Abbiamo fatto pace.
Baby we were born to run.
Quello nessuno ha mai capito fino in fondo è che lo stress non è causato dal lavoro ma dal semplice fatto di dover andare a lavorare. Dedicare otto ore al giorno dal lunedì al venerdì a un'occupazione alienante e insoddisfacente, circondato da gente con cui sono costretto a sostenere conversazioni sterili e noiose, piene di assurdi luoghi comuni su mutui o vacanze o sul tempo o su serie appena viste su Netflix.
Tutto quel tempo regalato ad altre persone invece di andarmene in giro a passeggiare o semplicemente starmene a casa a leggere o a disegnare o guardare in alto, fissando le crepe del soffitto.
25 maggio 2026.
15:49
Temperatura in cucina - esposta a sud: 30 gradi.
Temperatura in camera - esposta a nord: 27 gradi.
Da due giorni ho i pantaloni corti.
Bentornata estate.
Una domenica mattina di agosto.
Fuori fa caldo e c'è quella luce, quel sole che si trova solo in Puglia.
Mia nonna, mia mamma e tutte le altre zie sono affaccendate nel preparare il pranzo e apparecchiare il vecchio tavolone di legno. Da fuori, oltre la tenda mossa pigramente dal vento, arrivano i rumori della campagna: il frinire delle cicale, i cani che abbaiano, bambini che giocano.
Dalla cucina, invece, odori di soffritto, ragù, olio, pomodori. Aprendo la credenza si viene assaliti dall'odore del pane. Le donne parlano, ridono, scherzano, gridano, sussurrano. Gli uomini discutono e urlano e fumano e giocano a carte.
...
La vita è fatta di momenti. Non tornano più, ma quando li stai vivendo non lo sai.
Mi sveglio, faccio colazione e mi siedo alla scrivania. C'è una riunione alle 9:15, poi una pausa, e alle 10:30 un'altra riunione, e poi alle 12:00 ancora una. Ho imparato che, nonostante sia a casa, la quantità di call è paradossalmente aumentata. Non parliamo di riunioni produttive, spesso sono check-in settimanali, aggiornamenti che potrebbero essere tranquillamente risolti con un'e-mail.
Così mi trovo a passare ore ad ascoltare persone che ripetono le stesse cose della settimana prima, o che discutono di progetti in cui non sono neanche coinvolto. E siamo nella prima parte della mia giornata sempre uguale, sempre la stessa, sempre immutabile.
Alla fine, mi rendo conto che, nonostante abbia passato ore davanti allo schermo, non ho davvero fatto nulla. Non è solo una sensazione.
In questi momenti, capisco quanto sia cambiato il mio lavoro.
Non in meglio.
La gente non è cattiva.
E' idiota, il che è ben diverso.
La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza.
L'idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all'istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione.
(Carlos Ruiz Zafòn, L'ombra del vento)
La vita è così; i cambiamenti li decide lei per tuo conto. E sempre senza nemmeno avvisarti.
Dal 2010 ho (ri)cominciato a giocare a biliardo. Con tanta voglia, desiderio e passione.
Con alterne fortune, anzi, pochissime gioie a fronte di tanti sacrifici.
Sono passati 16 anni da allora, i sogni di gloria sono ormai scomparsi. Da due anni non faccio la tessera di federazione e non faccio più gare. Da tempo riesco ad andare in sala biliardi sono una volta a settimana, e nemmeno sempre.
Ma la passione non è mai scomparsa, continuo a sognare il panno verde e colpi, traiettorie, schemi. In 16 anni non era mai passato un mese senza andare a giocare un po', tolto il mese di aprile 2020 (causa covid).
Fino al mese di aprile 2026.
I disturbi mentali sono una brutta bestia. Ti attaccano, ti feriscono, ti sfiniscono.
Vedo quanto sia difficile occuparsi di mio suocero, che soffre di Alzheimer da 6 anni ormai.
Ma lui ha quasi 87 anni, non dico che sia normale o accettabile. Ma fa parte della vita, purtroppo.
Quando invece capita a chi è più giovane diventa quasi impossibile da sopportare. Sono 5 settimane che vado avanti, con il picco del 24 aprile, del passaggio in pronto soccorso e cura farmacologica coatta.
Sono invecchiato di 10 anni in un mese.
Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraver...