26 gennaio 2023

Mambo

A proposito di invecchiare.

Una canzone di Lucio Dalla, del 1980. L'ho risentita per radio, ieri pomeriggio. E' incredibile come una canzone possa farti letteralmente viaggiare nel tempo. La voce, le sonorità, le parole. L'ascolto e torno ad essere nel mio letto a casa dei miei, mentre ascolto una cassetta con il walkman oppure guardo la tv 14 pollici che condividevo con mio fratello e mia sorella e che ci litigavamo spesso. Torno a scuola, al corridoio in ombra del Somme con tutti i quadri degli ex-allievi alle pareti e la scrivania della bidella lì in fondo, dove ci si fermava per fumare una sigaretta. Torno alle domeniche grigie a fare vasche in via Roma con gli amici di sempre, tentando inutili approcci con le ragazze, oppure al bar Delfino con la radiolina ad ascoltare le partite.  

Torno ragazzo.  




Invecchiare

Cosa vuol dire veramente?

Alzarsi almeno una volta ogni notte per andare in bagno? No, non credo che questo sia significativo, anche se ricordo con nostalgia quando ero ragazzo e dormivo con un sasso per 8-10 ore filate.

Vedere i propri figli crescere. Ecco, questo già è un primo passo. Dal tenerli in braccio mentre dormono, all'accompagnarli a scuola, ad andare a prenderli in discoteca di notte, all'accompagnarli a casa loro: tutto in un battito di ciglia. 

Continuare a pensare in modo ossessivo e a parlare di pensione? Questo è un passo discreto. Porta all'ultimo, vero cambiamento delle nostre vite (prima di quello 'definitivo', ovvio) e insomma, di lì in poi la strada è bella che indirizzata, eppure non vediamo l'ora. Mah.

Pensare a chi non c'è più... Bè, ci avvicina alla morte in un modo che non avevamo previsto, cominciamo a capire che anche noi non siamo immortali. Da ragazzi non si pensa mai alla morte, anche quando ci tocca da vicino. Ad esempio, avevo 15 anni quando è mancata mia nonna; per quanto fossi cresciuto praticamente con lei, ero un ragazzo. Le volevo bene, mi mancava ma la vita continua e ci sono tante cose da fare.

Adesso invece penso tanto a chi non c'è più. Oltre a mio padre, penso al sig. Giovanni. A Salvo 'Soffietto'. A Cesare. A Danilo e ad Emiddio. A Kerinda ed a Vicky. A Zio Lorenzo, Zia Lina ed al sig. Ezio. A Pasquale. Ad Elisabetta. Quante persone con cui sono cresciuto, con cui ho giocato da ragazzo, con cui ho lavorato che non ci sono più.

Ecco, forse vuol dire proprio questo. 

24 gennaio 2023

Non lo sapevo

Sto disperatamente cercando di ricordare quale sia l'ultima cosa che ho fatto con mio papà, ma non ci riesco.

Solo lui ed io. 

A volte siamo andati in giro, per comprare qualcosa o anche solo per il gusto di farlo. Ricordo quando siamo andati assieme a visitare la scuola allievi dei carabinieri di Via Cernaia. Ricordo che quando gli chiedevo "papà, devo andare nel posto X. Hai voglia di accompagnarmi?" lui c'era sempre, non mi diceva mai di no. Mia mamma era contenta che me lo portassi via per un pò. Lui era contento di fare qualcosa di diverso. Io ero contento, e non lo sapevo.  

Un buon consiglio

C’era una volta una storia d’amore finita che incontrò una storia d’amore da poco iniziata.
La storia d’amore finita disse a quella appena iniziata: «Mi raccomando, resisti».
«Hai qualche consiglio?» chiese la storia d’amore iniziata.

«Non fare l’errore che fanno tutte» disse Finita.
«Quale?» chiese Iniziata.

Rispose Finita: «Quando ti senti stanca, sola, assetata, infreddolita, in carenza di carezze, di gelato o di pizza, di amici, di parole, chiedi».

In effetti era un buon consiglio.

23 gennaio 2023

C'è una nuova luna stasera

C'è una nuova luna stasera
Con un filo di voce io cerco di cantarla
Sono io l'uomo con la valigia
Sempre pronto a partire
Sempre con la guardia alta
E scrivo a fondo per vedere, se è più profondo di questi occhi tuoi
E cercherò risposte che di certo non sapresti darmi mai

Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
Vuoi soltanto avere lei che vale più dell'oro nero
Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino
Fisso sul soffitto dire piano è tutto vero, è tutto vero...

C'è una nuova luna stasera
Con un filo di musica cerco di offuscarla
Per filtrare la luce cattiva
Liberare la mente, da ogni forma perversa
Nei piccoli progressi della casa
Scaccerò le nostalgie
Eviterò le stupide allusioni tra le nostre gelosie

Quando ami per davvero, basta poco per sognare
Ed il motorino è un razzo che da te mi fa arrivare
Vuoi svegliarti la mattina e vederla riposare
Per avere la certezza che non se ne vuole andare
Quando ami per davvero, non ti basterà il futuro
Vuoi soltanto avere lei che vale più dell'oro nero
Vuoi svegliarti la mattina, respirare il suo cuscino
Fisso sul soffitto dire piano è tutto vero, è tutto vero...
È tutto vero, quest'oro nero
È tutto vero, quest'oro nero...

13 gennaio 2023

Mamma

Tendi a dare per scontate le cose belle che ti succedono. Soprattutto se si protraggono per un lasso di tempo significativo, smetti quasi d’accorgerti che stanno capitando. Ti assuefai, potremmo dire. Questo fenomeno si chiama normalizzazione della cosa bella.

Poi, tutto d’un colpo, da un giorno all’altro la cosa bella cessa di accadere. Era lì fino a un minuto fa e adesso puf!, è scomparsa. Alle volte non succede proprio di colpo ma lentamente; però tu ormai sei talmente assuefatto che non te ne accorgi o te ne accorgi troppo tardi.

Noi esseri umani tendiamo a cadere in questo errore. Diamo per scontato. Ed è per tale ragione che da un po’ di tempo a questa parte, ogni mattina, quando mi lavo i denti con il mio spazzolino elettrico, enumero mentalmente le cose belle che ho, che mi stanno succedendo. Si può compiere tale operazione anche la sera, prima di addormentarsi al posto di recitare le preghiere. Questo errore noi esseri umani lo commettiamo spesso nei rapporti con gli altri esseri umani. In particolare in quelli amorosi, con gli amici e con i parenti.

Faccio un esempio.

Se tutto funziona a modo, prima di nascere da una mamma – incredibile ma vero – tu ci vivi dentro per diversi mesi. Una mamma è come una casa. Meglio, come una casa mobile, un camper che ti protegge, ti nutre, ti porta in giro, ti parla e ti fa ascoltare la musica.

Poi a un certo punto tu decidi che è venuto il momento di dare un’occhiata fuori, di abbandonare il tepore, la comodità, la protezione ed esci nel mondo. E chi c’è nel mondo ad accoglierti a braccia aperte? C’è quella mamma che non è più una mamma-camper ma una mamma-mamma, che continua a starti accanto, a nutrirti, a proteggerti, e poi ti porta a judo o a nuoto. Diventa, insomma, una presenza di quelle davvero preziose nella tua vita e, se tutto funziona come deve, a te piace molto avere una mamma e alla mamma piace molto avere te. Poi accade che il tempo passa e l’avere una mamma, che potremmo senz’altro annoverare tra le cose belle della vita, si normalizza e tu inizi a darlo per scontato. Non è che quando sei al bar ti viene da dire al barista: «Ehi, Franco, ma lo sai che io ho una mamma?», e lui sgrana gli occhi e ti risponde: «Ma va’! Pazzesco! Che roba, ragazzi, ascoltate tutti! Lo sapete che questo tizio ha una mamma?».

Io, a un certo punto della mia vita, ho cominciato a dare per scontata questa cosa di avere una mamma. Non mi sembrava più così preziosa. Mentre per lei io lo ero ancora. Non mi dava per scontato, di questo ne sono certo. Non so se esistano mamme che danno per scontati i propri figli.

In ogni caso, adesso mi rendo conto dell’errore e, come spesso accade, ci si accorge dei propri errori quando è troppo tardi.

Speriamo di avere imparato qualcosa.

(Guido Catalano, Amare male)

Turn back time

Tanti anni fa parlavo con una mia (ex) amica, chiedendole se volesse tornare indietro nel tempo.

La risposta non è mica così scontata: ovvio che tutti noi vorremmo tornare ad un'epoca in cui eravamo giovani, belli (bè, quasi tutti), liberi e spensierati. Ma per farlo, dovresti abbandonare tutto ciò che hai costruito e creato fino ad oggi: parlo di famiglia, di affetti, dei figli.

Lei mi rispose "Si, subito, senza pensarci due volte" e rimasi un po' allibito. Ok, aveva perso suo papà quando era una ragazzina, ma adesso (cioè, quando eravamo amici) aveva due figli piccoli. Davvero avrebbe rinunciato a tutto pur di tornare indietro? "Si, subito, senza pensarci due volte" 

Da allora sono passati diversi anni. Io nel frattempo sono diventato un boomer, un po' sfiduciato e senza particolari ambizioni nella vita. Le mie figlie oramai sono grandi e fanno la loro vita.

A giugno saranno 4 anni che mio papà se n'è andato.

Per cui chiedetemi adesso se vorrei tornare indietro nel tempo. A quando ero un ragazzo e tutto sembrava possibile. Ai primi amori, alla vita più semplice, alla casa in campagna dei nonni. A quando credevo che il futuro mi riservasse grandi cose e grandi opportunità.

A quando c'era mio papà.

Chiedetemelo adesso. La mia risposta potrebbe sorprendervi. Forse mi sorprenderei io stesso.



11 gennaio 2023

Reading

Ci sono alcuni libri (non tutti, per carità) che non basta leggere una volta sola.

IT e L'ombra dello scorpione, di Stephen King.
Il pendolo di Focault, di Umberto Eco.
La trilogia della pianura di Kent Haruf.
E tanti, tanti altri...

Vanno letti e riletti, perché ogni volta si coglie un dettaglio nuovo, e non perché sfuggano elementi della storia nella lettura, ma perché ogni volta siamo diversi noi, e la lettura ci suscita riflessioni diverse. 

Sono quei libri che ci fanno crescere e che crescono con noi. E se non piace, o non lo si coglie, significa che bisogna insistere nel leggerlo.

10 gennaio 2023

Poesie

“Ricorda 
Io sono solo il primo coinquilino con cui hai vissuto
Che ti ha sgridato per quella faccenda
che ti ha insegnato a pattinare
che ti ha sempre considerato una coinquilina che non pagava l’affitto
Ma non ti ha mai chiesto, alla fine, il conto” 

(Arsenio Bravuomo, "Consiglia per figlia")

Parole


 

01 gennaio 2023

2023

Bevo a chi è di turno, in treno, in ospedale,
cucina, albergo, radio, fonderia,
in mare, su un aereo, in autostrada,
a chi scavalca questa notte senza un saluto,
bevo alla luna prossima, alla ragazza incinta,
a chi fa una promessa, a chi l’ha mantenuta,
a chi ha pagato il conto, a chi lo sta pagando,
a chi non è invitato in nessun posto,
allo straniero che impara l’italiano,
a chi studia la musica, a chi sa ballare il tango,
a chi si è alzato per cedere il posto,
a chi non si può alzare, a chi arrossisce,
a chi legge Dickens, a chi piange al cinema,
a chi protegge i boschi, a chi spegne un incendio,
a chi ha perduto tutto e ricomincia,
all’astemio che fa uno sforzo di condivisione,
a chi è nessuno per la persona amata,
a chi subisce scherzi e per reazione un giorno sarà eroe,
a chi scorda l’offesa, a chi sorride in fotografia,
a chi va a piedi, a chi sa andare scalzo,
a chi restituisce da quello che ha avuto,
a chi non capisce le barzellette,
all’ultimo insulto che sia l’ultimo,
ai pareggi, alle ics della schedina,
a chi fa un passo avanti e così disfa la riga,
a chi vuol farlo e poi non ce la fa,
infine bevo a chi ha diritto a un brindisi stasera
e tra questi non ha trovato il suo.


Erri de Luca -"Prontuario per il brindisi di capodanno"
dall' "Ospite Incallito"

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...