Leggere questo blog deve essere palloso. Lamentele, nostalgia, ricordi, malinconia. Qualche canzone buttata qua e là. Una volta parlavo più di calcio, adesso parlo quasi sempre e solo di me.
Della mia vita, dei miei problemi, del vuoto che ha lasciato mio papà.
Si, deve essere veramente palloso. Ma.... ma: io scrivo per me, non per altri. A parte che non ho idea di quanti possano leggere, credo che il numero sia prossimo allo zero, e comunque non mi interessa. Scrivo perchè sento il bisogno di tirare fuori dalla testa quello che penso, e basta. Ogni tanto vado a rileggere alcuni post, onestamente non sono nemmeno malaccio.
Il fatto è che sto vivendo un periodo abbastanza problematico. Parlo della sfera professionale, fortunatamente solo di quella - ma non è che sia una parte non significativa della mia vita. Fino a qualche mese fa pensavo che qualcosa potesse cambiare (la teoria del piano inclinato), adesso mi sto pian piano rassegnando. Certo che immaginare di continuare così per 10 anni è abbastanza angosciante, tuttavia non ci sono alternative, non al momento.
La cosa più brutta è che prima mi rifugiavo nei sogni. In fin dei conti la fantasia è una bella valvola di sfogo. Quando andavo a letto, cominciavo a fantasticare sul vincere alla lotteria, risolvere in colpo tutti i miei problemi - oppure trovare il modo di viaggiare nel tempo, tornare ad epoche in cui eravamo tutti più felici.
Adesso non ci riesco più.
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