15 giugno 2019
14 giugno 2019
Esalare
Che verbo strano, 'esalare'. Non viene utilizzato quasi mai, tranne che con le parole 'l'ultimo respiro'.
Venerdì 14 giugno. Ancora qui in ospedale con papà, stavolta c'è anche mamma a farmi compagnia. Solo tre giorni fa dovevo sorvegliarlo, controllare che non si togliesse l'ossigeno e che non cercasse di scendere dal letto. E poi spiegargli che non poteva scendere, che non poteva bere, che non potevo spostare il letto.
Adesso invece non è più cosciente. Dorme, secondo i medici. E noi siamo qui in attesa di questo ultimo respiro. Entro 72 ore, così dicono.
Abbiamo fatto tutto. Ora non c'è più niente da fare.
Venerdì 14 giugno. Ancora qui in ospedale con papà, stavolta c'è anche mamma a farmi compagnia. Solo tre giorni fa dovevo sorvegliarlo, controllare che non si togliesse l'ossigeno e che non cercasse di scendere dal letto. E poi spiegargli che non poteva scendere, che non poteva bere, che non potevo spostare il letto.
Adesso invece non è più cosciente. Dorme, secondo i medici. E noi siamo qui in attesa di questo ultimo respiro. Entro 72 ore, così dicono.
Abbiamo fatto tutto. Ora non c'è più niente da fare.
11 giugno 2019
Non so se ce la faccio
Martedì 11 giugno 2019. Mio padre è in fin di vita in un letto di ospedale. Il cuore non regge più, ci hanno detto. Ci hanno anche chiarito che non uscirà da questo ospedale. Oggi mi sono offerto di rimanere per la notte, ieri lo ha fatto mia sorella e il giorno prima mio fratello. Mia mamma è stanca, non ce la fa, passa già le giornate intere qui dentro.
Ma io non so se ce la faccio.
Mio papà è come un bambino, alterna momenti di lucidità (non mentale, purtroppo) a lunghi periodi di assenza.
Adesso riposa, con l'ossigeno e la bocca aperta, i pochi denti rimasti che fanno capolino. Se gli parli non ti risponde, si limita a guardarti con gli occhi acquosi per qualche secondo e poi distoglie lo sguardo e torna nel posto dove si è rifugiato.
Papà... Forse non mi hai mai portato allo stadio, non ricordo che tu abbia mai giocato con me come lo hai fatto con i tuoi nipoti. Casa e lavoro, lavoro e casa. Sei stato un uomo di poche parole, ma sei mio papà e sei sempre stato un buon padre. Fin da quando ero piccolo hai cercato di inculcarmi tutti quei valori che hanno fatto di me l'uomo che sono adesso.
Ho cercato di starti vicino in questi anni, di aiutarti ma soprattutto di farti compagnia e di ascoltarti. Con pazienza, anche se parlavi sempre delle stesse cose e ripetevi più volte le stesse frasi.
Adesso sono qui ad aspettare, ad imboccarti e a tenerti la mano, dicendoti che no, non puoi alzarti per fare un giro o per andare in bagno e che no, non puoi bere un bicchiere d'acqua.
Non so se ce la faccio, o forse si, lo so, ma so anche che sarà una lunga notte.
Ma io non so se ce la faccio.
Mio papà è come un bambino, alterna momenti di lucidità (non mentale, purtroppo) a lunghi periodi di assenza.
Adesso riposa, con l'ossigeno e la bocca aperta, i pochi denti rimasti che fanno capolino. Se gli parli non ti risponde, si limita a guardarti con gli occhi acquosi per qualche secondo e poi distoglie lo sguardo e torna nel posto dove si è rifugiato.
Papà... Forse non mi hai mai portato allo stadio, non ricordo che tu abbia mai giocato con me come lo hai fatto con i tuoi nipoti. Casa e lavoro, lavoro e casa. Sei stato un uomo di poche parole, ma sei mio papà e sei sempre stato un buon padre. Fin da quando ero piccolo hai cercato di inculcarmi tutti quei valori che hanno fatto di me l'uomo che sono adesso.
Ho cercato di starti vicino in questi anni, di aiutarti ma soprattutto di farti compagnia e di ascoltarti. Con pazienza, anche se parlavi sempre delle stesse cose e ripetevi più volte le stesse frasi.
Adesso sono qui ad aspettare, ad imboccarti e a tenerti la mano, dicendoti che no, non puoi alzarti per fare un giro o per andare in bagno e che no, non puoi bere un bicchiere d'acqua.
Non so se ce la faccio, o forse si, lo so, ma so anche che sarà una lunga notte.
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