la soglia è fissata a 67 anni.

Nel resto del mondo l’età pensionabile si aggira mediamente intorno ai 64 anni. Gli uomini, in particolare, lavorano in media fino a 60 anni in Francia, a 62 in Italia, Spagna, Grecia e Polonia, mentre più sopra troviamo Australia (65), Svizzera (66) e Israele (69). In Corea del Sud, mediamente, un uomo lavora fino a 72 anni.

Eh si, i tempi sono cambiati. 

Ma io penso sempre allo zio. E a quanto mi sarebbe piaciuto nascere 20 anni prima. 

13 settembre 2023

Due giorni

I due giorni più importanti della tua vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci il perché.

(Mark Twain)

12 settembre 2023

Forse - 3

Non ci sto capendo più nulla. La persona di cui prenderò il posto andrà via tra due gg ma non avrò mai la sua competenza e la sua conoscenza. Forse nel tempo, ma è la prossima settimana che mi preoccupa.

La sensazione di una nuova fregatura è forte.

Forse - 2

La possibilità c'è, ed è concreta.

Sto facendo affiancamento da 3 gg e ho la testa che mi scoppia. Oggi ho parlato con il mio nuovo responsabile, mi dice che in prospettiva la possibilità di lavorare al 100% con lui c'è. 

Probabilmente dal 2024.

Intanto, "ti chiedo un piccolo sforzo".

E quando mai.


Provvisorio

Quando hai quarant'anni, devi smettere di illuderti di essere giovane , in qualunque senso tu intenda il termine. Se non lo fai - se decidi di dare credito alla stronzata auto avverante secondo la quale "i quaranta sono i nuovi venticinque" - , va a finire che cominci inevitabilmente a perdere colpi. 

Prima adagio, poi più in fretta, finché, tutto d'un tratto, ti ritrovi cinquantenne, con la pancia che sporge dalla cintura dei pantaloni e le pastiglie per il colesterolo nell'armadietto dei medicinali.

A vent'anni, il corpo ti perdona. 

A quaranta, il perdono è, nella migliore delle ipotesi, provvisorio.

07 settembre 2023

Forse

Forse si può cambiare. Non il cambiamento che speravo, ma qualsiasi cambiamento è il benvenuto. Sarà dura, come sempre. Poco tempo e tanti argomenti completamente nuovi ed abbastanza ignoti.

Ma la possibilità di cambiare e lasciarsi alle spalle questo periodo orribile c'è.

Forse.

05 settembre 2023

Passerà

Passerà questo tempo in cui ti senti ancora forte, pur nella tua fragilità, e in cui sai di poter provvedere a bisogni, rispondere a quesiti, esaudire desideri, e passerà non tanto perché tu in futuro non ne sarai più in grado, ma perché la richiesta della tua presenza sbiadirà, prima piano e poi sempre più velocemente, un giorno dopo l'altro, evaporando come l'alcol del vino quando ci sfumi il risotto. 

Ecco che cos'è essere genitori, è questa specie di continua ma necessaria nostalgia di ciò che non sarà più, condita dalla curiosità ma anche dall'angoscia di ciò che non è ancora. 

E allora ti aggrappi a un'immagine piccola e un po' ingenua, e pensi che il vino nel risotto evapora sì, ma nel riso lascia il gusto, e alla fine è tutto ciò in cui puoi sperare: che scoprano la loro via, la loro strada, che corrano più o meno lontano da te trovando la loro direzione, ma che in ciò che diventeranno rimanga un po' il gusto del tempo passato insieme, dei cartoni visti e dei sughi preparati e di tutti i baci e le carezze che hai dato loro mentre dormivano e di cui non sapranno mai niente, ma tu invece sì.

Passerà tutto, e tutto ti mancherà, ma conterà che accanto a loro avrai fatto il meglio che hai potuto, che sarai stato lì.

30 agosto 2023

Ne rimarrà solo uno - parte seconda

Anche Gemma mi ha detto che ha dato le dimissioni. Due ragazze che reggevano gran parte delle attività progettuali dell'ufficio, vanno via.

Mi verrebbe da chiedermi chi sarà il prossimo, poi mi guardo intorno e vedo che l'età media delle persone che rimangono (me compreso) è intorno ai 50.

Comunque, che botta.

E i geni muti.


28 agosto 2023

Ne rimarrà solo uno

Così dicevano in un vecchio film, Highlander. La storia narrava di un gruppo di immortali, che lottavano tra di loro per uccidersi - perché l'ultimo di loro avrebbe guadagnato la Ricompensa.

Ok, non c'entra nulla con quello che volevo dire, era per spiegare il titolo.

Mi ha chiamato poco fa Giulia, una ragazza giovane - e molto sveglia - che lavora con me. Per dirmi che ha dato le dimissioni. Sono stupito? No, affatto. Dove sono io si lavora MALE. E da quando io sono in questo ufficio (1 anno) si sono dimesse 7-8 persone. Tutti giovani, capaci, svegli. 

Vabbè, Giulia va a fare l'insegnante, il suo è un cambio proprio radicale. Ma è un cambio che magari, in una situazione lavorativa più tranquilla e soddisfacente, forse non avrebbe fatto, o forse lo avrebbe fatto lo stesso, chissà.

Il punto è un altro: quando si renderanno conto, i geni del male, che andando avanti così quelli capaci se ne andranno tutti?

Freddo

Nel giro di 2 giorni le temperature sono scese di 12-13 gradi. Siamo a fine agosto, ma la sensazione strisciante è che l'estate sia praticamente ai titoli di coda. Certo, ha finito col botto, con temperature vicine ai 40gradi (e 32 la notte, in casa), ma oramai è alla frutta. Magari il caldo adesso torna, eh. Forse non più come prima, ma torna. Me lo auguro soprattutto per mia figlia che è al mare, e per Alessia, Marco e Francesco che partono sabato.

Ma siamo alla frutta, nun ce so' cazzi.

Oggi ho messo pantaloni lunghi e una felpa. In casa ho freddo. E c'è che dice "ah, finalmente, non vedevo l'ora". 





25 agosto 2023

Ovunque


Il fatto è che con certa gente io ci lavoro. Gente che ragiona in questo modo, oppure che ti chiede di fare qualcosa che non hai mai fatto, ignorando le tue richieste di informazioni o di supporto, e poi ti dice "ma guarda che io l'ho fatto per spronarti". 

Ci sono, e sono ovunque.


23 agosto 2023

Caldo

Non sono mai stato uno che si lamenta e preferisco mille volte il caldo al freddo, ma qui la situazione ci sta un po' sfuggendo di mano






21 agosto 2023

Alla fine

Alla fine il momento è arrivato. Dopo 26 giorni tocca tornare al lavoro. Anche quest'anno non ho fatto vacanze, al netto del viaggio a Parigi. Volevo fare un sacco di cose e non ne ho fatto nessuna. Volevo riposarmi e in realtà ho riposato poco. 

Insomma, mi sono abbastanza annoiato, ma non tanto da voler tornare al lavoro. 

Devo risolvere questo problema, prima o poi (disse il procrastinatore)

12 agosto 2023

Sogni

 Ultimamente faccio un sacco di sogni strani, a volte assurdi, spesso grotteschi. Per esempio, in uno di questi sogni ho afferrato per la nuca mia mamma, esasperato dai suoi continui rimproveri, e lei mi ha praticamente disconosciuto - il tutto mentre mio fratello mi inseguiva con intenti chiaramente omicidi; per sfuggirgli mi sono rifugiato in un a scuola per piloti spaziali, in cui si parlava solo francese.

Ecco, ho reso l'idea?

Sogno questo genere di minchiate. Oppure sogno il lavoro. Quello che vorrei veramente trovare in sogno non arriva mai.

02 agosto 2023

Anche io

Si, l'ho fatto anche io.

Tanti post a lamentarsi di vecchi amici che ti evitano o quasi fanno fatica a salutarti, e poi domenica mattina vado a supermercato e vedo Sergio. Sempre uguale, a parte capelli e pizzetto bianchi. Strano vederlo in questa zona, peraltro, lui abitava a Nichelino per quanto ricordi.

Comunque.

Io ho visto lui e lui (credo) non ha visto me. E io ho fatto finta di niente. Ho abbassato lo sguardo, cambiato direzione, cambiato corsia, se potevo cambiavo pure supermercato.

Non vedevo Sergio da... forse era il 2000, forse il 2001. Io avevo appena cambiato azienda, lui mi chiama dicendomi che era lì in zona e se mi andava di andarci a mangiare una pizza. Ben volentieri, ho risposto. Sennonché lui si presenta con due suoi colleghi (ci potrebbe pure stare, ma almeno dimmelo) con i quali parla di lavoro per tutto il tempo (questo non ci sta, mi spiace).

Dopodiché non  ho più saputo nulla di lui. O meglio, so che dopo un po' ha cambiato azienda pure lui, so che si è separato\ha divorziato, poi basta.

Ieri potevo avvicinarmi, salutarlo. Eravamo amici, una volta. Eppure l'ho evitato.

Ma io avevo un motivo, mi dico. 

Chissà che motivo hanno quelli che evitano me.


24 luglio 2023

Ferie

Da domani, 25 luglio, sono in vacanza. 

Vacanza anomala, per il secondo anno consecutivo. L'anno scorso sono stato obbligato a fare le due settimane centrali di agosto, anche se non sono andato da nessuna parte.

Quest'anno ho in programma un viaggio di pochi giorni, ma il 6 agosto. Intanto mi è stato chiesto 'caldamente' di fare non meno di 5 gg di ferie in luglio e non meno di 15 gg in agosto. 

Ed io eseguo. Da domani vacanza e cellulare spento. E per il resto possono andarsene tutti affantastico.

13 luglio 2023

Comunque

Comunque era davvero bellina, la mia C3 Aircross.




Rumorosa, piena di vibrazioni e con il problema Adblue (che per fortuna non mi riguarda più).
Però era davvero bellina.


10 luglio 2023

Diverso

Mia mamma ha un problema con la lavatrice. E deve prenotare una visita medica, ma non riesce.

Stamattina l'ho chiamata per capire come aiutarla, ma me ne ha dette di tutti i colori perché dice di avermi chiamato stamattina e non le ho risposto (non ho ricevuto nessuna chiamata) e che poi io lo so che lei ha la lavatrice che non funziona e me ne frego. Che lei è sempre disponibile nei nostri confronti  (miei e dei miei fratelli) ma che quando ha bisogno lei non l'aiuta mai nessuno. Che sono sempre pronto ad aiutare gli altri, ma che quando serve qualcosa a lei che ne freghiamo. Tutti.

Ora: da che mi ricordi, io per i miei genitori ci sono stato sempre. Se avevano bisogno di aiuto, di compagnia, di essere accompagnati da qualche parte, di imbiancare casa, di mettere una mensola. 

Da quando mio papà non c'è più, tutte le domeniche mi alzo alle 7 di mattina per accompagnare mia mamma al cimitero. Per accompagnarla a fare la spesa. La domenica sono a pranzo da lei, spesso da solo con mia moglie. E francamente ci sono tante volte in cui me ne starei volentieri a casa. Ma ci sono sempre.

Con mia mamma è così: lei non deve chiedere le cose, devi essere tu ad anticipare e offrire il tuo aiuto. Sennò non serve a niente. 

Ecco, papà era diverso. Quanto mi manchi, papà.  

03 luglio 2023

Qualcosa

"I rapporti non funzionano come li vediamo in televisione e al cinema. Lo faranno, non lo faranno. Poi lo fanno e sono felici per sempre... Ma figurati. Nove su dieci si mollano perché non sono ben assortiti fin dall'inizio, e la metà di chi si sposa divorzia comunque. 

Glielo dico subito, nonostante tutto non voglio passare per cinico perché non lo sono. Si, è vero. Io credo che l'amore serva soprattutto a vendere molte scatole di cioccolatini e, sa, in certe culture, una gallina. Mi dia dell'ingenuo perché in fondo continuo a crederci. In buona sostanza, le coppie veramente giuste sguazzano in mezzo alla stessa merda di tutti gli altri. 

La grossa differenza è che non si lasciano sommergere. Uno dei due si farà forza e ogni volta che occorre lotterà per quel rapporto. Se è giusto e, se sono molto fortunati, uno dei due dirà qualcosa."

(Scrubs)

30 giugno 2023

Benvenuta

Non più nerazzurra, un po' più piccola, motore ibrido. Ci si dovrà abituare, ma... Benvenuta comunque.




29 giugno 2023

Un buon posto

Ci sentiamo forzati di continuo alla retorica della sfida, al culto dell'efficienza, al continuo e inappagato desiderio di un altrove, come se la vita stesse sempre da un'altra parte e mai qui, accanto a noi. 

Ci sentiamo forzati a vincere il mondo anziché imparare a camminarci dentro. 

La vita non è una montagna da scalare, un treno da non perdere, un obiettivo da centrare. E' una piccola stanza da arredare con cura. 

Ci addestrano alle vette ma lì sotto ci sono vallate meravigliose.

La vita non è una cima da raggiungere a tutti i costi. E' la scelta di un buon posto in cui fermarsi.

E' (di nuovo) ora di cambiare

Già. Dopo quasi 5 anni, stavolta.

Nel giugno del 2018 scrivevo così

Quante cose sono cambiate, da allora...

Lavoravo al Change. Avevo 48 anni. La pandemia era ancora lontana. Mia figlia viveva ancora con me. Mio papà c'era ancora. 

La mia C3 mi ha tenuto compagnia per tutto questo tempo e ha visto tutti questi cambiamenti. Mi ha portato in Spagna, in Puglia, a Bracciano. Non è che abbia fatto tutti 'sti viaggi, eh. Nemmeno 32mila km in quasi 5 anni. 

Adesso è ora di cambiare di nuovo, e la C3 andrà ad aggiungersi, nei miei ricordi, alla Opel Astra, alla Renault Megane, alla Ford Focus, alla Peugeot 308 ed alla Fiat 500L.

Domani si cambia, ed io ho 5 anni e un bel po' di capelli bianchi in più. Il Change è oramai un lontano ricordo. La pandemia è finita. Mia figlia convive da tempo col suo ragazzo. Mio papà non c'è più. 



19 giugno 2023

4

Sono già passati 4 anni. 

Papà, comincio ad avere difficoltà a ricordare la tua voce. Quello che dicevi, quello che facevi. Sento che il tempo mi sta portando via dei pezzetti, che il mio cervello rimuove in automatico, per proteggermi. Il tempo è inesorabile e bastardo, non fa sconti a nessuno... Ma non dare retta, non è vero che dopo un po' fa meno male. 



13 giugno 2023

God save the Cavaliere


Se ne è andato pure lui. All'età di 86 anni, Silvio Berlusconi ci ha lasciato.

Oh, intendiamoci, questo non è un post di celebrazione. Da ieri mattina è partito il processo di beatificazione del personaggio, dipinto come grande imprenditore, statista, sportivo, amorevole padre e nonno. Può anche essere (quasi) tutto vero, certo che però andrebbero ricordati anche i processi penali, le condanne, la pedofilia (il termine esatto è quello), la nipote di Mubarak e un ego grande quanto l'Italia.

Insomma, non è stato un santo come si tenta di dipingerlo. Ma ha segnato, nel male e nel bene, la storia d'Italia degli ultimi 50 anni.


31 maggio 2023

Tuffo - 2

Tra pochi giorni saranno 4 anni che mio papà se n'è andato. Quando abbiamo svolto il triste compito di verificare ed eventualmente buttare via le sue cose, in garage (quello che era il suo mondo) è saltato fuori di tutto. Pezzi di ricambio del 128, valvole, cavi, materiale elettronico vario, citofoni... ed autoradio.

Papà ne aveva diverse ancora nuove ed imballate, complete di plancia: lui era fatto così, non si limitava mai a prenderne 1 sola... e se poi si rompe e non ne trovi più?

Autoradio di marche poco conosciute (la "Corsa"), tutte con funzioni più o meno avanzate.. tra cui l'auto-reverse. Se c'è qualcosa che mi fa sentire un autentico dinosauro è ricordare di quando finiva una cassetta e bisognava girarla dall'altro lato... l'auto-reverse invece avviava automaticamente la riproduzione.

E il telecomando? nei primi televisori che ricordo ovviamente non c'erano. Un giorno mio papà portò questa scatola di dimensioni considerevoli che, opportunamente collegata al TV, consentiva di cambiare canale senza doversi alzare. Fantascienza. Fino ad allora ero io che mi alzavo e cambiavo i diversi canali (pochissimi) schiacciando i vari pulsantoni, fino a quando non trovavo un film western (uno "sceriffo") e papà mi diceva di tornare a sedermi.

Allora quella tecnologia ci sembrava qualcosa di inimmaginabile. 

24 maggio 2023

Tuffo

Oggi ho portato l'auto in officina. Da una settimana mi segnalava "Anomalia motore: moriremo tutti", o qualcosa di simile... Ovviamente stamattina metto in moto e nessuna segnalazione :-| vabbè.

Comunque, l'officina è in C.so Unione Sovietica, a pochi passi dall'ex CCS. Il mio primo posto di lavoro.

Lasciato la macchina, ho deciso di fare una passeggiata per andare in ufficio ed è stato come fare un tuffo nel passato. Quasi 35 anni fa (aaargh!!!) quel pezzo di strada lo facevamo tutti i giorni, per andare a mangiare. Prima al bar, dove spendevo 10mila lire per i miei 3 hamburger lisci. Poi alla mensa del CSI.

3 o 4 isolati, si andava a piedi tutti i giorni per mangiare con Saverio, Gianni e Beppe. Ricordo quella volta che faceva freddo e non avevo i guanti, così Maurizio mi ha dato uno dei suoi per scaldare una mano e per l'altra... ci tenevamo per mano (e la gente che incrociavamo ci guardava un po' perplessa). Si passava davanti al parrucchiere, Baccaro, dove mi sono tagliato i capelli per anni perché c'erano "le ciccine" che ti facevano lo shampoo ed era una figata. 

Baccaro però non c'è più e non ci sono più tanti negozi. C'è ancora la pizzeria che fa angolo, ma tutto il resto è cambiato. Bè, d'altronde anche la CCS non esiste più. E pure quel ragazzino di 19 anni che si mangiava 3 hamburger al giorno, lo cerco tutti i giorni nello specchio ma non lo trovo.


19 maggio 2023

Speranza

Stamattina leggevo un articolo di un tizio che ha vinto alla lotteria, dopo non so quanti anni che giocava gli stessi numeri. E sotto l'articolo una sfilza di commenti il cui senso (ammesso che ce l'abbiano un senso - fosse per me li abolirei) era sostanzialmente che l'unico modo per vincere è non giocare e risparmiarsi i soldi della giocata. Me lo diceva anche Renato, tipo 35 anni fa.

Ora, il gioco d'azzardo può essere una brutta malattia. Se parliamo di slot, di gratta e vinci acquistati a pacchi e poi grattati in macchina, di fantastici sistemi con costi esorbitanti, sono d'accordo. Ma per me non è così. 

Io gioco gli stessi numeri al superenalotto da un sacco di tempo, oramai. E credetemi quando vi dico che ogni volta che c'è l'estrazione sono lì come un cretino a sperare di vincere.

Ho fatto un rapido calcolo: in 19 anni (dacché tengo nota delle spese) ho speso, nel gioco, 1.496,73 euro. Che in 19 anni fa poco meno di 80 euro all'anno, cioè meno di 7 euro al mese, 25 cent al giorno.

Se non avessi giocato, non credo che mi sarei sentito enormemente più ricco. E obiettivamente 25 cent al giorno non sono troppi, per mantenere la speranza di cambiare la mia vita.





18 maggio 2023

13 anni dopo

Cercando di ritrovare un pò di leggerezza e di smettere di autoflagellarmi, la testa va a 13 anni fa. L'Inter di Mourinho si appresta ad affrontare il todopoderoso Barcellona di Guardiola.

13 anni dopo, l'Inter di Simone Inzaghi si appresta ad affrontare il Manchester City di Guardiola. Certo, stavolta si tratterà della finale di Champions League, giunta (per l'Inter) in modo rocambolesco, fortunato ma soprattutto inaspettato. Nel 2010 era la semifinale, raggiunta in modo sicuramente meno rocambolesco, certamente più meritato. Era l'Inter del Triplete (lo sarebbe diventata a breve), oltre a JM in panchina c'erano in campo Julio Cesar, Samuel, Lucio, Zanetti, Maicon, Stankovic, Figo, Schneider, Pandev, Eto'o, Milito. Mi vengono i brividi a pensarci. 

E mi vengono i brividi anche a pensare alla squadra che avevamo di fronte: Valdes, Dani Alves, Puyol, Piqué, Maxwell, Xavi, Busquets, Keita, Messi, Ibrahimovic, Pedro. Una squadra di marziani, letteralmente, che si era ulteriormente rinforzata anche grazie agli (ex)interisti Maxwell e Ibrahimovic.

I campioni in carica. Una squadra schiacciasassi, che con Guardiola aveva vinto tutto e giocando bene. Per quanto l'Inter fosse forte era nettamente sfavorita. Già, perché mentre nei quarti di finale mentre il Barça trionfava con l'Arsenal, con una roboante vittoria per 4 a 1 con 4 gol di Messi, definito a piacere "Nuovo Messia" o "Dio", l'Inter passava a fatica vincendo 0-1 a Mosca, in una partita tutto sommato sonnecchiosa.

Non ci sarebbe stata partita, dicevano. Il resto è storia.

Ed eccoci qui, 13 anni dopo. l'Inter completamente diversa e lontanissima parente di quella di Mourinho. Un'Inter additata, derisa e ridicolizzata, perchè in campionato ha accumulato un distacco abissale dal Napoli, vincitore dello scudetto con 5 giornate di anticipo. Un'Inter che ha inanellato 11 sconfitte in campionato. 

Onana, Dimarco, Bastoni, Acerbi, Darmian, Dumfries, Barella, Çalhanoğlu, Mkhitaryan, Džeko, Lautaro Martínez. Obiettivamente, non me ne vogliano, non c'è paragone.

Eppure 13 anni dopo siamo ancora qui. Con ottime probabilità di finire tra le prime 4 in campionato. In finale di coppa Italia. In finale di Champions.

Ecco, come allora l'Inter è nettamente sfavorita. Dicono che sia arrivata in finale solo grazie ad un sorteggio ultrabenevolo, che l'ha vista affrontare Porto, Benfica e Milan negli scontri diretti. E, mentre l'Inter aveva ragione di un Milan decisamente patetico, vincendo 0-2 all'andata e 1-0 al ritorno, il Manchester City ha demolito in Real Madrid, netto favorito per la vittoria finale, pareggiando in Spagna e vincendo 4 a 0 in casa.

Eccoli i parallelismi. Come allora, c'è chi scommette sul numero di gol che l'Inter prenderà. Come allora c'è chi confronta gioco e risultati. Nel City c'è Grealish che da solo è costato come tutta la formazione nerazzurra. C'è Haaland, un autentico animale, che al suo primo anno sta frantumando tutti i record e segna gol a grappoli. Tra gli inglesi c'è chi esulta. L'unico che non esulta è Guardiola, memore di quanto successe allora, che ha dichiarato che "una squadra italiana in finale non è il massimo". E dentro di lui sa che non è una squadra italiana qualunque.

Insomma, il 10 giugno saremo lì a giocarcela, da sfavoriti, come allora. Chissà che non si ripeta la storia.





09 maggio 2023

Chissà

La pandemia è finita. L'incubo iniziato nei primi mesi del 2020 è terminato. Il virus non è scomparso dalla faccia della terra, intendiamoci, ma grazie ai vaccini è diventato una semplice forma influenzale. Fastidiosa, ma non letale.

Chissà se abbiamo imparato qualcosa da tutto questo. "Ne usciremo migliori", si diceva, ed il tempo ha dimostrato che non è affatto vero. 

Ma... Le mascherine. Anzi, la carenza di mascherine, vendute a peso d'oro, e le mascherine artigianali. Il gel disinfettante. La distanza. L'autocertificazione per uscire. Le code per entrare al supermercato ed addirittura al mercato rionale. Non più di 2 persone per volta nei negozi. I guanti in lattice e l'alcool. I parrucchieri chiusi. Locali deserti, ristoranti solo con tavoli all'aperto. Non più di 3 persone in macchina. A natale massimo 6 persone a tavola. Cinema, musei e palestre chiuse. Meglio non vedersi, meglio non abbracciarsi, meglio non stringersi la mano, salutarsi con il gomito. Lo smartworking. I flash mob alla finestra. 

Chissà quanto tempo ci vorrà affinché tutto questo diventi un ricordo dai contorni sfumati 

03 maggio 2023

Ridicolo

Anche se può sembrare ridicolo, a volte tutto quello di cui abbiamo bisogno nella vita è qualcuno che ci tenga la mano e cammini con noi.

28 aprile 2023

Nel cielo

Ovunque sarai e qualsiasi cosa stia accadendo nella tua vita, tutte le volte che ci sarà la luna piena tu cercala nel cielo. E mentre la guardi, pensa a me, perché dovunque sarò e qualunque cosa stia accadendo nella mia vita io farò lo stesso.

Società

Vuoi che ti dica che cosa ci insegna la sociologia a proposito della razza umana? Te lo dico in poche parole. Mostrami un uomo o una donna soli e io ti mostrerò un santo o una santa. Dammene due e quelli si innamoreranno. Dammene tre e quelli inventeranno quella cosa affascinante che chiamiamo «società». Quattro ed edificheranno una piramide. Cinque e uno lo metteranno fuori legge. Dammene sei e reinventeranno il pregiudizio. Dammene sette e in sette anni reinventeranno la guerra. L'uomo può essere stato fatto a immagine di Dio, ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. E cerca sempre di ritornare.

(S. King, L'ombra dello scorpione)


20 aprile 2023

Regole

Negli anni '70 Michele Ferrero (si, FERRERO) scrisse delle regole, destinate ai suoi manager, per indicare come gestire il personale. Si tratta di un documento definito come le “massime da seguire nei contatti con il personale“. Un documento che si apre con la seguente frase: “Quando parli con un individuo ricorda: anche lui è importante”.

Ferrero è stato un imprenditore illuminato e ciò che ha creato negli anni ne è la prova... E' altresì evidente che questo modo di pensare sia letteralmente scomparso, nel corso degli anni, in nome di una ricerca di potere e risultati a breve, brevissimo termine.

Ecco dunque le 17 regole di Michele Ferrero:
  1. Nei vostri contatti mettete i vostri collaboratori a loro agio:
    •     Dedicate loro il tempo necessario e non le “briciole”
    •     Preoccupatevi di ascoltare ciò che hanno da dirvi
    •     Non date loro l’impressione che siate sulle spine
    •     Non fateli mai sentire “piccoli”
    •     La sedia più comoda del vostro ufficio sia destinata a loro
  2. Prendete decisioni chiare e fatevi aiutare dai vostri collaboratori, essi crederanno nelle scelte a cui hanno concorso.
  3. Rendete partecipi i collaboratori dei cambiamenti e discutetene prima della loro attuazione con gli interessati.
  4. Comunicate gli apprezzamenti favorevoli ai lavoratori, quelli sfavorevoli comunicateli solo quando necessario, in quest’ultimo caso non limitatevi a una critica, ma indicate ciò che dovrà essere fatto nell’avvenire perché serva a imparare.
  5. I vostri interventi siano sempre tempestivi: “Troppo tardi” è pericoloso quanto “Troppo presto”.
  6.  Agite sulle cause più che sul comportamento.
  7. Considerate i problemi nel loro aspetto generale e non perdetevi nei dettagli, lasciate ai dipendenti un certo margine di tolleranza.
  8. Siate sempre umani.
  9. Non chiedete cose impossibili.
  10. Ammettete serenamente i vostri errori, vi aiuterà a non ripeterli.
  11. Preoccupatevi di quello che pensano di voi i vostri collaboratori.
  12. Non pretendete di essere tutto per i vostri collaboratori, in questo caso finireste per essere niente.
  13. Diffidate di quelli che vi adulano, a lungo andare sono più controproducenti di quelli che vi contraddicono.
  14. Date sempre quanto dovete e ricordate che spesso non è questione di quanto, ma di come e di quando.
  15. Non prendete mai decisioni sotto l’influsso dell’ira, della premura, della delusione, della preoccupazione, ma demandatele a quando il vostro giudizio potrà essere più sereno.
  16. Ricordate che un buon capo può far sentire un gigante un uomo normale, ma un capo cattivo può trasformare un gigante in un nano.
  17. Se non credete in questi principi, rinunciate ad essere capi.

19 aprile 2023

... e quando mi sveglierò, sarò migliore.

C'è tanto sole, e mi accorgo che ne ho bisogno, come un fiore
Che ho bisogno di stancarmi e di camminare
Di sentire l'acqua, il vento, e di respirare
Peccato che qui vicino non c'è il mare 

17 aprile 2023

Sempre

Perché in fondo anche noi siamo dei piccoli supereroi.

Sempre lì a dire "non ce la posso fare" e poi ogni giorno affrontiamo problemi, giornate di merda, ansie e giramenti di coglioni.

Siamo dei supereroi perché crediamo di non farcela, ma nonostante tutto ce la facciamo sempre.

Sempre.

13 aprile 2023

Coming back home

Sono rientrato ieri, da Barcellona. Una settimana di vacanza, cioè vacanza... sono andato a trovare i miei suoceri.

Ogni volta che ci vado, benedico il momento in cui, più di 30 anni fa, ho preso la decisione "bè, per il momento vivremo in Italia, poi si vedrà". Il 'POI' non è mai arrivato, e di questo sono grato al fato, al destino, chiamatelo come volete.

Intendiamoci, non stiamo parlando di Calcutta o di Hanoi. Barcellona ha pur sempre un certo fascino, è indubbio. Ma pensare di vivere lì, in quelle case piccole e umide, con il catalano, con tante piccole cose che nel tempo ho imparato a disprezzare... Al solo pensiero, mi sento soffocare.

L'Italia avrà tanti difetti e gli italiani ancora di più. I servizi, la burocrazia, le tasse, la criminalità (che poi, voglio dire, parliamone - a mia moglie hanno rubato il portafogli appena scesa dall'aereo...), tutto quello che volete. Ma si vive tanto bene, qui. 

27 marzo 2023

Mi arrendo

Basta, getto la spugna.

Sembrava che qualcosa cambiasse, nonostante le difficoltà e gli atteggiamenti che non saprei definire (ostili? infantili?) del mio responsabile.

E invece.

Sono in sede, mi contatta e dice se possiamo parlare. Finalmente, penso, e rispondo 'quando vuoi'.

Mi chiama e mi dice che la situazione aziendale è critica e che, in poche parole, lavorerò con lui solo per metà del mio tempo. L'altro 50% sarò in 'bench' (letteralmente significa 'panchina', il significato è abbastanza chiaro). A partire da aprile. 

Che è una decisione obbligata, che a lui spiace, che è una mossa cautelativa. Ah, che con quello che costo io all'azienda ci si pagano due risorse più inesperte.

Io ho risposto col sorriso, dicendo che capivo, va bene, vedremo. Che dovevo dire? Mi arrendo.

Basta. Da aprile farò quello che posso, senza preoccuparmene più di tanto. Pensavo di aver raggiunto qualche risultato, evidentemente non è così. Oppure non è abbastanza. Guarda, non ci fosse lo spettro della cassa integrazione me ne sbatterei altamente e mi fare una risata. O forse no, non ne sono capace.

E comunque, io ci avrò anche messo del mio. Non lo metto in dubbio. Ma non vi perdonerò mai. Mai. Per avermi fatto perdere la fiducia in me stesso. Stessa situazione del 2004, solo che allora avevo 34 anni. Adesso le alternative son ridotte al lumicino. Maledetti.

17 marzo 2023

King Benny

Non sapevo che amassi tanto i piccioni.                            Io amo tutte le cose che non parlano.


 

Totò

Non so… starei ore e ore fermo a guardare il cielo, la luna. Io amo la luna, assai più del sole. Amo la notte, le strade vuote, morte, la campagna buia, con le ombre, i fruscii, le rane che fanno qua qua, l’eleganza tetra della notte. È bella la notte: bella quanto il giorno è volgare. Il giorno… che schifo! Le automobili, gli spazzini, i camion, la luce, la gente… che schifo! Io amo tutto ciò che è scuro, tranquillo, senza rumore.

(Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò)


16 marzo 2023

Countdown

Era il 2010, credo. Tutti i giorni c'era l'appuntamento fisso al caffè al mattino ed al succo di frutta al pomeriggio.

Oltre a me c'erano Agnese, Valeria, Massimo. E Luciano.

Che tipo strano, Luciano. Un autentico personaggio. E non lo sto dicendo in senso positivo, a volte mi lasciava veramente perplesso.

Comunque. Luciano aveva sul suo cellulare una applicazione che gli faceva il conto alla rovescia di quanto tempo gli mancava per andare in pensione. Tutti giorni mostrava il display annunciando che mancavano solo, tipo, 3422 giorni. E tutti lo prendevamo in giro. Soprattutto io, che all'epoca avevo una quarantina d'anni, a tutto pensavo fuorché alla pensione ed un atteggiamento del genere mi sembrava davvero assurdo. Da fuori di melone. Ma come si fa, dico io, come si fa.




(ah, questa è la mia situazione aggiornata ad oggi)


13 marzo 2023

Gli anni di piombo

Oggi su La stampa c'era un articolo che parlava dei famigerati anni di piombo, il periodo in cui l'Italia - ma soprattutto Torino - ha vissuto la minaccia del terrorismo e della lotta armata. L'articolo ha richiamato la mia attenzione proprio perché io sono nato nel 1970 - anche se non è semplice parlare di quel periodo perché i miei ricordi, per quanto di prima mano, sono necessariamente quelli di un bambino.

"Era una Torino irreale, quella ai tempi del terrorismo, tra la fine degli Anni 70 e i primi 80. Sirene continue, auto blindate che schivavano il traffico saltando i semafori, posti di blocco, luoghi presidiati. Quasi ogni settimana agguati, ferimenti, attentati, morti ammazzati, azioni dimostrative. Un nemico subdolo da fronteggiare, che poteva colpire chiunque e ovunque: forze dell’ordine, giudici, dirigenti industriali, giornalisti, avvocati, capisquadra, agenti di custodia. C’era paura a uscire, ad avvicinarsi a caserme, tribunali, fabbriche, sindacati, uffici comunali o regionali, sedi dei quotidiani"

E sticazzi? All'epoca del sequestro Moro io non avevo neanche 8 anni. Andavo a scuola, nel quartiere di periferia dove ho vissuto dall'età di 5 anni. Andavo in chiesa, al catechismo. E scendevo in cortile, a giocare a pallone con tutti gli atri bambini. Stop. Non mi avvicinavo a caserme, tribunali, uffici. Ero un bambino. 

Ricordo un giorno di maggio, ero a catechismo e mia mamma venne a prendermi (strano, perché sono sempre andato da solo). Aveva una gran fretta di tornare a casa, mia mamma, quasi mi trascinava, dicendo "corri, fai in fretta". C'erano un sacco di poliziotti e carabinieri, per strada, ma io non ci facevo nemmeno caso... ero un bambino. Ricordo poco o nulla degli anni '70 e quel poco che ricordo è luce, sole, felicità, Goldrake, giocare, i compagni di scuola, gli amici, il gelato che costava 50 lire, le vacanze estive in campagna dai nonni. Di certo non ricordo nulla che avesse a che vedere con il piombo.


07 marzo 2023

Leggere

Sono sempre stato un lettore. Ho imparato a leggere a 4 anni e leggevo qualsiasi cosa. Certo, i fumetti sono stati il mio primo amore, ma non disdegnavo le etichette dei detersivi o i fotoromanzi che trovavo in campagna, d'estate, abbandonati lì dalle mie zie.

Con l'adolescenza e l'età adulta ho scoperto la biblioteca e la possibilità di leggere libri in prestito. Ho conosciuto scrittori e scrittrici italiani e stranieri. Romanzi, thriller, avventura, horror. Ho scoperto Stephen King, Grisham, Koontz, Clive Cussler, Wilbur Smith, Lansdale. Quando Claudia e Natalia hanno cominciato a leggere, le ho portate in biblioteca ed hanno fatto la loro tessera.  A volte ricordo quando andavamo assieme tutti e tre, è un bellissimo ricordo.

Poi, non ricordo benissimo il motivo, nel 2014 ho comprato il mio primo e-reader. Il motivo non lo ricordo ma posso immaginarlo... in biblioteca potevo prendere massimo 3 libri ogni 3 settimane - ma spesso non trovavo quello che cercavo, se cercavo un autore\un libro in particolare - e così mi facevo ispirare da titoli e copertine. E poi bisognava andare fin lì... tutte le volte, tassativamente, se si tardava nella restituzione poi non si potevano prendere altri libri. 

Con il mio Kobo ho scoperto un mondo e - soprattutto - la possibilità di accedere a qualsiasi autore, libro, genere, storia. E non parlo necessariamente di qualcosa di illegale - esistono in rete centinaia di siti che distribuiscono gratuitamente migliaia di libri.

Va da sé che il mio modo di leggere è cambiato, così come i miei ritmi di lettura. Con il Kobo leggo in macchina (quando sono fermo, ovviamente), sul divano, in coda alle poste, mentre aspetto l'autobus, in treno, insomma, non appena ho 5 minuti riesco a leggere qualche pagina - cosa che con un libro cartaceo diventa difficile per motivi pratici. 

Di conseguenza sono aumentati anche i volumi: il numero di libri letti è passato da circa una ventina l'anno ad una media di 70-80 libri. 6-7 libri al mese. 


Ultimamente mi sono fatto però fuorviare dalla quantità, forse a discapito della qualità. Il mio obiettivo è diventato la quota di libri da leggere e non già il piacere di leggere un libro... come ho detto altre volte la vita è troppo breve per leggere libri brutti - e a volte mi trovo a dover continuare per forza, anche se il libro non mi "acchiappa", solo per fare numero.

Basta.

 



Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...