28 marzo 2023
27 marzo 2023
Mi arrendo
Basta, getto la spugna.
Sembrava che qualcosa cambiasse, nonostante le difficoltà e gli atteggiamenti che non saprei definire (ostili? infantili?) del mio responsabile.
E invece.
Sono in sede, mi contatta e dice se possiamo parlare. Finalmente, penso, e rispondo 'quando vuoi'.
Mi chiama e mi dice che la situazione aziendale è critica e che, in poche parole, lavorerò con lui solo per metà del mio tempo. L'altro 50% sarò in 'bench' (letteralmente significa 'panchina', il significato è abbastanza chiaro). A partire da aprile.
Che è una decisione obbligata, che a lui spiace, che è una mossa cautelativa. Ah, che con quello che costo io all'azienda ci si pagano due risorse più inesperte.
Io ho risposto col sorriso, dicendo che capivo, va bene, vedremo. Che dovevo dire? Mi arrendo.
Basta. Da aprile farò quello che posso, senza preoccuparmene più di tanto. Pensavo di aver raggiunto qualche risultato, evidentemente non è così. Oppure non è abbastanza. Guarda, non ci fosse lo spettro della cassa integrazione me ne sbatterei altamente e mi fare una risata. O forse no, non ne sono capace.
E comunque, io ci avrò anche messo del mio. Non lo metto in dubbio. Ma non vi perdonerò mai. Mai. Per avermi fatto perdere la fiducia in me stesso. Stessa situazione del 2004, solo che allora avevo 34 anni. Adesso le alternative son ridotte al lumicino. Maledetti.
20 marzo 2023
19 marzo 2023
17 marzo 2023
Totò
Non so… starei ore e ore fermo a guardare il cielo, la luna. Io amo la luna, assai più del sole. Amo la notte, le strade vuote, morte, la campagna buia, con le ombre, i fruscii, le rane che fanno qua qua, l’eleganza tetra della notte. È bella la notte: bella quanto il giorno è volgare. Il giorno… che schifo! Le automobili, gli spazzini, i camion, la luce, la gente… che schifo! Io amo tutto ciò che è scuro, tranquillo, senza rumore.
(Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, in arte Totò)
16 marzo 2023
Countdown
Era il 2010, credo. Tutti i giorni c'era l'appuntamento fisso al caffè al mattino ed al succo di frutta al pomeriggio.
Oltre a me c'erano Agnese, Valeria, Massimo. E Luciano.
Che tipo strano, Luciano. Un autentico personaggio. E non lo sto dicendo in senso positivo, a volte mi lasciava veramente perplesso.
Comunque. Luciano aveva sul suo cellulare una applicazione che gli faceva il conto alla rovescia di quanto tempo gli mancava per andare in pensione. Tutti giorni mostrava il display annunciando che mancavano solo, tipo, 3422 giorni. E tutti lo prendevamo in giro. Soprattutto io, che all'epoca avevo una quarantina d'anni, a tutto pensavo fuorché alla pensione ed un atteggiamento del genere mi sembrava davvero assurdo. Da fuori di melone. Ma come si fa, dico io, come si fa.
13 marzo 2023
Gli anni di piombo
Oggi su La stampa c'era un articolo che parlava dei famigerati anni di piombo, il periodo in cui l'Italia - ma soprattutto Torino - ha vissuto la minaccia del terrorismo e della lotta armata. L'articolo ha richiamato la mia attenzione proprio perché io sono nato nel 1970 - anche se non è semplice parlare di quel periodo perché i miei ricordi, per quanto di prima mano, sono necessariamente quelli di un bambino.
"Era una Torino irreale, quella ai tempi del terrorismo, tra la fine degli Anni 70 e i primi 80. Sirene continue, auto blindate che schivavano il traffico saltando i semafori, posti di blocco, luoghi presidiati. Quasi ogni settimana agguati, ferimenti, attentati, morti ammazzati, azioni dimostrative. Un nemico subdolo da fronteggiare, che poteva colpire chiunque e ovunque: forze dell’ordine, giudici, dirigenti industriali, giornalisti, avvocati, capisquadra, agenti di custodia. C’era paura a uscire, ad avvicinarsi a caserme, tribunali, fabbriche, sindacati, uffici comunali o regionali, sedi dei quotidiani"
E sticazzi? All'epoca del sequestro Moro io non avevo neanche 8 anni. Andavo a scuola, nel quartiere di periferia dove ho vissuto dall'età di 5 anni. Andavo in chiesa, al catechismo. E scendevo in cortile, a giocare a pallone con tutti gli atri bambini. Stop. Non mi avvicinavo a caserme, tribunali, uffici. Ero un bambino.
Ricordo un giorno di maggio, ero a catechismo e mia mamma venne a prendermi (strano, perché sono sempre andato da solo). Aveva una gran fretta di tornare a casa, mia mamma, quasi mi trascinava, dicendo "corri, fai in fretta". C'erano un sacco di poliziotti e carabinieri, per strada, ma io non ci facevo nemmeno caso... ero un bambino. Ricordo poco o nulla degli anni '70 e quel poco che ricordo è luce, sole, felicità, Goldrake, giocare, i compagni di scuola, gli amici, il gelato che costava 50 lire, le vacanze estive in campagna dai nonni. Di certo non ricordo nulla che avesse a che vedere con il piombo.
07 marzo 2023
Leggere
Sono sempre stato un lettore. Ho imparato a leggere a 4 anni e leggevo qualsiasi cosa. Certo, i fumetti sono stati il mio primo amore, ma non disdegnavo le etichette dei detersivi o i fotoromanzi che trovavo in campagna, d'estate, abbandonati lì dalle mie zie.
Con l'adolescenza e l'età adulta ho scoperto la biblioteca e la possibilità di leggere libri in prestito. Ho conosciuto scrittori e scrittrici italiani e stranieri. Romanzi, thriller, avventura, horror. Ho scoperto Stephen King, Grisham, Koontz, Clive Cussler, Wilbur Smith, Lansdale. Quando Claudia e Natalia hanno cominciato a leggere, le ho portate in biblioteca ed hanno fatto la loro tessera. A volte ricordo quando andavamo assieme tutti e tre, è un bellissimo ricordo.
Poi, non ricordo benissimo il motivo, nel 2014 ho comprato il mio primo e-reader. Il motivo non lo ricordo ma posso immaginarlo... in biblioteca potevo prendere massimo 3 libri ogni 3 settimane - ma spesso non trovavo quello che cercavo, se cercavo un autore\un libro in particolare - e così mi facevo ispirare da titoli e copertine. E poi bisognava andare fin lì... tutte le volte, tassativamente, se si tardava nella restituzione poi non si potevano prendere altri libri.
Con il mio Kobo ho scoperto un mondo e - soprattutto - la possibilità di accedere a qualsiasi autore, libro, genere, storia. E non parlo necessariamente di qualcosa di illegale - esistono in rete centinaia di siti che distribuiscono gratuitamente migliaia di libri.
Va da sé che il mio modo di leggere è cambiato, così come i miei ritmi di lettura. Con il Kobo leggo in macchina (quando sono fermo, ovviamente), sul divano, in coda alle poste, mentre aspetto l'autobus, in treno, insomma, non appena ho 5 minuti riesco a leggere qualche pagina - cosa che con un libro cartaceo diventa difficile per motivi pratici.
Di conseguenza sono aumentati anche i volumi: il numero di libri letti è passato da circa una ventina l'anno ad una media di 70-80 libri. 6-7 libri al mese.
03 marzo 2023
L'economia della serata
"Ciao Pino, scusa se ieri sera ti ho lasciato fuori, ma ho cercato di ottenere il massimo dalla formazione per conseguire questa importante vittoria. È andata bene! Il 23 marzo inizierà il girone di ritorno ed avremo di nuovo due partite in casa, quindi ti sarà comodo esserci e farò di tutto per farti giocare. La tua presenza non è meno importante di quella degli altri nell'economia della serata"
Campionato provinciale a squadre. Giochiamo in casa. Nella prima parte della serata non ci sono.
Ok, ci sta, faccio l'arbitro.
Chiudiamo la prima frazione 3 a 1 per noi.
Ci riuniamo per decidere la formazione della seconda frazione, io non ci sono perché "dobbiamo vincere".
Ora, a me sta bene tutto. Sono tutti più forti di me? SIETE tutti più forti di me? Allora perché sono stato convocato anche io? Solo per fare l'arbitro? Per giocare una frazione di staffetta solo se vinciamo 4 a 0? Sono stato 4 ore in piedi e mi è venuto mal di schiena, e tutto per cosa? Sto vivendo un brutto periodo dal punto di vista lavorativo e il biliardo per me è una valvola di sfogo: se devo farmi il sangue amaro, non va bene. Non va per niente bene.
sul 'siete tutti più forti di me', bè, parliamone. Il "titolare" del primo incontro ne ha persi 3 su 4. e ha chiuso la prima frazione della staffetta sotto di 30 punti. Davvero avrei potuto fare di peggio?
Non ho intenzione di rispondere al messaggio. Parlerò con il capitano a voce, alla prossima occasione, dicendogli con tutta tranquillità quello che penso. Nelle altre squadre le 3e categorie giocano con regolarità. Se nella mia squadra non deve essere così, farò le opportune valutazioni.
Ascoltare
Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraver...
-
"Su Instagram e TikTok sta diventando sempre più virale un trend che guarda indietro invece che avanti. Foto sgranate, filtri vintage, ...
-
Non mi diverto più. Per la prima volta, dopo 13 anni, non ho fatto la tessera di federazione. Niente gare per me, quest'anno. Credevo ch...
-
La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose. E le cose buone non muoiono mai.



