11 maggio 2018

The Sound - Total recall




It's all such a blur when time goes so quickly
Trying to hang on to the way that you'd like things to stay
You trace back the seconds, recall the details

From someone will, to someone does
To someone did, you know I did
Oh, there must be a hole in your memory
But I can see, I can see
A distant victory
A time when you will be with me

You cut me off just as I was starting to speak
The language you keep hidden away
Just like the question on everyone's lips

But it's not on mine
Where all you'll find is a twisted smile from another time
Another time, another time
Oh, there must be a hole in your memory
But I can see, I can see
A distant victory
A time when you will be with me

Another time, another time
Oh, there must be a hole in your memory
But I can see, I can see
A distant victory
A time when you will be with me
There'd be another time, another time
Oh, there must be a hole in your memory
But I can see, I can see
A distant victory
A time when you will be with me

09 maggio 2018

Mi chiamo Ariel

Mi chiamo Ariel. E' il nome della sirenetta del film di Disney e l'ha scelto per me la stessa ragazzina che a volte mi chiamava Arieloska. Ero un gatto comune europeo, col manto 'tartarugato'.

Io non venivo da un gattile, ma stavo in un cortile insieme alla mia mamma e tutti i miei fratellini. Un giorno però si è avvicinata a me una signora... mentre tutti i miei fratellini si sono nascosti dietro la mamma, io le sono subito andata incontro per annusarla. Mi piaceva, quella signora, e quando mi ha preso in braccio per portarmi via sono stata buona e tranquilla.

Sono arrivata in quella che sarebbe stata la 'mia' casa per 8 anni. Ho conosciuto e fatto amicizia con la signora, la ragazzina, una ragazzina più grande ed un signore che subito mi è piaciuto più di tutti. Aveva le gambe comodissime per dormirci sopra, e soprattutto mi faceva tante coccole.

Tutto è andato a meraviglia fino al giorno in cui non è arrivato un piccolo estraneo, malaticcio ed invadente. Sentivo gli umani dirmi che dovevo fargli da mamma, ma io non so cosa vuol dire e comunque non ne avevo tanta voglia. Ho capito che dovevo condividere la mia casa e la mia famiglia e la cosa non mi piaceva per nulla. Ma poi ho visto anche che le coccole c'erano sempre, e anche la pappa. Insomma, anche se l'intruso è rimasto, la mia vita è continuata più o meno sui soliti binari.

Fino al quel brutto giorno. Il 4 aprile 2018, per l'esattezza.
Ero a casa con il signore e con la  ragazzina, ho mangiato come sempre e poi mi sono sdraiata sul letto che condividevo con la ragazzina, per dormicchiare un pò... e poi non so che sia successo, so solo che mi sono ritrovata ad attraversare il ponte dell'arcobaleno. Io non volevo, non era ancora il momento, ero ancora giovane. Ma queste cose non le decidiamo noi, vero?

Mi è dispiaciuto vedere le lacrime della mia famiglia. So che mi volevano bene. Mi è anche dispiaciuto per quello stordito dell'intruso, che adesso è qui con me... adesso stiamo sempre insieme, ho scoperto che non è poi così male come compagnia.

Come lui, volevo ringraziarvi.
Di avermi accolta, di avermi amata, nutrita, curata e coccolata.
Di avermi preso in braccio quando ero piccolina e ne avevo bisogno e di avermi lasciato tranquilla quando non volevo più.
Delle coccole di tutte le mattine, delle carezze e dei giochi.

Infine, ha ragione Artù... si, adesso lo chiamo per nome, oramai non è più "l'intruso".
So che avete sofferto tanto, ma vi prego, date anche ad altri gatti la possibilità di ricevere tutto il vostro amore. Si soffre quando ce ne andiamo, ma finché ci siamo vi daremo tutto il nostro amore. Senza esagerare, senza troppa confidenza, a modo nostro, ma insomma, lo sapete già come siamo fatti.

Sappiamo che nessuno prenderà mai il posto nostro... ma che chi verrà dopo di noi vi farà compagnia così come ve la abbiamo fatta Artù ed io.
E quando il momento arriverà, le fusa che i nuovi ospiti vi regaleranno saranno anche un pò le nostre.

Grazie di tutto... vi voglio bene, la vostra principessa Ariel







Mi chiamo Artù

Mi chiamo Artù, Arturino per gli amici. Sono un gatto comune europeo, veramente non so cosa significhi, io mi considero semplicemente un gatto e ci sto bene in questi panni.

Vengo da un gattile, stavo male, ero malato, debole, smagrito. La mia famiglia mi ha adottato il 15 gennaio 2017 e da allora ho avuto una vita felice. Quando sono arrivato a casa ho trovato una sorella, Ariel, inizialmente poco convinta a condividere l’affetto dei suoi umani ma poi le cose sono molto migliorate e insomma, riuscivamo a convivere senza darci troppo fastidio.

Dicevo che ho avuto una vita felice, mi piace tanto ricordare le dormite sulle gambe di papà, i giochi con Natalia che mi prendeva sempre in braccio e poi la pappa buona, sempre di qualità e le coccole, tante tantissime coccole che adoravo.

Perché parlo al passato? Beh è successo che un brutto giorno di primavera, il 21 aprile 2018,  ho attraversato il ponte dell’arcobaleno, come dite voi umani.

Dove sono ora ho trovato tanti amici che hanno attraversato il ponte prima di me, da quassù si vede tutto quello che accade sulla terra e così mi hanno raccontato della cosa che mi è successa perché io non sapevo cosa avessi che mi faceva sentire sempre tanto stanco, raffreddato, che mi faceva starnutire tanto e sputare tanto muco, che mi toglieva la voglia di giocare e di mangiare.

Mi hanno spiegato che avevo una cosa che si chiama FIP, Peritonite Infettiva Felina e che per questo motivo voi vi siete prodigati tanto per cercare di farmi stare bene il più a lungo possibile.

Ecco che adesso mi spiego tutte quelle pastiglie che mi davate, e le visite dal veterinario che era anche bravo eh, ma quale gatto ama andare dal veterinario! e quelle siringone che mi facevate e che a me proprio non piacevano per niente.

E io che non capivo perché, durante le ultime settimane che sono rimasto con voi, in casa c’era sempre quell'aria un po’... come dire...  da funerale ecco! Voi mi coccolavate, cercavate di darmi tanta pappa buona (che io non mangiavo più) ma sempre con quel velo di tristezza negli occhi che mai prima avevo visto in voi. Forse perché mia sorella Ariel è improvvisamente scomparsa, non so per quale motivo...

Tornando a quello che voglio dirvi... prima di tutto grazie per avermi amato tanto ma ci sono due cose a cui tengo tantissimo: la prima cosa è che vorrei che non siate più tristi quando guardate le innumerevoli foto che mi avete fatto in questo anno e mezzo, sono il ricordo felice della nostra vita assieme per cui guardatele con un bel sorriso e la seconda cosa... da quando sono quassù riesco a leggervi nel pensiero... so che avete pensato "mai più, mai più perché si soffre troppo"

E’ proprio questa la seconda cosa che vi chiedo, vorrei tanto che tutto il bene che siete stati capaci di darmi possa un giorno fare la felicità di un altro gatto bisognoso; lo so che adesso è troppo presto, che non ci volete pensare, che avete bisogno di tempo per metabolizzare la mia partenza, non vi metto premura, non vi chiedo una data... ma pensa quanto sarà bello il momento in cui vi sentirò sussurrare: ecco Artù vedi, è arrivato il momento a cui tenevi tanto, siamo pronti.

E quando succederà sappiate che io sarò vicino a voi, con il muso appoggiato alla vostra faccia ad abbracciarvi e strofinare il mio nasino contro il vostro, come vi piaceva tanto quando ero vivo.

Vi voglio bene, il vostro Artù



04 maggio 2018

Un mese

è soprattutto di notte quando mi manchi, quando sono a letto e non avverto la tua presenza accanto a me.

Oggi è un mese che te ne sei andata ed ancora non riesco a capacitarmene.

Credo che presto avremo degli altri gatti.... molto presto, la casa è troppo vuota.

Ma non sarai tu, piccola Ariel.


Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...