Superenalotto, 29 novembre 2022
Vedi che i primi numeri estratti sono 18 - 33- 43
Guardo la mia schedina e vedo 17 - 34 - 44
Fine.
Superenalotto, 29 novembre 2022
Vedi che i primi numeri estratti sono 18 - 33- 43
Guardo la mia schedina e vedo 17 - 34 - 44
Fine.
“Ricordati, se fai un lavoro che ti piace, hai il diritto di dire che sei stanco, ma non di lamentarti perché sei stanco” (Mario Monicelli)
Ci sono giorni in cui ti chiedi quando si finisce di lottare, in cui sei stanco di te stesso e delle delusioni, e tutto sembra non avere più nulla di giusto o sbagliato, di brutto o bello, non c'è più la voglia di giudicare o di reagire, di tenere e contrastare. Ti senti vuoto ma nello stesso tempo anche un po' saggio e vuoi solo lasciarti attraversare, ascoltare senza più avere il bisogno di dire o di precisare, di ribattere. Nulla più.
E speri che accada qualcosa di forte e di sovrannaturale per portarti via per un po' dal reale e speri che quel giorno la quotidiana fatica dell'esistere ceda il passo a qualcosa di unico, di divino.
Si, ci sono quei giorni in cui tutto questo accade.
"Perdonare qualcuno non significa condonare il suo comportamento. Non significa nemmeno dimenticare il modo in cui ti ha ferito e neppure concedergli di farti ancora del male. Perdonare significa fare pace con ciò che è successo. Significa riconoscere la tua ferita, dandoti il permesso di sentire dolore, e di comprendere che quel dolore non ti serve più. Significa lasciar andare il dolore ed il risentimento per poter guarire ed andare avanti. Il perdono è un dono a te stesso. Ti libera dal passato e ti consente di vivere nel tempo presente. Quando perdoni te stesso e perdoni gli altri, sei veramente libero. Perdonare significa liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu."
Louise L. Hay
Cosa non si farebbe per i figli? sono oramai più di 10 anni che accompagno, vado a prendere, riporto a casa - a volte nel cuore della notte. Claudia lo ha fatto con moderazione, poi ha trovato Federico - fine dei giochi. Natalia sicuramente ne ha approfittato di più, ho girato parecchie discoteche di Torino (o anche fuori città) per recuperare lei e spesso per accompagnare a casa anche le sue amiche.
Mi pesa? mah, non più di tanto francamente, anche se a volte stanca. L'altra sera mia figlia e sua cugina hanno deciso di andare a vedere il concerto di un improbabile rapper napoletano (Luchè) ad Assago. Sono andate in treno, ok. Poi per tornare avrebbero dovuto trovare un autobus\treno che le riportasse a Torino, dove sarebbero arrivate non prima delle 2 di notte.
Quindi? quindi papà parte alle 21, arriva ad Assago, aspetta una mezzoretta che escano e ritorna a casa (poco prima delle 2, quindi i conti tornano). E la mattina la sveglia suona sempre (per me).
Mio papà non l'ha mai fatto per me. Ok, altri tempi ed altre condizioni (sono maschio e questo cambia comunque le carte in tavola). Si usciva di meno, quando si andava da qualche parte c'era l'amico con la macchina. E sennò non si andava. A volte dico sorridendo che se, da ragazzo, avessi dovuto aspettare mio papà di notte che viene a prendermi, sarei ancora lì che aspetto. Magari non è così, ma non lo sapremo mai.
Leggere questo blog deve essere palloso. Lamentele, nostalgia, ricordi, malinconia. Qualche canzone buttata qua e là. Una volta parlavo più di calcio, adesso parlo quasi sempre e solo di me.
Della mia vita, dei miei problemi, del vuoto che ha lasciato mio papà.
Si, deve essere veramente palloso. Ma.... ma: io scrivo per me, non per altri. A parte che non ho idea di quanti possano leggere, credo che il numero sia prossimo allo zero, e comunque non mi interessa. Scrivo perchè sento il bisogno di tirare fuori dalla testa quello che penso, e basta. Ogni tanto vado a rileggere alcuni post, onestamente non sono nemmeno malaccio.
Il fatto è che sto vivendo un periodo abbastanza problematico. Parlo della sfera professionale, fortunatamente solo di quella - ma non è che sia una parte non significativa della mia vita. Fino a qualche mese fa pensavo che qualcosa potesse cambiare (la teoria del piano inclinato), adesso mi sto pian piano rassegnando. Certo che immaginare di continuare così per 10 anni è abbastanza angosciante, tuttavia non ci sono alternative, non al momento.
La cosa più brutta è che prima mi rifugiavo nei sogni. In fin dei conti la fantasia è una bella valvola di sfogo. Quando andavo a letto, cominciavo a fantasticare sul vincere alla lotteria, risolvere in colpo tutti i miei problemi - oppure trovare il modo di viaggiare nel tempo, tornare ad epoche in cui eravamo tutti più felici.
Adesso non ci riesco più.
Un uomo che a cinquant'anni vede il mondo come lo vedeva a venti, ha sprecato trent'anni della sua vita.
(Muhammad Ali)
Li riconosci subito quelli che hanno avuto un vero dolore e non perché sono più stronzi, non perché hanno la scorza più dura: io non li sopporto quelli che con la scusa del dolore diventano più cattivi.
No, il vero tratto distintivo di chi ha sofferto per davvero, in fondo, è: essere gentile.
C’è come un velo di clemenza sopra tutti i gesti, chi ha sofferto davvero non infierisce mai, non calpesta, sta attento a tutto, osserva, se può evita di ferire e se non può preferisce ferire sé stesso; la voce gli si colora di un soffio mite di calore, non urla più e se lo fa, lo fa solo contro il vento.
Chi ha sofferto davvero è diverso perché è disarmato, esce senza la pistola, sorride leggero, scherza tutto il tempo, non fa sempre a gara, chiede scusa, cammina in punta di piedi.
E ride, ride un sacco, più di chiunque altro.
(Enrico Galliano)
E voi, massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti a inginocchiarvi, a chinare la testa davanti ai potenti! Adesso inginocchiatevi, e chinate la testa davanti a uno che la testa non l’ha chinata mai, se non davanti a questo strummolo qua! Inginocchiatevi, forza! E fatevi il segno della croce!
E ricordatevi che pure Nostro Signore Gesù Cristo è morto da infame, sul patibolo, che è diventato poi il simbolo della redenzione! Inginocchiatevi, tutti quanti! E segnatevi, avanti!
E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male.
In primis, al Papa, che si crede il padrone del Cielo.
In secundis, a Napulione, che si crede il padrone della Terra.
E per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della Morte.
Ma soprattutto, posso perdonare a voi, figli miei, che non siete padroni di un cazzo!
E adesso, boia, mandami pure all’altro mondo, da quel Dio Onnipotente, Lui sì padrone del Cielo e della Terra, al quale – al posto dell’altra guancia – io porgo… tutta la capoccia!
Quando alla fine troviamo ciò che stavamo cercando nelle tenebre, spesso scopriamo che si trattava proprio di quello. Tenebre.
(Håkan Nesser)
Faccio spesso sogni strani, che poi faccio fatica a ricordare e difficilmente riesco a contestualizzare.
Come quello che ho fatto stanotte: io ed altri compagni (?) eravamo nel mezzo di una situazione critica (una guerra, una battaglia, qualcosa del genere) quando ad un certo punto vedo una donna, vestita con un abito da sera, che si allontana. Qualcuno fa per andare verso di lei ma lo fermo, devo andarci io, so che ho un rapporto speciale con questa donna (anche se non ricordo proprio chi fosse).
La raggiungo e ci sdraiamo per terra (forse nell'erba?) a fissare il cielo. A questo punto una ragazzina, una dei miei "compagni", si avvicina e mi dice "Ma tutto ciò... è fondamentale in questo momento?"
Io la guardo e sorrido amaro. Le rispondo: "No, non lo è affatto. Ma ti dico una cosa: cerca di vivere più cose non fondamentali che puoi, nella tua vita. Altrimenti col passare degli anni non avrai nulla da ricordare... o da rimpiangere".
Sto cercando di dare un senso a quest'ultima frase, ma non ci riesco.
Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraver...