Dopo il torneo del CSB "Il Filotto" di Torino, giocato ieri sera (e perso miseramente, ma questo e' un altro discorso), direi che possiamo mettere la parola FINE alla stagione agonistica 2011-2012.
Vediamo un pò di cifre:
Tornei giocati: 16
Partite giocate complessivamente: 24
Partite vinte: 6 (25% sul totale)
Finali di batteria giocate: 1
Partite che avrei dovuto vincere: almeno 7
Punti in classifica provinciale: 1
Ho iniziato con l'obiettivo dichiarato di vincere almeno 1 partita, quindi direi che la stagione può essere considerata nettamente positiva. Sono anche migliorato sensibilmente... a Chivasso non sapevo giocare di colpo ed avevo delle scelte di tiro nettamente imbarazzanti. Adesso invece mi sento piu' a mio agio, soprattutto sto apprezzando molto il gioco all'italiana.
C'e il rammarico di aver perso delle partite assurde, come ad Asti, al Campionato provinciale ma soprattutto ieri sera :-( tutta esperienza? speriamo che almeno serva a questo... c'è da migliorare ancora la gestione della tensione.
L'obiettivo per la prossima stagione è di vincere una finale di batteria, e quindi fare più di un punto in classifica. Sarà necessario pianificare al meglio le competizioni, magari evitando quelle a categoria mista (per quanto possibile).
25 giugno 2012
Reminiscenze
Era un tipo strano, T.P., e probabilmente lo è ancora. Sono passati quasi 24 anni (per la precisione, saranno 24 anni il 5 settembre), da quando mi presentai 18enne in C.so Unione Sovietica 115 per il mio primo giorno di lavoro. Allora i ragazzi venivano assunti in gran numero e si veniva assegnati ai "responsabili" che ne curavano in qualche modo lo svezzamento. C'era lui e c'era Giorgio, a quel tempo. Io fui assegnato a T., che per un paio di settimane mi diede il compito di verificare degli enormi faldoni cartacei, con una penna ed un righello, e sottolineare una particolare occorrenza.In quelle due settimane avevamo scambiato poche parole, lui aveva qualche anno più di me ma era già un "capo", metteva la cravatta in ufficio ed era sposato... e si percepiva soprattutto una cosa: i ragazzini da svezzare per lui erano un fastidio... Non era molto simpatico, e non faceva nulla per diventarlo. Non era di compagnia, non prendeva il caffè con noi, non mangiava con noi, aveva un tipo di umorismo francamente strano. Tutti quelli che passavano sotto di lui resistevano, in media, da 6 mesi ad un anno, poi chiedevano espressamente di cambiare.
Io invece ci ho lavorato assieme dal 1988 sino alla fine del 1995, cioè fino a quando ho iniziato la mia carriera di consulente.
L'ho rivisto qualche giorno fa, dietro il bancone di un negozio, mentre vendeva gelati. Sapevo che aveva cambiato genere di attività per attriti con l'azienda (e che attriti...), sapevo che si era buttato in questo ramo, sono passato anche diverse volte davanti a quel negozietto e non lo avevo mai visto... ieri c'era, invece. Invecchiato, un po' ingrassato, l'aria un pò stanca (chissà, potrebbe dire anche lui lo stesso di me).
Guardavo come parlava coi clienti - diciamo che la simpatia, col tempo, non è aumentata moltissimo.
Ma mi ha fatto ugualmente un piacere immenso salutarlo. Forse questo è il vero segnale che stiamo invecchiando? Il provare piacere anche nel rivedere persone che tanti anni fa non si stimavano un granchè?
Non lo so, però è certo che col tempo la mia stima nei suoi confronti è aumentata. E sono certo che sia aumentata anche la sua nei miei. Tanti anni fa, frugando qua e là nei sabati e nelle domeniche in cui andavo in ufficio da solo, avevo trovato delle schede di valutazione che si riferivano a me, e lo facevano in termini lusinghieri. Anche se in pratica non me lo ha mai dimostrato.
L'altro giorno, invece, ha offerto un gelato a mia figlia ed un altro a me.
E volete sapere una cosa? Era delizioso.
Tempo di bilanci
La stagione agonistica 2011/2012 e' finita: tempo di bilanci, dunque.
- Tornei giocati: 17 Fibis (più due tornei sociali)
- Partite giocate: 32
- Partite vinte: 9 pari al 28,8%
- Partite perse: 23
- Partite che AVREI potuto (o dovuto) vincere: 6
- Finali di girone giocate: 2 (compreso il torneo sociale)
- Finali di girone vinte: 1 (torneo sociale)
Somme spese per iscrizioni: 310 euro
Premi vinti: 30 euro
Insomma... prima stagione dall'andamento altalenante. E' passato qualche mese dal 11 settembre, quando dicevo che comunque vada sarà un successo... Nel frattempo, ho scoperto che la mia prima stecca, la Armoni presa da V. Consagno, ha un difetto strutturale nel cono (che peccato...) ed ho optato per una Joker Free Change.
Escludendo l'ultimo torneo sociale, sono riuscito una volta sola ad arrivare in finale di girone, peraltro trovandomi di fronte un avversario imbattibile. Spiace un pò per alcune partite perse, soprattutto per le ultime due al Filotto, ma di esperienza possiamo dire di averne fatta. Ora, sotto con la prossima stagione.. con un briciolo di esperienza e consapevolezza in più e (speriamo) un po' di tremarella in meno :-)
- Tornei giocati: 17 Fibis (più due tornei sociali)
- Partite giocate: 32
- Partite vinte: 9 pari al 28,8%
- Partite perse: 23
- Partite che AVREI potuto (o dovuto) vincere: 6
- Finali di girone giocate: 2 (compreso il torneo sociale)
- Finali di girone vinte: 1 (torneo sociale)
Somme spese per iscrizioni: 310 euro
Premi vinti: 30 euro
Insomma... prima stagione dall'andamento altalenante. E' passato qualche mese dal 11 settembre, quando dicevo che comunque vada sarà un successo... Nel frattempo, ho scoperto che la mia prima stecca, la Armoni presa da V. Consagno, ha un difetto strutturale nel cono (che peccato...) ed ho optato per una Joker Free Change.
Escludendo l'ultimo torneo sociale, sono riuscito una volta sola ad arrivare in finale di girone, peraltro trovandomi di fronte un avversario imbattibile. Spiace un pò per alcune partite perse, soprattutto per le ultime due al Filotto, ma di esperienza possiamo dire di averne fatta. Ora, sotto con la prossima stagione.. con un briciolo di esperienza e consapevolezza in più e (speriamo) un po' di tremarella in meno :-)
05 giugno 2012
Marco Travaglio su Il fatto quotidiano di Sabato 2/6/12
Quando Paolo Rossi fu beccato nel primo calcioscommesse (quello del 1980) e si prese 2 anni di squalifica per un paio di puntate da 20 milioni di lire, un cronista gli domandò che cosa l’avesse spinto a rovinarsi per così poco, visto che guadagnava 5 miliardi all’anno. E lui: “Ho un figlio da mantenere”. Da allora ci si domanda chi scrive i testi ai calciatori. Ma anche ai presidenti, che un tempo Giulio Onesti chiamava “ricchi scemi” e non paiono cambiati granché. Andrea Agnelli ha fatto le scuole alte, è figlio del dottor Umberto, è nato e cresciuto nell’unica real casa rimasta in Italia dopo la caduta della monarchia, una famiglia nota per aver sempre professato il massimo rispetto nelle regole della giustizia, anche quando le violava. Il rampollo vince il primo scudetto della rinascita bianconera, dopo l’inferno della serie B e il purgatorio della lenta ricostruzione. E, anziché gioire per un trofeo conquistato finalmente sul campo, senza aiutini né moggismi, si affretta a dire che è il numero 30, non il 28, rivendicando i due revocati perché truccati da Calciopoli. Così getta lo scudetto meritato nel calderone di quelli immeritati. Un genio. Già che c’è elogia come “grande manager” Moggi, radiato dalla Federcalcio e condannato in tribunale per associazione per delinquere e minacce, e in appello per violenza privata. Non contento, appena emergono le accuse a Conte (ovviamente tutte da dimostrare), indagato per associazione a delinquere per un episodio relativo alla sua esperienza al Siena, si presenta al suo fianco e, anziché limitarsi a precisare che la Juve non c’entra, nutre fiducia in Conte, ma attende il verdetto dei giudici, si sporge in avanti anticipando la sentenza (“Conte è estraneo a tutto”) e annunciando che qualunque cosa accada “Conte guiderà la Juve nella prossima stagione”. Dichiarazione quantomeno azzardata, visto che l’indagine di Cremona è serissima: tant’è che finora gli indagati han quasi tutti patteggiato squalifiche con la giustizia sportiva. E Conte, se risultasse anche lui colpevole, rischia una squalifica da 3 anni alla radiazione e dunque non potrebbe allenare neanche una squadretta di Promozione. Agnelli non batte ciglio nemmeno quando Conte si copre di ridicolo attaccando la Procura perché, “prima di perquisirmi e indagarmi, avrebbe dovuto chiamarmi”. Ma certo, quando un magistrato deve perquisire qualcuno, la prima cosa che fa è chiamarlo, annunciargli l’arrivo degli agenti e prendere appuntamento se non è troppo disturbo. Anche Buffon fa un’uscita che pare un’entrata, giustificando i pareggi in saldo di fine stagione (“due feriti sono meglio di un morto”) e sparando a zero sui pm e i giornalisti per i “blitz annunciati” e le “fughe di notizie” (verbali depositati e dunque non segreti). Due giorni dopo un rapporto della Finanza rivela che Buffon ha scommesso 1 milione e mezzo in 10 mesi in una tabaccheria di Parma, come già nel 2006 in piena Calciopoli. Se si provasse che scommetteva su partite di calcio, avrebbe violato il codice sportivo e verrebbe squalificato. Ma i suoi legali, anziché escludere subito questa evenienza e spiegare su cos’altro scommetteva, vaneggiano di “privacy violata”. E Agnelli, anziché far luce sulle scommesse del suo portiere nonché capitano della Nazionale, strilla alla giustizia a orologeria: “Singolare che l’informativa esca proprio ora”. E quando avrebbe dovuto uscire, di grazia? Qui lo scandalo sono eventualmente le scommesse, non la notizia. Oltre a parlare come un Berlusconi qualsiasi (infatti Giornale e Libero titolano: “Vendetta dei pm su Buffon”), Agnelli non s’accorge che “a orologeria” potrebbe essere l’uscita preventiva di Buffon. Sapendo di avere scommesso cifre esorbitanti e sospettando di essere stato scoperto, il portiere potrebbe aver giocato d’anticipo attaccando i pm per gabellare l’indagine per una ritorsione. Ma a questo punto si fa strada l’ipotesi più inquietante di tutte: che Andrea Agnelli i testi se li scriva da solo.
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