28 dicembre 2022

il piano inclinato

Ah, a proposito. 

la teoria del piano inclinato. Basta una piccola spinta.

Si, come no.

2022

Ancora pochi giorni e ciao ciao 2022. Un anno che scivola via senza lasciare rimpianti.

Un anno che mi ha regalato molte incertezze lavorative.
Un anno che è stato piuttosto avaro di soddisfazioni.
Un altro anno senza mio papà.

'fanculo 2022. Benvenuto 2023, spero solo che tu non sia peggiore.


27 dicembre 2022

Scrivere

A volte mi viene voglia di scrivere, da ragazzo mi sono sempre cullato con l'idea di scrivere qualcosa, un romanzo, una storia, non ricordo se ci ho mai provato ma qualora l'avessi fatto sarebbe stato necessariamente una scopiazzatura stilistica di un altro autore.

Allora evito, preferisco leggere. Ma poi ogni tanto vedo una frase, una citazione, un pensiero, un avvenimento e mi viene voglia di di scriverlo, di fare in modo che anche altri sappiano. Internét ci è stato di grande aiuto in questo, nel senso che nel giro di pochi anni tutti sono diventati medici, avvocati, ingegneri, critici letterari e cinematografici e perchè no scrittori.

Tra i 'tutti' ci sono anche io, ovviamente. Certo, non mi sono mai sognato di parlare di qualcosa che non conosco ("Non sono un medico ma...." oppure "Premetto che il film non l'ho visto, ma....").

Però capita. Come adesso. Questo blog è nato quasi 15 anni fa, continuo a buttarci dentro riflessioni, aforismi, canzoni, minchiate di ogni genere. Quale genere, dici? Bè, da quello calcistico dei primi tempi, a quello nostalgico\malinconico, a quello biliardistico per finire con il genere vittimistico (non ci facciamo mancare nulla, sìore e sìori).

E comunque il blog è mio e mi guardo bene dal pubblicizzarlo o dal divulgarne i contenuti...  e se poi non piacesse? Se dicono che non va bene? Se mi rispondono: lascia perdere, non hai un futuro. Sento che non potrei proprio sopportare questo tipo di rifiuto. Oh, sto cominciando a parlare come mio padre (ecco, mi ci vorrebbe una Jennifer che a questo punto mi risponda "Tuo padre è meglio di quello che credi")

21 dicembre 2022

E' così pieno di gente che parla e così raro trovare gente che abbia voglia di ascoltare e di domandarti.

Mi chiedo, alle volte, dove vadano a finire tutte le parole dette, dato che sono così poco ascoltate. Tanto parlare, poco ascoltare. Dove vanno a finire?

Lo sapete voi?

Probabilmente c'è una sorta di Purgatorio di parole, di pensieri, di frasi che sono state dette e che nessuno ha veramente ascoltato.

19 dicembre 2022

Approfittarne

Guarda che l'unico segreto della vita è accorgersi di essere vivi. Ed approfittarne.

14 dicembre 2022

Tu che non sei romantica

Voi avete mai avuto il tonfo al cuore? Secondo me sì. Il tonfo al cuore è quando il tuo muscolo cardiaco, a causa di una grossa emozione, decide di staccarsi dal suo naturale luogo deputato e cade giù. E cade e cade e cade e cade e cade. E tu lo senti cadere e ti chiedi: “E adesso? E adesso che mi è cascato il cuore che si fa? Muoio?”. 

No, a meno che non si soffra di gravi patologie cardiache non si muore. Però si perde il fiato. La testa. La vista.”


È meglio essere investiti da un camion su una statale alle due della notte o soffrire d’amore per una donna che tu pensi essere la più bella e intelligente del mondo e simpatica e divertente, ma lei non ti ama più? 

Non lo so, non sono mai stato investito da un camion.

(G. Catalano)


12 dicembre 2022

Se pensiamo che i soldi, i soldi, i soldi siano la cosa di cui preoccuparci di più… finiamo per passare la nostra vita a rincorrere qualcosa che costa invece di qualcosa che vale

Oggi

Oggi niente pensieri negativi. Non permettere a un cielo grigio di tenerti in ostaggio. Non ci sono ricordi che tu non possa affrontare. Un passo alla volta. Mantieni regolare il battito cardiaco e continua per la tua strada.

30 novembre 2022

Breve storia triste

Superenalotto, 29 novembre 2022

Vedi che i primi numeri estratti sono 18 - 33- 43

Guardo la mia schedina e vedo 17 - 34 - 44

Fine.


29 novembre 2022

Stanco

 “Ricordati, se fai un lavoro che ti piace, hai il diritto di dire che sei stanco, ma non di lamentarti perché sei stanco” (Mario Monicelli)

28 novembre 2022

Quei giorni

Ci sono giorni in cui ti chiedi quando si finisce di lottare, in cui sei stanco di te stesso e delle delusioni, e tutto sembra non avere più nulla di giusto o sbagliato, di brutto o bello, non c'è più la voglia di giudicare o di reagire, di tenere e contrastare. Ti senti vuoto ma nello stesso tempo anche un po' saggio e vuoi solo lasciarti attraversare, ascoltare senza più avere il bisogno di dire o di precisare, di ribattere. Nulla più. 

E speri che accada qualcosa di forte e di sovrannaturale per portarti via per un po' dal reale e speri che quel giorno la quotidiana fatica dell'esistere ceda il passo a qualcosa di unico, di divino. 

Si, ci sono quei giorni in cui tutto questo accade.

25 novembre 2022

Perdono

"Perdonare qualcuno non significa condonare il suo comportamento. Non significa nemmeno dimenticare il modo in cui ti ha ferito e neppure concedergli di farti ancora del male. Perdonare significa fare pace con ciò che è successo. Significa riconoscere la tua ferita, dandoti il permesso di sentire dolore, e di comprendere che quel dolore non ti serve più. Significa lasciar andare il dolore ed il risentimento per poter guarire ed andare avanti. Il perdono è un dono a te stesso. Ti libera dal passato e ti consente di vivere nel tempo presente. Quando perdoni te stesso e perdoni gli altri, sei veramente libero. Perdonare significa liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu." 

Louise L. Hay

24 novembre 2022

Francesco


Benvenuto, piccola anima.

Orso

Col passare del tempo mi rendo conto di essere simile a mio padre. Nel carattere, nell'indole, nell'essere "orso", nel commuovermi quando penso alle mie figlie (non oso pensare a quando\se avrò dei nipoti).

Gli assomiglio, forse più di quanto abbia mai voluto ammettere.
Non che si tratti di qualcosa di negativo, anzi, ne sono orgoglioso.

23 novembre 2022

Differenti






 

Figli

Cosa non si farebbe per i figli? sono oramai più di 10 anni che accompagno, vado a prendere, riporto a casa - a volte nel cuore della notte. Claudia lo ha fatto con moderazione, poi ha trovato Federico - fine dei giochi. Natalia sicuramente ne ha approfittato di più, ho girato parecchie discoteche di Torino (o anche fuori città) per recuperare lei e spesso per accompagnare a casa anche le sue amiche.

Mi pesa? mah, non più di tanto francamente, anche se a volte stanca. L'altra sera mia figlia e sua cugina hanno deciso di andare a vedere il concerto di un improbabile rapper napoletano (Luchè) ad Assago. Sono andate in treno, ok. Poi per tornare avrebbero dovuto trovare un autobus\treno che le riportasse a Torino, dove sarebbero arrivate non prima delle 2 di notte. 

Quindi? quindi papà parte alle 21, arriva ad Assago, aspetta una mezzoretta che escano e ritorna a casa (poco prima delle 2, quindi i conti tornano). E la mattina la sveglia suona sempre (per me).

Mio papà non l'ha mai fatto per me. Ok, altri tempi ed altre condizioni (sono maschio e questo cambia comunque le carte in tavola). Si usciva di meno, quando si andava da qualche parte c'era l'amico con la macchina. E sennò non si andava. A volte dico sorridendo che se, da ragazzo, avessi dovuto aspettare mio papà di notte che viene a prendermi, sarei ancora lì che aspetto. Magari non è così, ma non lo sapremo mai.

09 novembre 2022

E che palle

Leggere questo blog deve essere palloso. Lamentele, nostalgia, ricordi, malinconia. Qualche canzone buttata qua e là. Una volta parlavo più di calcio, adesso parlo quasi sempre e solo di me.

Della mia vita, dei miei problemi, del vuoto che ha lasciato mio papà.

Si, deve essere veramente palloso. Ma.... ma: io scrivo per me, non per altri. A parte che non ho idea di quanti possano leggere, credo che il numero sia prossimo allo zero, e comunque non mi interessa. Scrivo perchè sento il bisogno di tirare fuori dalla testa quello che penso, e basta. Ogni tanto vado a rileggere alcuni post, onestamente non sono nemmeno malaccio. 

Il fatto è che sto vivendo un periodo abbastanza problematico. Parlo della sfera professionale, fortunatamente solo di quella - ma non è che sia una parte non significativa della mia vita. Fino a qualche mese fa pensavo che qualcosa potesse cambiare (la teoria del piano inclinato), adesso mi sto pian piano rassegnando. Certo che immaginare di continuare così per 10 anni è abbastanza angosciante, tuttavia non ci sono alternative, non al momento.

La cosa più brutta è che prima mi rifugiavo nei sogni. In fin dei conti la fantasia è una bella valvola di sfogo. Quando andavo a letto, cominciavo a fantasticare sul vincere alla lotteria, risolvere in colpo tutti i miei problemi - oppure trovare il modo di viaggiare nel tempo, tornare ad epoche in cui eravamo tutti più felici. 

Adesso non ci riesco più. 

 

Il mondo

Un uomo che a cinquant'anni vede il mondo come lo vedeva a venti, ha sprecato trent'anni della sua vita.

(Muhammad Ali)

08 novembre 2022

Dolore

Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi. 

No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero, in fondo, è: essere gentile. 

C’è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti, chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva, se può evita di ferire e se non può preferisce ferire sé stesso; la voce gli si colora di un soffio mite di calore, non urla più e se lo fa, lo fa solo contro il vento. 

Chi ha sofferto davvero è diverso perché è disarmato, esce senza la pistola, sorride leggero, scherza tutto il tempo, non fa sempre a gara, chiede scusa, cammina in punta di piedi.

E ride, ride un sacco, più di chiunque altro.

(Enrico Galliano)

05 novembre 2022

Don Bastiano

 


E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l’ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce! 

E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti! 

E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male.

In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo. 

In secundis, a Napulione, che si crede il padrone della Terra. 

E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte. 

Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo! 

E adesso, boia, mandami pure all’altro mondo, da quel Dio Onnipotente, Lui sì padrone del Cielo e della Terra, al quale – al posto dell’altra guancia – io porgo… tutta la capoccia!

03 novembre 2022


I miss you, I miss you

Hello there
The angel from my nightmare
The shadow in the background of the morgue
The unsuspecting victim of darkness in the valley
We can live like Jack and Sally if we want
Where you can always find me
And we'll have Halloween on Christmas
And in the night we'll wish this never ends
We'll wish this never ends

I miss you, I miss you
I miss you, I miss you

Where are you?
And I'm so sorry
I cannot sleep, I cannot dream tonight
I need somebody and always
This sick, strange darkness
Comes creeping on so haunting every time
And as I stare I counted
The webs from all the spiders
Catching things and eating their insides
Like indecision to call you
And hear your voice of treason
Will you come home and stop this pain tonight?
Stop this pain tonight

Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)
Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)
Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)
Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)
Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)
Don't waste your time on me you're already
The voice inside my head (I miss you, I miss you)

I miss you, I miss you
I miss you, I miss you
I miss you, I miss you
I miss you, I miss you

02 novembre 2022

Tenebre

Quando alla fine troviamo ciò che stavamo cercando nelle tenebre, spesso scopriamo che si trattava proprio di quello. Tenebre.

(Håkan Nesser)

Sogni

Faccio spesso sogni strani, che poi faccio fatica a ricordare e difficilmente riesco a contestualizzare.

Come quello che ho fatto stanotte: io ed altri compagni (?) eravamo nel mezzo di una situazione critica (una guerra, una battaglia, qualcosa del genere) quando ad un certo punto vedo una donna, vestita con un abito da sera, che si allontana. Qualcuno fa per andare verso di lei ma lo fermo, devo andarci io, so che ho un rapporto speciale con questa donna (anche se non ricordo proprio chi fosse).

La raggiungo e ci sdraiamo per terra (forse nell'erba?) a fissare il cielo. A questo punto una ragazzina, una dei miei "compagni", si avvicina e mi dice "Ma tutto ciò... è fondamentale in questo momento?" 

Io la guardo e sorrido amaro. Le rispondo: "No, non lo è affatto. Ma ti dico una cosa: cerca di vivere più cose non fondamentali che puoi, nella tua vita. Altrimenti col passare degli anni non avrai nulla da ricordare... o da rimpiangere".

Sto cercando di dare un senso a quest'ultima frase, ma non ci riesco.


24 ottobre 2022


I Prefab Sprout, 1985. Avevo 15 anni. Mia nonna stava morendo. Io soffrivo pene d'amore. Facevo Terza superiore. Avevo tutta la vita davanti e chissà cosa immaginavo del mio futuro.

Oggi è una giornata grigia e ricordo parecchie giornate simili, quell'autunno. Ricordo quello, e la musica. Appetite, Alive and Kicking.. i Fine Young Cannibals, Madonna, Tina Turner.

37 anni fa. Dio mio.


21 ottobre 2022

Amici

Ho un amico, ci conosciamo da quasi 30 anni. Eravamo vicini di casa e per circostanze fortuite siamo venuti in contatto. Siamo diventati amici, siamo andati in vacanza assieme, l'ho ospitato per un mese a casa mia quando ha avuto bisogno, lui c'è sempre quando ho bisogno io (di un muratore, di un idraulico, un imbianchino, qualsiasi cosa). Lui mi chiama quando ha necessità di capirci qualcosa di internet, cellulari, contratti, eccetera. Siamo molto diversi, lui siciliano e poco scolarizzato, io torinese (di nascita) e lavoro in banca. Lui ha 14 anni più di me ed è come un fratello maggiore.

Ha un difetto, però: parla. Parla, parla, parla, parla in continuazione. Di sè, del suo lavoro, dei suoi problemi, dei suoi parenti. Parla, parla, parla. A volte è difficile starlo a sentire.

Come adesso: io sono in smart working, dovrei lavorare teoricamente. Ma non ce la faccio, perchè lui parla, parla, parla e io non riesco a combinare nulla. Lui non se ne rende conto, pensa che sono a casa e questo per lui è sufficiente. E parla, parla, parla. Adesso è in pensione, quindi non ha impegni lavorativi e viene a trovarmi. E parla, parla, parla. E' arrivato qui due ore fa, due ore in cui non ho fatto nulla.

Adesso è venuta anche sua moglie.

Ecco, in questi casi penso che sarebbe molto, molto, molto meglio andare in ufficio.

Positivo?

Ogni tanto un post che non sia lagnoso e non dia una visione catastrofica della vita ci vuole.

Con grande fatica sono riuscito a convincere 3 persone del mio team a lavorare assieme, da lunedì cominceranno delle sessioni di affiancamento.

Che io sappia stanno provando a convincerli da ANNI.

Credo di aver ottenuto un risultato enorme.

19 ottobre 2022

Nelle mie corde

Chissà da dove arriva questa espressione. Il significato è che si tratta di un compito, lavoro, una attività che rientra nel campo delle tue conoscenze e quindi ti senti di affrontare. 

Ho trovato in rete una spiegazione: sembra che derivi dal latino "est in meus cordis" ossia "sta nel mio cuore" nel senso di cosa conosciuta o amata (ricordiamoci che nell'antichità si pensava che il centro dell'intelletto fosse il cuore) volgarizzato in "è nelle mie corde".

Io pensavo invece che fosse di derivazione musicale, immagino un musicista che suona chessò il pianoforte, la chitarra, un qualunque strumento a corde - e riferendosi ad un brano dice "è nelle mie corde", cioè me la sento di suonarlo, posso farcela.

Bè, alla fine poco importa, il significato non cambia.

Quando ho iniziato questo nuovo lavoro, a giugno, ho chiesto al mio ex-responsabile un parere, gli ho chiesto semplicemente: "secondo te, è nelle mie corde?" e lui mi ha risposto di si.

Non ne sono più così sicuro, e non si tratta di una questione di autostima o di sindrome dell'impostore, o almeno non solo. Non ho problemi a pensare di dover gestire un progetto, scadenze, tempi, documentazione. Il mio vero problema è dover gestire le persone.

Facile fare il team leader, quando il team si compone di gente come Bruno, Daniela o Roberta - i miei ex-colleghi a cui non avevo neanche bisogno di dire le cose che già le stavano facendo. 

Adesso parlo, e non mi ascoltano. Chiedo, e non mi rispondono. "Devi cominciare ad essere più direttivo", mi hanno detto. Già, ma come? E poi c'è l'altra questione, quella di gestire le situazioni critiche, quella che se ne va, quello che non vuole lavorare lì. Decidere io? no, non ci siamo. Questo davvero non è nelle mie corde.

Insomma, la mia risposta standard a chi mi chiede "come va?" è sempre stata "potrebbe andar peggio". Anche questa certezza mi sta abbandonando, un pò alla volta.


14 ottobre 2022

AIU TO!

Iniziare la giornata con un incontro con Principal Manager, Delivery Executive Manager, Account Manager, Engagement Manager a parlare di TBD, DRILL DOWN, REVENUE e ACTUAL

Qualcuno mi salvi, vi prego.



12 ottobre 2022

Un giorno di vita

"Un abbraccio vuol dire “tu non sei una minaccia.
Non ho paura di starti così vicino.
Posso rilassarmi, sentirmi a casa.
Sono protetto, e qualcuno mi comprende”.
La tradizione dice che quando abbracciamo qualcuno in modo sincero,
guadagniamo un giorno di vita."

(Paulo Coelho, Aleph)

07 ottobre 2022

VOLERE NON È POTERE. È ORA DI PIANTARLA COL MANTRA CHE TUTTO DIPENDE DALLA NOSTRA VOLONTÀ.

In un Paese in cui il senso di precarietà ha perso il suo carattere transitorio ed è diventato l’unica certezza, soprattutto per le fasce più giovani della popolazione, assistiamo al proliferare di coach, motivatori e sedicenti guru del “pensiero positivo”, che vorrebbero persuaderci che la realizzazione e l’appagamento personali dipendano esclusivamente dalla nostra volontà e tenacia. Insomma, vogliono convincerci che “Volere è potere”, e che tutto ciò che desideriamo sia alla nostra portata: basta solo impegnarsi. Una retorica pericolosa e fuorviante, che ci impedisce di riconoscere i nostri limiti e di comprendere che possiamo controllare solo una piccola parte della nostra vita. Prima o dopo, tutti dobbiamo fare i conti con l’imponderabilità di eventi che cambiano i nostri piani, costringendoci a pesanti rinunce e lasciandoci addosso un senso di fallimento. E quando falliamo, c’è sempre qualcuno che ci invita a non abbatterci, ad andare avanti a testa bassa verso i nostri obiettivi perché, se ce la mettiamo tutta, prima o poi riusciremo a farcela. Ma la realtà è ben diversa e la retorica del volere è potere, spesso, serve solo ad aumentare la percezione del fallimento e il nostro senso di inadeguatezza.

La nostra epoca è segnata dal bisogno di andare oltre i limiti che la natura umana ci impone, sempre e in qualunque campo. I progressi della scienza e la rivoluzione tecnologica ci permettono di fare, sempre più facilmente, una serie di cose che diamo ormai per scontate, ma che pochi anni fa sarebbero state impensabili per un essere umano. In qualsiasi parte del mondo ci troviamo, possiamo avere continui contatti con i nostri cari, riducendo al massimo la percezione della distanza. Abbiamo costantemente accesso a milioni di informazioni attraverso lo smartphone, ma soprattutto possiamo avere uno spazio social dove condividere contenuti e idee con migliaia di persone. Sul web possiamo essere chiunque, indossare maschere, applicare filtri a qualunque foto, addirittura crearci una vita parallela senza essere scoperti. Ma non è solo il digitale a convincerci di essere onnipotenti, perché la retorica del “volere è potere” si annida anche altrove.

Se siamo insoddisfatti del nostro aspetto, grazie alla chirurgia estetica possiamo modificare i nostri tratti somatici e “comprare” il viso e il corpo che vorremmo, e che per natura non ci è stato dato.  Se ci invaghiamo di qualcuno che non ci corrisponde, arriva in nostro soccorso l’esperto di seduzione da migliaia di followers, pronto a suggerirci “le dieci regole che la (o lo) faranno innamorare immediatamente di noi”. Veniamo inoltre bombardati da messaggi e slogan che, sfruttando la retorica del self-made man, ci convincono che il nostro futuro e realizzazione personale dipendono esclusivamente dall’impegno che mettiamo nello studio, nel lavoro e nella costruzione di una carriera brillante. Persuasi da questa narrazione ingannevole, dimentichiamo che tutti dobbiamo fare i conti con la finitezza delle nostre possibilità e che la vita ci espone quotidianamente a cambiamenti improvvisi. Oltretutto, questa retorica non sembra considerare che le condizioni socio-economiche, culturali e ambientali in cui cresciamo determinano la gran parte del nostro futuro e che per rapportarci serenamente al nostro presente dobbiamo accettare che non tutti nasciamo con le stesse possibilità.

Paul Farmer, antropologo e medico statunitense scomparso pochi mesi fa, ha studiato il fenomeno della “violenza strutturale” – coniato dal sociologo norvegese Johan Galtung – per spiegare la teoria delle disuguaglianze sociali all’interno di uno stesso contesto, confutando la retorica che ci vorrebbe unici artefici della costruzione del nostro futuro. Dopo aver vissuto e lavorato a lungo nell’Haiti rurale, Farmer appurò che l’estrema opulenza e la miseria più abietta, spesso, coesistono all’interno del medesimo sistema politico ed economico. Secondo l’antropologo – che ne ha scritto nei suoi saggi Infections and Inequalities, uscito nel 1999, e Pathologies of Powerpubblicato nel 2003 – questa condizione si è tanto radicata da essere una diventata una struttura del mondo: se alcuni contesti accolgono le condizioni per una vita agiata, al riparo dall’insicurezza, dalla violenza e dalle scarse condizioni igieniche, altri sono ricettacolo di povertà, malattie e pericoli per l’incolumità dell’essere umano.

Secondo Farmer, la disuguaglianza di potere, ricchezze e privilegi non è data naturalmente, ma è il prodotto di secoli di lotte economiche, politiche e sociali. Chi nasce in un contesto di arretratezza economica e culturale, e di marginalità sociale, dovrà faticare enormemente per raggiungere le condizioni di benessere minime, e ciononostante potrebbe non avere mai accesso a determinati privilegi. Ciò non ha nulla a che fare con la volontà e la tenacia individuali, ma con delle strutture sociali consolidate e difficili da sradicare. Alcune categorie umane – tra cui Farmer cita le donne, gli omosessuali e gli appartenenti a determinate etnie – sono storicamente più esposte a forme di violenza e di discriminazione, maggiormente soggette a malattie, e devono faticare molto più degli altri per ottenere i diritti sociali e civili.

Il concetto di violenza strutturale dovrebbe darci la misura di quanto la nostra realizzazione non dipenda solo dal nostro impegno. Questo non significa essere lassisti, se le condizioni in cui nasciamo non sono favorevoli, ma evitare di colpevolizzarci laddove falliamo in qualcosa. Parole come resilienza e perseveranza, con la loro intrinseca positività, possono diventare dannose se ci impediscono di accettare i nostri limiti e di accogliere stati d’animo naturali come la stanchezza e l’abbattimento. Oltre a valutare le circostanze in cui nasciamo, è giusto tenere sempre presente che le nostre azioni sono frutto anche dell’attività inconscia; vivere ripetendoci che dovremmo andare a testa bassa verso in nostri obiettivi, può scontrarsi con nostre esigenze autentiche che ci sfuggono. I nostri obiettivi possono infatti derivare non da un desiderio profondo, ma da bisogni eteronomici e tappe uguali per tutti imposte dalla società. 

Ripeterci che “volere è potere” aumenta la nostra mania del controllo e ci rende rigidi e impreparati di fronte agli eventi talvolta traumatici che ci capitano, dal lutto a un fallimento professionale, fino alle conseguenze di una pandemia. Spesso non consideriamo che la realtà intorno a noi si modifica, ci mette degli ostacoli sul cammino, e che impegno e tenacia non sono sufficienti per realizzare le nostre ambizioni. Fare del nostro meglio è sì importante, ma non significa procedere come muli e lasciarci spremere da meccanismi sociali che ci vogliono incrollabili. Significa accettare che non possiamo controllare tutto, che spesso siamo stanchi e perdiamo la fiducia e che in quei momenti non dovremmo permettere a nessuno – soprattutto a noi stessi – di colpevolizzarci o svilirci. Rischiamo di precipitare sempre di più in un abisso che ci vuole performanti, di successo, incapaci di riconoscere i nostri limiti e di accettare che a volte ci sentiamo stanchi e demotivati. E che va bene così. Alimentare la retorica secondo cui se non riusciamo è perché non lo abbiamo voluto abbastanza, perché non ci siamo impegnati come avremmo dovuto, ci induce a svalutarci e a pretendere troppo da noi stessi, riducendo la nostra autostima e rischiando stress psicologico e burnout. Col risultato che iniziamo a pretendere troppo anche dagli altri. 

Se assecondiamo la retorica del successo a tutti i costi, finiamo per disistimare a prescindere chi, spesso per situazioni contingenti, non ha raggiunto una posizione professionale o sociale di prestigio. Ma questo è dannoso, perché tutti abbiamo bisogno della stima degli altri, indipendentemente dal fatto che riusciamo o falliamo. Come dimostrano alcuni studi del 2021, condotti da un gruppo di ricercatori guidato dall’esperto di leadership e dinamiche sociali Cameron Anderson, il riconoscimento sociale contribuisce in larga misura al nostro benessere, e non essere stimati può acuire depressione e infelicità. Per aumentare il benessere individuale e collettivo, dunque, è necessario ridimensionare il modello della persona che ottiene il successo con la sola caparbietà e smetterla di ammirare soltanto chi ha raggiunto determinati obiettivi. Dobbiamo essere sempre consapevoli che, nella maggior parte dei casi, la nostra realizzazione non dipende da noi, ma da circostanze predeterminate che non possiamo in alcun modo controllare né modificare. E che se facciamo del nostro meglio e falliamo, siamo lo stesso meritevoli della nostra stima e di quella degli altri.

06 ottobre 2022

Corsi e ricorsi

Mia figlia esce con un ragazzo. 

Ovviamente non è questo il punto, per l'amor d'Iddio, ha 21 anni... il punto è che si vedono al mattino. poi anche a pranzo. Poi mi dice che la sera esce, anche se è un pò raffreddata, ed escono assieme.

Mi viene da risponderle che forse è meglio che stia a casa, visto che è raffreddata, e che tanto lo ha già visto oggi.

Poi mi sono ricordato che erano le stesse cose che mi diceva mia mamma, più di 30 anni fa, e per fortuna mi sono trattenuto e non ho risposto nulla (non che potesse servire a qualcosa, così come non servivano le raccomandazioni di mia mamma)


Cazzo, sto proprio invecchiando.

03 ottobre 2022

Imbroglio


 

Succede tutto così in fretta

Eppure è qualcosa che avviene gradualmente. 

Un giorno sei lì, a boccheggiare dal caldo, a dormire seminudo con tutte le finestre aperte. Poi ad un certo punto indossi una maglietta. Quindi il pantalone del pigiama. Anzi, anche la maglia del pigiama. E già che ci siamo, copriamoci col lenzuolo.

Ieri sera ho messo il piumone, ed ho dormito da Dio. 3 ottobre. Che tristezza.

27 settembre 2022

26 settembre 2022

Violetta&Flash

 

(Love)

Identikit

Forse sarò così
Un vecchio solo in qualche ristorante
Io che ne ho amate poche, ma conosciute tante
E ancora adesso la memoria si spezza e si ferma anche il cuore
Pensando che fantastico profumo e una pelle con un buon odore
Forse sarò così, ma non lo posso sapere,
Forse sarò così...
Forse sarò così, ma non avrò nemmeno il tempo di invecchiare
Per poi non ricordarmi neanche più che cosa andavo a cercare
Che forse era qualcosa di bello che è andato via in un' ora
Ed è strano, proprio strano dirlo adesso mentre lo cerco ancora
Forse sarò così, ma non lo posso sapere... forse sarò così
Lo guardo in faccia questo tempo che si muove svelto fuori e lento dentro di me
Che per quanti danni ha fatto non ha spento il mio sorriso e non ha scelto da sè
Lo guardo in faccia e mi domando se ogni tanto
Quando piango sia una finta la mia
Così curioso di sapere ogni dettaglio della storia, bella o brutta che sia
E se mi ha messo le mani addosso lo ha fatto senza dolore
Io ti perdono, non ti abbandono povero stupido giovane vecchio uomo
E quando non starò più qui a stropicciare questi panni
Io sarò andato via così che ancora avevo 17 anni
Forse sarò così, seduto a riposare su un gradino delle scale
Pensando come sempre dentro me che c' era il trucco e non vale
E in quale buffa capriola saprò se è stato un viaggio o una gita, ma fino a quel momento ci sarò perché ci sarà vita
Forse sarò così, ma non lo posso sapere,
Forse sarò così... e allora stiamo a vedere

22 settembre 2022

Vino

Non sono un pessimista, ma penso che se il bicchiere è mezzo pieno vuol dire che il vino non è buono, altrimenti il bicchiere sarebbe tutto vuoto

Cambio di passo

Tra tutte le bestialità che ascolto quotidianamente se ne è aggiunta una, di prepotenza: il "cambio di passo".

Bisogna andare più veloci. Bisogna accelerare, se non vuoi restare indietro. Bisogna aumentare i ritmi. E' il mercato che ce lo chiede.

Il mercato.

La prima domanda che mi viene in mente è: PERCHE'?

Leggevo stamattina un articolo sul nuovo azionista di maggioranza di Eataly che dice testualmente "dobbiamo correre sempre più veloci nel mondo e lo faremo con nuovi partner". Dobbiamo correre sempre più veloci.

Perché? Perché una azienda che va bene, che ha il suo mercato, deve crescere, ampliare, moltiplicare, diversificare? Perché bisogna fare sempre di più, lavorare di più, guadagnare di più?

Ok, forse non sarò ambizioso. Lo so, me ne faccio una ragione. Ma questa è una cosa che davvero non riesco a capire. Ho una attività che funziona, ogni tanto bisogna fare un minimo di rinnovamento, aggiornamento, svecchiamento. Ci sta, non si può rimanere immobili e inchiodati per decenni.
Ma per quale motivo dobbiamo correre più veloci degli altri? Per quale stracazzo di motivo dobbiamo guadagnare più degli altri? Io non voglio guadagnare più degli altri, voglio guadagnare quanto mi basta per vivere dignitosamente. Non voglio affossare gli altri, sono convinto che ci sia abbastanza mercato per tutti.

Quanto si vivrebbe meglio se questo pensiero fosse condiviso.

21 settembre 2022

L'estate è finita

Allora, quest'anno l'equinozio di autunno sarà il 23 settembre e non il 21. Quindi a tutti gli effetti siamo ancora in estate, quantomeno per quanto riguarda il calendario

Però.

Stamattina sono uscito di casa per andare in ufficio, il cielo era grigio e faceva freddo - durante il tragitto ha anche cominciato a piovigginare.
Sono uscito con una collega per fumare (lei, non io) ma ho dovuto rientrare di corsa, vento freddo e la mia polo a maniche corte è nettamente inappropriata.
Fuori ci sono 15 gradi.
Per fortuna ho portato il mio giubbottino di jeans, stamattina quando sono uscito. Lo indosso anche in ufficio perché fa freddo.

"Poi, improvvisamente l'estate svaniva, da ponente arrivavano grandi nuvole grigie cariche di piogge e gli odori acri della pineta si tramutavano in folate di vento freddo"

Tristezza.

19 settembre 2022

L'estate sta finendo

Domenica 18 settembre. Sono uscito presto, al mattino - saranno state le 8, forse prima.

C'erano 15 gradi.

Sono uscito con la mia t-shirt e i pantaloni corti, ma faceva freschino. Più che freschino, faceva freddo.

Era una bella giornata, limpida - più tardi è uscito il sole, ma non riscaldava più.

Oggi ho messo i pantaloni lunghi anche se non devo andare in ufficio.

...

Si, finalmente è finito il caldo, l'afa, la notte si riesce a dormire, si respira... tutto quello che volete, ma in questo periodo mi prende una malinconia che non avete idea. 

Le speranze se ne vanno
come rondini a fin d ’anno:
torneranno?
(L. Pirandello, "Settembre")

09 settembre 2022

God save the Queen

 


Sembrava che fosse immortale, ma alla fine abbiamo scoperto che non lo era. Ha segnato la storia di due secoli con i suoi 70 anni di regno, non solo del suo paese ma del mondo intero, ma alla fine era solo una nonnina fragile che non rinunciava alle sue tradizioni, ai suoi cappelli ed alle sue borsette.

Se ne va un'altra figura iconica del nostro tempo. Addio, Queen Elizabeth. 


07 settembre 2022

Stallo

La mia vita è in un momento di stallo. Ho cambiato tipo di lavoro ma non mi trovo bene e quindi dovrò cercamene un altro e dovrò reinventarmi per l’ennesima volta. 

Ero convinto che a più di 50 anni avrei avuto un po’ di pace e serenità e invece nulla e sono stanco, tanto.  Sono fortunate le persone che fin da piccole  hanno sognato una professione e sono riuscite ad intraprendere quella strada. Io no, che ci posso fare. O meglio, non più... da troppo tempo oramai faccio un lavoro che non mi piace. Adesso mi tocca ricominciare e non credo che sia stata colpa mia. Ho fatto tante cose,  alcune bene, alcune male, di certo ho fatto anche qualche cazzata. Ma sicuramente ho fatto qualcosa di buono, almeno a giudicare da quello che pensano le persone che hanno lavorato con me.

I tempi cambiano, i ritmi aumentano, gli esseri umani sono peggiorati ed io in questa scarsa umanità ed empatia non mi ci trovo molto bene. Ho nostalgia dei tempi andati, sarà che sto indubbiamente ed inesorabilmente invecchiando.

06 settembre 2022

DEX

Incontro con il nuovo Delivery Executive, per parlare dei miei progetti. Da due giorni mi preparo, mi sono scritto una relazione con la situazione attuale, criticità, possibili soluzioni.

Mi sembra anche abbastanza corretto, pacato, disponibile. Niente a che vedere con quello che mi ha chiamato mentre ero in ferie (vedi "Se te lo puoi permettere"), che tra l'altro era presente. Però ciò che a lui interessa non sono le criticità, le persone, le soluzioni. Quelli sono problemi miei e tutto sommato di importanza secondaria. A lui, ed all'azienda, interessano i numeri, i costi, il plafond, l'actual, l'estimate to complete. 

Davvero è questo che voglio fare di qui in poi? 

Aronne Piperno, l'ebanista

 


Aronne tu lavori bene.....bella a' boiserie, belle e cassapanche, bello l'armadio......bello bello bello tutto......grazie adesso te ne poi anna'.

Se te lo puoi permettere

"Gente che risponde alle mail a mezzanotte o perennemente connessi per dimostrare attaccamento all’azienda e efficienza 24/24 non serve più a nessuno, nè mai sono serviti. Alimentano una catena di (im)produttività che esalta attività inutili generate di proposito in orari presidiati da nessuno (mail e ordini che verranno comunque lette ed eseguiti almeno 9 ore dopo) dove invece è più utile dedicarsi ad attività che ossigenino il cervello, alimentino la curiosità, stabilizzino la vita affettiva e familiare permettendo maggiore serenità sul posto di lavoro.

Non c’è niente di più palloso, inutile e dannoso di un capo o un collega che a pranzo non abbia altri argomenti che i clienti, il budget, il business e le battute sulle colleghe. Niente è più imbarazzante di un interlocutore senza interessi, senza un libro da scambiare, un film di cui discutere, un Paese da suggerire per il prossimo viaggio."

Ho estrapolato queste frasi da un articolo intitolato "Il buon manager si vede nel momento della pausa".

Parole sante, dovrebbero leggerle ed impararle a memoria in tanti.

Però. Si, certo che c'è un però. Questa cultura abominevole arriva spesso dall'alto, e diventa difficile sottrarvisi. Tra i commenti all'articolo, ce n'è uno particolarmente significativo che dice 

Da qualche anno, complice una maggior seniority che me lo consente, applico questo mantra anche io.

Ecco. "Complice una maggior seniority che me lo consente". Il trucco è tutto qui. Perchè se questa seniority non ce l'hai, come si fa? Come rispondere all'account manager di turno che ti telefona mentre sei in ferie (ben sapendo che sei in ferie) e ti chiede di presenziare ad una riunione perchè "fa parte del tuo ruolo" e se provi anche solo a rispondere "veramente sono in ferie..." ti risponde "ah, a me non interessa, telefona al tuo responsabile e trovate una soluzione"? 

E' questa la gente inutile e dannosa. Spesso, tuttavia, non abbiamo le armi adatte per difenderci da questo tipo di attacchi. Ed è su questo che bisogna lavorare. Altrimenti questo articolo, seppur bello e condivisibile, ha lo stesso valore delle minchiate new-age che dicono "il tuo lavoro non ti soddisfa? lascialo e segui le tue aspirazioni". Ecco, bravo, non fosse per il mutuo e le bollette da pagare ed i figli a carico, sarebbe una splendida idea. Se te lo puoi permettere.

"Da quando sono consulente (ormai 5 anni), mi sono dato una regola: 40 giorni d’estate e 15 d’inverno mi fermo" dice ancora l'autore. io sono consulente da oramai 27 anni e ancora non sono riuscito a permettermelo. 

05 settembre 2022

Lasciapassare


 

Indubbio

MMX, E-collaborative, eligible, E-monitoring, repository, engagement, performance obbligation, revenue, ETC, fixed fee. 

Sto seguendo un corso, tenuto da una ragazza dal nome improbabile, e non ci sto capendo una cippa. Peggio: non ho voglia di capire una cippa. Tempo fa dicevo che sto sviluppando un pericoloso rifiuto verso questa tipologia di fuffa. La nuova realtà aziendale ha peggiorato la situazione, se possibile. 

Continuo a sperare che qualcosa possa cambiare, prima o poi, ma devo essere realista: potrebbe anche non succedere. Ergo, occorre per forza cercare di adeguarsi alla nuova realtà. E' difficile, ma è saggio.

Il brutto è che la sindrome dell'impostore ricomincia ad fare capolino (ehi, ciccio? ti sei dimenticato di me? sono sempre qui!). Come tenerla a bada? Allenamento? 3 minuti? boh. 

E' indubbio però che qualcosa debba cambiare. Non posso iniziare ogni giorno lavorativo con ansia. 

Stay tuned.


02 settembre 2022

La natura umana

Siamo strani. Veramente strani.

Se sei single ti senti solo e ti manca un partner e invece se sei in coppia ti manca la libertà.
Se lavori ti manca il tempo, se non lavori e hai troppo tempo libero vorresti lavorare.

Se sei giovane vuoi crescere ed essere adulto.
Sei adulto e vorresti tornare ad essere giovane.

Sei nella tua città ma vorresti scappare via e vivere altrove.
Sei altrove e sogni di tornare nella tua città.

Forse dovremmo smettere col guardare sempre a ciò che ci manca e iniziare a vivere nel presente, apprezzando davvero quello che abbiamo. Perché niente è scontato e ogni cosa è un dono. 
Ma siamo noi a dargli un valore.

01 settembre 2022

Minchiata


(Vabbè dai, è una minchiata ma mi ha fatto ridere)

Speriamo

Settembre. Il primo gennaio. Il primo giorno di ogni mese. Il lunedì. I solstizi e gli equinozi. Abbiamo continuamente bisogno di nuovi inizi. Di qualcosa che ci dica: “Non importa se hai fallito, ora puoi ricominciare”.

Settembre

Giovedì, 1 settembre.

Il cielo è nuvoloso e promette pioggia. Tecnicamente siamo ancora in estate, ma non prendiamoci in giro, sappiamo benissimo che l'estate è finita.

Pensavo che quest'anno non mi sarebbe pesato. Non sono andato da nessuna parte e non ho praticamente fatto vacanze; agosto non mi lascia nessun rimpianto. In più aggiungiamoci la mia mancanza di serenità rispetto al lavoro. No, questa è stata una estate pessima.

Eppure.... 

"Poi, improvvisamente l'estate svaniva, da ponente arrivavano grandi nuvole grigie cariche di piogge e gli odori acri della pineta si tramutavano in folate di vento freddo"

Ecco, non importa che sia stata pessima e che non abbia fatto vacanze. Oggi è il primo settembre e il cammino verso il freddo, l'autunno, le piogge è già iniziato.




 

22 agosto 2022

Una piccola spinta

Mi sono candidato. Alleluia, alleluia.

La teoria del piano inclinato


Avete presente la teoria del piano inclinato? No? Ve la spiego. Se mettete una pallina su un piano inclinato la pallina comincia a scendere, e per quanto impercettibile sia l'inclinazione, inizia correre e correre sempre più veloce. Fermarla, è impossibile. 

Ho bisogno che qualcuno dia una piccola spinta alla pallina. Fare tutto da solo è molto difficile.

Tema: sono un cretino

Svolgimento: sono davvero un cretino.

Cioè, io aspetto l'estrazione del superenalotto credendoci davvero, sperando davvero che prima o poi arrivi la botta di culo definitiva che mi cambia la vita.

1 possibilità di vincita su più di 622 milioni.

E io sono lì che spero.

Bah.

05 agosto 2022

Svuotato. Spento. Scarico.

Sono le 17 di venerdì 5 agosto, da lunedì sono in vacanza e non riesco più a fare nulla.

Oggi è stata davvero una giornata sprecata. Grazie alla quale molto probabilmente dovrò lavoricchiare durante le vacanze, per preparare la documentazione che non ho ancora terminato.

A dire il vero è da mercoledì che cincischio. La mia amica Roby oggi da le dimissioni, è stata assunta in banca. Avevamo inserito assieme il CV sul sito. Poi lei è andata avanti, io no. E da allora non sono più riuscito a pensare ad altro. A fine 2021 due persone mi hanno detto "ma dai, inserisci il CV, stanno assumendo, che bello sarebbe lavorare assieme!!!". Anzi, no, una mi ha detto così, l'altra mi ha detto "segnati il mio numero e se mai dovessi avere bisogno chiamami". Sarà vero o sono semplicemente frasi fatte? Fatto sta che da allora non penso ad altro. Potrei cambiare, andare via, essere libero! Roby mi ha fatto promettere che avrei fatto qualcosa, lei dice che "non sa pensare a una persona più adatta di me che possa essere assunto". Dio, quanto la adoro.

Mercoledì ho contattato Ilaria, quella di 'che bello sarebbe lavorare assieme'. Le ho scritto una mail, e... indovina indovinello? non mi ha risposto. 

Potrei contattare Marco, la seconda opzione, oppure potrei fare semplicemente come Roby, lei si è candidata e amen. Dovrei farlo anche io, ma per un 'procrastinatore' di professione è tutt'altro che semplice. Di certo c'è solo che ho voglia, anzi no, non è voglia, è NECESSITA' di scappare e fuggire e tanti saluti a tutti. 

Riuscirà il nostro eroe a prendere una decisione una benedetta volta, nella sua vita?

03 agosto 2022

Si muore

"Chi muore giace e chi vive si da pace", lo dice sempre mia mamma. Eppure basta un libro, una foto, una scritta, una immagine a farmi scendere una lacrima.

Sono passati poco più di 3 anni e ti ricordo ancora così, abbandonato sul letto ospedaliero, come una cosa posata in un angolo e dimenticata. Monitor, tubi, marchingegni. La maschera facciale premuta sul naso e la bocca. E torna prepotente quella sensazione provata la prima notte che mi sono fermato in ospedale. Quell’idea di aver visto un uomo al capolinea. Quella sorta di consapevolezza che si muore, si muore per davvero, che prima o poi anche quel monumento inossidabile che era tuo padre, che lo ricordavi gigantesco, anche quando negli anni lo avevi superato in altezza, gigantesco per la sua dirittura morale, quell’uomo non era immortale. Che insomma anche i padri possono soccombere, dileguarsi, morire. 

Anche mio padre. E di conseguenza anche io, prima o poi.

02 agosto 2022

Danilo

Questo è un post faticoso. Danilo, il mio ex-responsabile in Intesa Sanpaolo, è mancato tre giorni fa. 

Malato da un anno, circa, i dettagli non sono mai trapelati ma evidentemente doveva essere un male molto invasivo. Sembrava stesse meglio ed all'improvviso arriva questa notizia.

Avrebbe compiuto 48 anni tra pochi giorni. Lascia moglie e due figlie. Una tragedia autentica, di quelle che non lasciano spazio ad altre parole.

Ieri c'è stato il suo funerale ed io non ci sono andato. Il mio rapporto con lui è stato abbastanza conflittuale: nonostante lavorassimo assieme dal 2010, ha sempre mantenuto le distanze perché io sono un 'fornitore'. Ciò significa che tutte le occasioni che andavano aldilà dei motivi professionali mi erano precluse, non ero invitato. Cene, occasioni per auguri natalizi, cose del genere. Nulla. Anzi, spesso mi erano precluse ANCHE le occasioni professionali: riunioni alle quali non ero invitato, mail che non mi vedevano tra i destinatari, documenti ai quali non avevo accesso - il tutto perché 'fornitore'.  O magari non gli ero simpatico, non lo so.

Più di una volta mi ha parlato duramente, aveva un rapporto conflittuale con la mia (ex) azienda ed in qualche modo questo si ripercuoteva su di me. Col passare del tempo, sempre di più. Nel 2014 aveva inventato un modo per farmi continuare a lavorare, nonostante fossi "scaduto" - perché diceva di non voler perdere la mia esperienza. 

L'anno scorso deve aver cambiato idea, visto che ha deciso che sia io che la mia collega Daniela dovessimo essere sostituiti. Non me l'ha nemmeno detto personalmente, anzi: ci siamo visti di persona ad inizio febbraio e lui mi ha chiesto notizie sulla possibilità di proseguire con il servizio. Due settimane dopo la doccia fredda, e l'ho saputo dalla mia azienda. Mai una parola, un saluto, una spiegazione. Eh già, lui era capufficio e non parlava con i 'fornitori'. Il fatto che lavorassimo assieme da 11 anni, che spesso mi fossi fatto il culo, rispondendo alle sue telefonate la sera, al sabato, alla domenica anche quando non ero reperibile... non conta nulla, io ero solo il 'fornitore'.

Adesso te ne sei andato, Danilo. Quante volte abbiamo ironizzato sulla tua inesauribile energia e su come potessi sostenere il ritmo indiavolato a cui lavoravi. Alla fine abbiamo smesso di chiedercelo. 

Ho avuto tanto rancore nei tuoi confronti, nell'ultimo anno e mezzo. La mia vita professionale è cambiata radicalmente - e non in meglio. Quante notti non riuscivo a dormire pensandoci, quante volte ho sognato la situazione, quante preoccupazioni, quanta ansia. E tutto perché tu non hai voluto fare richiesta per farci proseguire, sarebbe stato come ammettere che il 'fornitore' era troppo importante. Col senno di poi, probabilmente saremmo stati sostituiti ugualmente. Adesso sono a conoscenza di argomenti come costi e marginalità che erano veramente al limite. Ma sarebbe stata una decisione della MIA azienda, non del cliente. Un dettaglio, forse, ma un dettaglio importante.

Per questo non sono venuto ieri pomeriggio. Il fatto che tu non ci sia più rimane una tragedia, nessuno dovrebbe andarsene in questo modo. Ma mi sarei sentito falso ed ipocrita. Prima o poi sarò giudicato per questo, ma sento di non doverti nulla. Un pensiero, questo sì, forse più di uno. E ho chiesto a mio papà di accoglierti ed accompagnarti nel tuo viaggio. E' il papà di un 'fornitore', ma spero che adesso tu sia andato oltre questi pregiudizi.

01 agosto 2022

Che fatica

Uno degli obiettivi che avevo quest'anno (aziendalmente) era quello di prendere la certificazione come Professional Scrum Master. Non mi dilungo sul significato e nemmeno sull'utilità... era un obiettivo fissato quando ancora non avevo orizzonti lavorativi in vista.

Ad inizio maggio ho iniziato a guardare di cosa si trattava, ma senza particolare voglia... poi a metà maggio si è delineata la mia nuova attività che mi ha assorbito e mi assorbe parecchio. Ciononostante, la certificazione era da prendere, punto.

Così ho iniziato a seguire le videolezioni, a leggere la documentazione, prendere appunti, in una parola a studiare (Dio, quanto non mi piace studiare!) e poi a fare le simulazioni di esame. Avevo un termine ultimo: il 31 luglio. E quando ho dato l'esame io? il 29 luglio (solo perché il 31 era domenica).

L'argomento non è dei più difficili (la Scrum Guide è una 15ina di pagine); più difficile è entrare nel mondo Scrum, i princìpi, le regole, gli eventi e tutta quella serie di minchiate new-age che caratterizzano il mondo Agile. E poi l'esame: 80 domande a risposta multipla, 60 minuti di tempo, 45 secondi a domanda in media, almeno l'85% di risposte esatte. In inglese, ovviamente. E poi circa la metà delle domande erano bastarde, come solo gli americani sanno essere... non "Choose the right answer" ma "Choose the BEST answer". Insomma, tutt'altro che banale.

Venerdì pomeriggio ho spento il telefono, silenziato Outlook e iniziato l'esame. Dopo 58 minuti e 29 secondi ho detto 'basta, vaffanculo' e ho cliccato su Finish.


Solo 3 risposte errate (e non ho nemmeno controllato quali, chissenefrega) e obiettivo raggiunto. E tanti saluti alla mia sindrome dell'impostore. 



29 luglio 2022

85


Oggi è il tuo compleanno, papà, auguri. Guardando le foto che ho salvato, per selezionarne una, mi sono accorto di una cosa: perché non abbiamo mai fatto una foto assieme? ci sono foto con mamma, con Saverio, con Rita, con tutti i tuoi nipoti, ma non abbiamo una foto tu ed io assieme.. Quando le persone che ami non ci sono più rimangono i ricordi, ma a volte anche i rimpianti.

Buon compleanno, papà.
 

26 luglio 2022

Amarcord

Su Facebook ci sono un sacco di pagine\gruppi dedicati all'amarcord, alla malinconia e al "si stava meglio quando si stava peggio". Quanti ricordi , quante sensazioni  per un tempo che (ora) sembra bellissimo e che allora significava cambiamenti e ottimismo... gioia per boomer e amanti dei bei tempi andati.

Non è (solo) una questione di età: io stesso faccio anagraficamente parte di quel mondo e mi rivedo in tante di queste robe.

No, non pubblico "Buongiornissimo,,,,, Kaffèèè????". Non ancora, perlomeno.

Però mi capita di guardare con nostalgia le foto di una famiglia che parte per le vacanze su una 127, in cinque, con il portapacchi stracarico e mi viene da pensare "allora si stava meglio". 



Lo volete sapere un segreto? Non erano migliori quei tempi. Eravamo migliori noi.

Non si stava meglio su una macchina piccola, scomoda, priva di climatizzatore, in cinque.

Era tutto incredibilmente pericoloso, faticoso, illegale, inquinante, mortale.

Se invece, vedendo una foto simile, associamo a essa immagini positive, c'è un solo e semplice motivo, soggettivo: ci riporta all'infanzia, con tutto il suo carico emozionale, che però tracima ovunque fino a coprire anche situazioni oggettivamente negative.

Era tutto bello perché eravamo piccoli. Non avevamo pensieri, preoccupazioni, ansia, stress. Ci facevano da mangiare, ci compravano i vestiti, ci davano i soldi per il gelato. Avevamo bisogni ridotti e nessuno si aspettava granché da noi, tranne l'andare bene a scuola.

"Con la lira si stava meglio" no, non è vero. Con la lira avevamo semplicemente meno impegni, meno spese, meno ansia di adesso. Si stava meglio perchè non c'era il cellulare da cambiare ogni due anni, non c'era l'adsl e la fibra senza cui non si può più sopravvivere, non c'erano netflix e amazon, non si faceva l'aperitivo, sfruttavamo i vestiti fino alla fine e non li cambiavamo solo per questioni di moda. 

"noi non usavamo le cinture eppure siamo vivi", "ai nostri tempi non c'erano tutte queste inutili regole sulla sicurezza" c'erano anche auto con motori molto limitati, si andava più piano in generale, si era più attenti ad osservare le regole - per motivi storici e culturali, le cinture non c'entrano nulla.

"non avevamo i cellulari eppure siamo sopravvissuti" noi forse, ma che dire delle mamme  che passavano le notti sveglie ad aspettare che tornassimo? poi, provate a togliere il cellulare a chiunque faccia una affermazione simile. 

40 anni fa il mio unico pensiero era scendere in cortile e giocare con gli amici. Le ragazze non avevano ancora invaso i miei pensieri e nemmeno il calcio (ricordo di aver seguito il mondiale dell'82 molto sporadicamente). Come si fa a pensare che non stessi meglio di adesso? 


22 luglio 2022

Undici

Quello che non capiscono dei compleanni è che, quando compi undici anni, hai anche dieci anni, e nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due e uno. 

Per esempio, certi giorni magari dici qualcosa di stupido, e quella è la parte di te che ha ancora dieci anni. O magari certi giorni puoi avere bisogno di sederti in braccio alla mamma perché sei spaventato, e quella è la parte di te che ha cinque anni. 

E magari un giorno che sei già un adulto avrai bisogno di piangere come un bambino di tre anni.

(Sandra Cisneros)

Consigli e carezze

Ci sono momenti in cui mio padre mi manca molto di più. Mi manca SEMPRE, ma in questi momenti in misura ancora maggiore, se possibile.

Momenti come questo, in cui vedo che la mia vita lavorativa è un po' allo sbando, in cui mi sento abbandonato, in cui non mi sento in grado di uscirne fuori.

Penso a mio papà e a quanto mi piacerebbe ricevere un consiglio e una carezza da lui.

Penso questo ed allo stesso tempo mi accorgo che è un pensiero assurdo, che sto idealizzando troppo la figura di mio padre. Non era un tipo da consigli o da carezze lui, no. Non per cattiveria, eh, ma per una questione di carattere. 

Carattere. Nel 1983 mio papà è rimasto senza lavoro. La azienda per cui lavorava, già in cattive acque, è fallita per la morte improvvisa del titolare. Nel 1983 mio papà aveva 46 anni. Ricordo poco di quel periodo, avevo 13 anni, le preoccupazioni non mi toccavano. E dal punto di vista economico, non ho avvertito alcuna differenza. Certo, erano gli anni '80, la vita era diversa. Avevamo meno esigenze. Ma mangiavamo lo stesso, e mangiavamo tutti i giorni, questo me lo ricordo bene. 

E nel frattempo mio padre andava in giro, durante la giornata. Andava a trovare ex-colleghi, fornitori, conoscenti, cercava un lavoro. Senza trovarlo.

Dopo quasi 9 mesi si decise ad avviare una attività in proprio, che continuò per 10 anni, fino al giorno in cui andò in pensione. Ma non devono essere stati mesi facili. Mesi in cui mamma doveva comunque fare la spesa. In cui bisognava fare benzina. In cui servivano i libri per la scuola.

Chissà se dormivi la notte, papà, se rimanevi sveglio a guardare il soffitto cercando di trovare una soluzione. Secondo me si, non hai mai perso la serenità, era uno dei tuoi pregi. Ti ci vedo, a pensare che prima o poi si trova una soluzione, basta stare tranquilli. Che oramai si è in ballo e bisogna ballare. 

Ecco, forse è questo il consiglio che mi daresti. Per la carezza, ti aspetterò nei miei sogni.


15 luglio 2022

Siamo contenti? parte 2

No, non lo siamo affatto.

La situazione è molto più complessa di quanto immaginavo. Non c'è collaborazione, e non parlo solo del cliente... ci vorranno mesi per arrivare a risultati accettabili, e non so se ce li ho.

Mi tocca fare le call anche dal mare - e quando provo a dire che 'veramente io sarei in vacanza' mi sento dire che devo parlarne con i miei superiori.

Lavoro nel caos e ho la sensazione di non cavare un ragno dal buco.

Cerco di essere autonomo ma non mi danno retta.

Devo preoccuparmi di dove consuntivare, dei margini, dei costi, delle fatture.

E devo studiare per prendere la benedetta certificazione PSM ma non ne ho mai il tempo.

Il mio vecchio responsabile mi ha detto solo di avere pazienza e di non somatizzare.

Facile a dirsi... non è la prima volta che inizio qualcosa di nuovo, ma di certo è la prima in queste condizioni. Sono stato fortunato prima? in 30 anni? Mah.

Ciò che mi conforta è sapere che le persone con cui ho lavorato in passato conservano un buon ricordo di me... non so se riuscirò nuovamente e quanto tempo ci vorrà, ma è l'unico appiglio che mi aiuta a non affondare nel vortice di bassa autostima e sindrome dell'impostore che negli ultimi tempi mi accompagna costantemente.


Sto valutando sempre più una via di uscita. Vuol dire arrendersi? abbandonare? e chi se ne fotte. A 52 anni di certo non ho più velleità di carriera e di certo non aspiro a fare il supermanager superconnessoh24.

Ciò significa perdere il benefit dell'auto aziendale? A parte che non so quanto possa durare, forse a questo giro la sfango con una Clio ma le alternative erano la Panda o la Twingo (...), ma il prossimo? devo ricominciare il balletto?

(sfiduciato)





Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...