16 dicembre 2021

Vorrà pur dire qualcosa

Oggi mi hanno chiamato, sul lavoro. Un operatore TLC di Milano, con il quale ho collaborato un po' di anni fa, poi solo sporadicamente. Ha saputo che sono in uscita, mi ha chiamato appositamente per salutarmi e per ringraziarmi di tutto quello che ho fatto in questi anni, per l'aiuto che gli ho dato, per la pazienza.

Se devo essere onesto, non ricordo un caso particolare in cui abbia risolto un problema a Paolo (così si chiama). O magari a me al momento è sembrata una cosa di poco conto, mentre per lui il mio supporto è stato veramente di grande aiuto, non so.

Fatto sta che mi ha fatto veramente piacere.

Insomma, vorrà pur dire qualcosa


09 dicembre 2021

-16

 In ogni attività umana il momento più delicato è l’atterraggio. L’uscita di scena. 

Quando si scopre sulla propria pelle che una vita di progetti, condivisioni e declamato spirito di squadra evapora in un attimo, lasciandoti addosso una sensazione di vuoto, ma anche di pieno. 

Hai compiuto il tuo dovere e la macchina che adesso va tranquillamente senza di te è in grado di riuscirci perché tu l’hai condotta fin lì senza farla uscire di strada.

26 novembre 2021

Piccole debolezze

Sean: E allora chiamala, Romeo.

Will: Così mi rendo conto che non è poi tanto intelligente? Che mi rompe i coglioni? Sì, insomma, ecco, questa ragazza, cazzo! è perfetta ora; non voglio rovinare questo.

Sean: Forse tu sei perfetto ora. Forse è questo che non vuoi rovinare. Questa la chiamerei una "super filosofia", Will, così puoi in effetti passare tutta la vita senza dover conoscere veramente qualcuno... Mia moglie scoreggiava quando era nervosa. Aveva una serie di meravigliose debolezze. Aveva l'abitudine di scoreggiare nel sonno! [ridono] Scusa se ti racconto questa cosa. Una volta fu talmente forte che svegliò il cane! [ridono] Si svegliò anche lei e mi disse: "sei stato tu?"; e io: "sì"... Non ho avuto il coraggio.

Will [ridendo]: Si è svegliata da sola?

Sean: Eh, sì! [ridono]... Oh, Signore... aah, ma, Will, è morta da due anni e questo è quanto mi ricordo. [Will smette di ridere] Momenti stupendi, sai, piccole cose così. Però... sono queste le cose che più mi mancano. Le piccole debolezze che conoscevo soltanto io. Questo la rendeva mia moglie. Anche lei ne sapeva delle belle sul mio conto, conosceva tutti i miei peccatucci! Queste cose la gente le chiama imperfezioni, ma non lo sono. Sono la parte essenziale. Poi dobbiamo scegliere chi fare entrare nel nostro piccolo strano mondo. Tu non sei perfetto, campione. E ti tolgo dall'incertezza: la ragazza che hai conosciuto, non è perfetta neanche lei. Ma la domanda è se siete o no perfetti l'uno per l'altra. È questo che conta. È questo che significa intimità. Puoi sapere tutte le cose del mondo, ma il solo modo di scoprire questa qui è darle una possibilità. Certo, non lo imparerai da un rincoglionito come me. E anche se lo sapessi non lo direi a un piscione come te."


21 ottobre 2021

-49

 Sai cosa mi ricorda? Mi ricorda quando finivano le vacanze.

Sai quando.. si andava a scuola, no? finivano le vacanze e bisognava tornare a casa. Ecco, questa atmosfera mi ricorda quel momento lì.

13 ottobre 2021

Ops, i did it again

Ricomincia anche per me la stagione agonistica. Alpignano, prima prova istituzionale per il campionato provinciale di terza categoria.

Si gioca alle 22:30, non conosco il mio primo avversario. Pronti, via, lui gioca abbastanza ordinato, io sono un po' legato. Sbaglio un dritto, rimpallo, bevo 13 punti e lui va in fuga, 40 a 16.

A questo punto ho cominciato a concentrarmi e a rosicchiare punti, piano, in modo tignoso. Continuo a nascondere le biglie e ad un certo punto lo costringo ad un errore clamoroso, beve 12 punti e biglia libera. Mi avvio baldanzoso a vincere il primo set.

Il secondo non ha avuto molta storia, subito avanti e ci sono rimasto.


Nel frattempo si sono fatte le 23:30.
Seconda partita, avversario anzianotto - e sconosciuto, che però ha vinto anche lui 2-0 la prima.

Inizia lui, beve 12 sull'acchito e poi realizzo un fisso: 20 a zero dopo i primi due tiri. La testa comincia già a pensare alla finale, e il mio avversario ne approfitta. Non è un giocatore sopraffino, ma un bombardiere: appena la vede di prima ci spara dentro. Recupera presto lo svantaggio, mi supera, lo riprendo a fatica ma all'ultimo tiro chiude il primo set.
Secondo set, l'ho inquadrato ma devo sempre fare molta attenzione. Ricomincio a giocare in modo tignoso come prima, magari pochi punti ma biglie sempre a posto e vinco il secondo set.
Il terzo non ha storia: lo chiudo in scioltezza e si va in finale


ore 00:40. Le altre partite sono tutte finite siamo rimasti solo noi. 
Biliardo numero 5, l'unica volta che ci ho giocato ho perso malamente con un non-giocatore...
L'avversario stavolta lo conosco, anche se solo di nome. Ostico, da quello che ricordo.

Si comincia. Perdo di nuovo l'acchito.
Lui parte in quarta. Non sbaglia nulla: dritti, giri, anche le garuffe. Io invece arranco ma stringo i denti. 
Ricomincio il gioco fastidioso, sparagnino. Recupero interamente lo svantaggio, ma sbaglio la difesa e rimango sotto, e lui non sbaglia. 1 a 0.

Seconda partita, inizio io, ma lui continua a sbagliare davvero poco. Continuiamo a procedere abbastanza appaiati, lui mi lascia uno striscio molto pericoloso con la sua vicina al castello. Con i panni nuovi, boh, l'ho provato ma è l'una passata e non ci capisco più molto. Ci provo lo stesso, grande misura, biglie nel castello e sono in chiusura. Lui tenta un miracolo di svirgola e - giustamente - sbaglia e mi regala il set. Oh, siamo terze categorie! 1 a 1.

Terza partita. Dopo pochi tiri 18 a 2 per lui. Io sono stanco ma stringo ancora i denti e smetto di guardare l'orologio. Si ricomincia. 2 e difesa, pallino e difesa, 4 e difesa. Con un parziale di 20 a 4 arriviamo sul 22 pari. Continuiamo ancora così fino al 32 a 28, poi succede il "fattaccio".
Io tiro un pallino e la rimanenza è abbastanza fortunosa: biglie attaccate, vicino alla sponda corta.
Lui se la guarda, se la riguarda, se la riguarda ancora. Poi fa l'unico tiro che non doveva fare: tenta un massè. Fa un angolo e 4 punti, ovviamente l'arbitro dice "Sinigaglia, 6 e tiro libero". E giustamente.
Una delle prime cose che mi hanno detto quando ho iniziato a gareggiare, è stato che in queste occasioni l'arbitro ti chiama SEMPRE il fallo. Ed è inutile discutere. Lui invece discute e come, alza la voce, continua a sostenere le sue ragioni.
Biglia libera. Io ci tiro. 8 punti e difesa. Lui dice a voce alta "Complimenti per la sportività".
Io sempre zitto. Sportività? Lui sbaglia scelta di tiro e commette fallo, ed io dovrei giocare la rinuncia?
Non ci penso nemmeno.

32 a 47, ma la partita oramai è finita. Lui continua a lamentarsi e spara alla cieca, io sempre in silenzio e faccio il mio gioco. E lo faccio anche abbastanza bene. Chiudo con un pallino da 4 di colpo sotto.




Lui continua a lamentarsi con l'arbitro e con me per la "sportività". Io mi avvicino e gli faccio: "Senti, hai parlato solo tu ed io sono stato zitto. Adesso ti dico una cosa: ma tu quante gare hai fatto? Ma non lo sai che se tiri così ti chiamano fallo sempre?" e lui: "E, comunque complimenti. Io, su un errore dell'avversario, non tiro mai". "Errore? ma che errore? hai sbagliato scelta di tiro, hai fatto fallo e io dovrei rinunciare al tiro in nome di che cosa?"
Niente, se ne va. Non mi stringe la mano, nemmeno all'arbitro, non saluta nessuno ed esce insieme all'avversario della prima partita (sono dello stesso CSB), che invece è cordiale, ci salutiamo. 

Uscito, mi avvicino di nuovo per salutare, ma di nuovo non risponde e mi guarda male. 
Problemi suoi. Torno a casa sulle strade deserte, sono le 02:00, e lancio un urlo liberatorio mentre sono in macchina. Vincere è sempre una bella sensazione.






28 settembre 2021

Sogni

 C'è chi fa dei sogni normali e poi ci sono io.

Nei miei sogni ci sono, nell'ordine:

- la macchina di mia cognato che viene spinta in piscina, ma lui se ne fotte allegramente;

- mia suocera che al telefono mi dice di non fare il furbo e che le spese per la macchina le devo pagare io;

- un invito ad un party così esclusivo che per raggiungerlo bisogna andarci con il trenino delle montagne russe;

- Papa Francesco che mi chiede se gli faccio compagnia, prima nella visita ad una cattedrale (dove il parroco gli chiede un documento, e io gli rispondo "Ma sei scemo?") e poi a pranzo

Quindi mi sveglio, alle 5 di mattina, con un gran mal di testa (probabilmente causate da tutte queste minchiate) 


23 settembre 2021

Autunno

 Ieri alle 21:20 c'è stato il solstizio. L'estate è ufficialmente finita e siamo in autunno.

Basta pantaloni corti, basta t-shirt. E' ora di tirare fuori nuovamente pantaloni, felpe, maglie, il parka.

Ho sentito gente contenta, finalmente, non se ne può più del caldo, basta, evviva il piumone e i maglioni.

C'è una sola risposta possibile: andate a fare in culo.

17 settembre 2021

Comfort zone

 - Vedila come una opportunità... così puoi uscire dalla tua comfort zone

- E perché? Voglio dire, ci sarà un motivo se si chiama COMFORT ZONE, no? Perché dovrei uscirne?

- ...

03 settembre 2021

Destino

Ho capito un piccolo segreto riguardo alla vita: anche se cammini sul marciapiede e paghi sempre le bollette e usi le salviette disinfettanti, possono succederti comunque delle cose brutte. 

Forse puoi minimizzare il rischio se sei accorto e provi a prevedere ogni singolo problema in anticipo. 

Ma il tuo destino ti troverà comunque, non importa quanto ti nascondi.

29 luglio 2021

Tanti auguri, papà.

 Sono due anni che non ci sei più, eppure i giorni continuano ad andare avanti come se niente fosse.

Oggi è il 29 luglio, avresti compiuto 84 anni.


Ti ricordo così, con quel mezzo sorriso ironico che avevi sempre. Buon compleanno, papà.

21 giugno 2021

Energia

A volte basta davvero poco: una canzone, una fotografia, un film, una storia, per riportarti indietro nel passato. Il film che ho visto ieri sera, ad esempio, è la storia di un quindicenne che fonda una band, nell'Irlanda degli anni 80, per fare colpo su una ragazza di cui è innamorato.

Ragazzi, la potenza di quei sentimenti... Innamorarsi a 15 anni non è nemmeno lontanamente paragonabile a qualsiasi sentimento proverai nel corso della vita adulta. L'amore quindicenne ha una forza non misurabile, produce ondate di energia in grado di muovere il mondo.

La cosa brutta è che da adulti non ce lo ricordiamo più. O meglio, possiamo anche ricordarci di quel primo bacio, di quella prima ragazza, di quella elettricità che faceva venire i brividi anche solo a stare vicini... ma non ci ricordiamo più come si fa.


 

11 giugno 2021

Peggio

2 anni fa, papà. l'ultima notte in cui hai avuto ancora un barlume di coscienza, in cui hai provato ad alzarti dal letto e a chiedermi di accompagnarti in bagno. L'ultima notte in cui ci siamo parlati.

Quella fu l'ultima volta che ci parlammo e nessuno dei due lo sapeva. Non lo sappiamo mai, vero? Almeno avevamo finito scambiandoci parole d'affetto. Mi resta questo. Non è molto, ma è qualcosa. Ad altri va peggio. È quello che mi dico nelle lunghe notti in cui non riesco a dormire.

Ad altri va peggio.



28 maggio 2021

se la vita ti dà limoni, fai una limonata

...meglio se cerchi anche di fartela piacere.

Ho cominciato a leggere i libri di Alice Basso quasi per caso, non ero molto convinto. L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME, boh, non lo so, il titolo alla Wertmuller non mi convinceva. Mi sembrava una cagata simil-nordica, tipo "il pensionato che saltò dalla finestra e scomparve" o qualcosa del genere.

Ma sbagliavo. Oh, quanto sbagliavo.

Innanzitutto: Torino. Da buon campanilista, adoro tutto quello che narra della mia città. Torino non è presente solo nei luoghi del romanzo, dato che i personaggi si muovono nelle sue strade, ma si riconosce anche nelle piccole cose, nelle piccole sfumature della cultura piemontese.

Poi, la protagonista, Vani Sarca. Una ragazza dark-punk con un atteggiamento nichilista e menefreghista, ma capace di una empatia non comune e comunque molto migliore di quanto lei stessa sarebbe mai disposta ad ammettere.

Le storie non sono poi chissà che cosa, tutte ambientate nel modo degli scrittori e degli editori. Ma i personaggi sono ben delineati, accattivanti, ti piacciono subito. Alice scrive bene, ti prende e fa in modo che ogni volta tu dica "ancora un altro capitolo e poi smetto".

Ho letto critiche su stile, contenuti, messaggi. Oh, che palle. Ma cosa cercate in un libro? cosa si cerca in un libro?

Io cerco svago ed evasione. Cerco emozioni. Ed alla fine dell'ultimo libro ci è mancato poco che mi scappasse una lacrimuccia. QUESTO è quello che cerco, e nei libri di Alice lo trovo.   




24 maggio 2021

Zitti e buoni


 

Eurovision. Diciamo la verità, non se lo è mai cacato nessuno.

Sono lontani i tempi delle partecipazioni degli ABBA negli anni '70, ma anche di Claudio Villa, Gigliola Cinquetti, Gianni Morandi e Iva Zanicchi e perchè no dei Ricchi e poveri, dei Matia Bazar, di Mia Martini, di Riccardo Fogli e del maestro Battiato.

Già, perchè salvo periodi particolari è da sempre il vincitore del Festival di Sanremo il candidato a partecipare all'Eurovision Song Contest, salvo rinunce ovviamente.

E negli ultimi anni il livello musicale di Sanremo è stato parecchio deprimente. Voglio dire: Mahmood, Il Volo, Gabbani, Diodato, Ermal Meta e Fabrizio Moro... Raphael Gualazzi. 

E non è che gli altri paese facessero di meglio, intendiamoci. Alcuni non fanno di meglio nemmeno adesso.

Ma quest'anno c'è stata una ventata di rinnovamento. A Sanremo hanno trionfato i Maneskin, giovane gruppo rock under20 (!!!) che da sempre ha diviso: o li si ama, o non li si sopporta. Io faccio parte della prima categoria. Con molta calma, chè 'amare' è un parolone e l'eccessiva idolatria mi ha sempre dato fastidio.

Comunque.

A me piacciono i Maneskin perchè sono giovani. Perchè sono potenti. Perchè non sono costruiti, o almeno non sembra che lo siano. Sono quasi teneri  quando scoppiano in lacrime per l'emozione, sotto la loro aria da (finti) duri. E poi perchè fanno GOOD OLD ROCK, mica cotica.

Insomma, mi piace ascoltarli e mi è piaciuto vederli esibirsi , ma soprattutto mi è piaciuta la reazione degli inviati, del pubblico, dei critici e di chi ascolta il pezzo per la prima volta ed esclama "i never heard before sometingh similar in Eurovision!!!" ma soprattutto "i didn't expect something similar from Italy! a rock song? in italian? sounds great!"

Sono giovani, sono belli, sono freschi, sono autentici e sono italiani. Tutte queste qualità assieme sono rare a vedersi. Viva la musica, viva i Maneskin.

Ah, ai francesi che ci sono rimasti male perchè quel cane morto della loro cantante pensava di poter vincere e per questo hanno montato la polemica sul fatto che Damiano tirasse coca, si può rispondere in un solo modo: SUCA.



18 maggio 2021

Addio, maestro

 

A prescindere dal tempo che ci è concesso su questa terra, quando una persona straordinaria se ne va penso sempre che debba essere più forte la gioia di averla avuta che il dolore di averla perduta. C'è così tanto grigiore umano che una luce, che sia lampo o fonte, è uno dei pochi segnali della possibilità di una sublime architettura, del Bello, nel caos.




22 aprile 2021

Lasciatemi andare

Quando sarò andato, allora lasciatemi andare.
Lasciatemi andare via,
ho così tante cose da fare e da vedere.
Non piangete quando pensate a me,
siate grati per gli anni bellissimi
che vi ho dato con la mia presenza.
E potete solo immaginare quanta felicità
voi avete donato a me.
Vi ringrazio per l’amore che voi mi avete dimostrato.
Ora è arrivato il momento di viaggiare da soli.
Soffrirete per qualche tempo.
La speranza vi rafforzerà e vi porterà conforto.
Saremo separati per un po’.
Lasciate che i bei ricordi alleviano il vostro dolore.
Io non sono lontano e la vita va avanti.
E se ne avete bisogno, chiamatemi pure e io verrò.
Anche se non mi vedete e non mi potete toccare,
io ci sarò.
E se ascoltate nei vostri cuori ,
sentirete chiaramente la dolcezza dell’amore
che vi porterò.
E quando per voi arriva il momento di andare,
Sarò lì per voi per darvi il benvenuto.
Non andate alla mia tomba per piangere,
io non ci sono, non dormo.
Sono mille venti che soffiano,
Io sono lo scintillio dei cristalli di neve
Io sono l’oro scintillante dei campi di grano,
Sono le dolci piogge autunnali,
Io sono il risveglio degli uccelli nella tranquillità del mattino,
Io sono la stella che brilla di notte.
Non andate alla mia tomba per piangere.
Io non ci sono.
Io non sono morto.

(Preghiera indiana)

13 aprile 2021

Quando la casa dei nonni si chiude

Penso che uno dei momenti più tristi della nostra vita sia quando la porta di casa dei nonni si chiude per sempre. Quando chiudiamo la casa dei nonni finiamo anche i pomeriggi felici con zii, cugini, genitori, fratelli.

È difficile accettare che tutto questo abbia una scadenza, che un giorno tutto sarà coperto di polvere e la risata sarà un lontano ricordo di tempi forse migliori.

La casa dei nonni è sempre piena di sedie, non si sa mai se un cugino porterà la sua ragazza, perché qui tutti sono i benvenuti. Ci sarà sempre il caffè pronto o qualcuno disposto a farlo.


Chiudere la casa dei nonni significa dire addio alle storie della nonna e ai consigli del nonno, ai soldi che ti danno segretamente dai tuoi genitori come se fosse una cosa illegale, al piangere dal ridere per qualsiasi sciocchezza.

È dire addio all'emozione di arrivare in cucina e scoprire le pentole e assaporare il "cibo della nonna". Per me è significato dire addio alle fette di pane grosso con il pomodoro, olio e sale. Addio all'odore di legna bruciata, quando il nonno accendeva la stufa. Addio alla rugiada del mattino, al profumo dell'erba e della terra bagnata, al vento e all'umidità. Addio al latrare dei cani. Addio al tufo ed ai portoni di legno, all'odore di gasolio e polvere.

Quindi, se hai la possibilità di bussare alla porta di questa casa e qualcuno ti apre, cogli ogni attimo, perché avere i tuoi nonni, stare seduti ad aspettare di baciarti è la sensazione più grande, meravigliosa, che si può sentire nella vita.

Godetevi la casa dei nonni, perché arriverà un momento in cui nella solitudine delle vostre pareti, se chiudete gli occhi e vi concentrate, potrete sentire forse l'eco di un sorriso o di un grido intrappolato nel tempo. Del resto, posso dire che quando li riaprirai, la nostalgia ti prenderà e ti chiederai: perché tutto è passato andato così velocemente?

E sarà doloroso scoprire che non se n'è andato: siamo noi che lo abbiamo lasciato andare.

Una scrivania vuota

 


Questo era il mio ufficio. La mia scrivania.

Da novembre 2014 ci sono andato ogni giorno, dapprima con fastidio (non conoscevo nessuno, era tutto diverso, orari, persone, posti, persino il caffè), poi con piacere, o quantomeno con una sorta di pacata rassegnazione. Un poco alla volta ho cominciato a familiarizzare con le altre persone dell'ufficio; poi dopo pochi mesi mi ha raggiunto Daniela, a seguire anche Bruno, Roberta e Silvia. 

Facevamo già smartworking da tempo, anche se solo per un paio di giorni alla settimana. Poi è venuto il 2020 e tutto è andato a rotoli.

Qualche giorno fa ci hanno comunicato che, visto il perdurare della situazione e seguendo una precisa politica aziendale, le postazioni fisse sarebbero state 'disassegnate' e di recarci in sede, non appena possibile, per il ritiro di eventuali effetti personali.

Il mio portapenne. La mia agenda planning. Le foto delle mie figlie. Le conchiglie, il gufetto portafortuna, il pupazzetto di Materazzi e tutte le cagate che c'erano sopra. Anni di lavoro buttati nella carta straccia oppure stipati in borsoni che per il momento sono in garage e che non ho nemmeno voglia di guardare.

Tutto passa. Tutto cambia. Qualcosa fa male.




02 aprile 2021

Legami

La vita spezza i legami e lo fa senza chiederti il permesso: un giorno decide che tuo padre o tua madre, o un'altra persona a te cara, ha finito il suo tempo e tu sei lì a chiederti come farai a sopportare quel dolore.

Impari a conviverci, ti rassegni, in qualche modo sai che devi andare avanti.

Ed impari una grande cosa: la vita ti toglie la presenza, la voce, ma non i ricordi: tutto ciò che non potrai più toccare con mano lo porterai nel cuore.

22 marzo 2021

Utopia

L'utopia è come l'orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi.

Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi.
L'orizzonte è irraggiungibile.
E allora, a cosa serve l'utopia?
A questo serve: a camminare.

19 marzo 2021

19 marzo

Il mio papà che non c’è più.

ma in realtà ci sei sempre, papà. Sei nei miei sogni anche se non sempre li ricordo, sei nei miei sorrisi e nei miei pianti, sei nei miei pensieri ogni volta che avrei bisogno di un consiglio, di un aiuto, di una parola di conforto.

Grazie per tutto quello che mi hai dato e che mi hai insegnato.

Buona festa del papà. 


25 febbraio 2021

Sailing

 Well, it's not far down to paradise, at least it's not for me

And if the wind is right you can sail away and find tranquility
Oh, the canvas can do miracles, just you wait and see.
Believe me.



Sono così stanco

La storia si ripete, ancora una volta.

2004, mi confermano che il mio contratto presso il cliente non verrà rinnovato. La mia responsabile rideva, diceva 'che bello vieni a lavorare con me', 'la cassa integrazione? ma figurati! non ci pensare nemmeno'. Un paio di mesi dopo ho ricevuto la comunicazione di cassa integrazione. Dopo poche settimane, per fortuna, iniziavo il mio nuovo lavoro presso un altro cliente.

2014, per strane complicazioni di natura giuslavoristica il cliente decide che i consulenti, dopo un certo numero di anni, debbano essere obbligatoriamente rilasciati. Dopo un paio di mesi abbastanza agitati, e dopo parecchie notti insonni, mi confermano che devo sì andare via, ma posso continuare a lavorare in remoto. Alla fine cambia poco... alcune abitudini, il posto dove pranzare e i colleghi con cui prendere il caffè, ma a parte questo tutto procede

2021, mi comunicano che entro fine anno dovrò essere rilasciato, stavolta per davvero. Non ci sono più scappatoie, sembra. "Vedila come una opportunità, capisco che devi uscire dalla tua 'comfort zone', ma così avrai la possibilità di cambiare". Certo, ben venga il cambiamento. Ah scusa, ma se quando termino dal cliente non ho ancora una nuova attività, cosa succede? "eh, si va automaticamente in cassa integrazione". Ecco.

E io sono così stanco. 









22 febbraio 2021

"Garas"

 giovedì 18 febbraio, studio del notaio XXX in piazza Solferino, Torino. 

La proprietà del garage sito in... contrassegnato dal n. 107 è stata trasferita.




Si vedono ancora le pennellate di colore diverso che davi tu, papà. Il tuo garage, accanto a quello dello zio Lorenzo. Sempre vicini. Lo hai comprato assieme alla casa, 50 anni fa... e lo hai utilizzato da subito, anche se ci siamo trasferiti in quell'alloggio solo 4 anni più tardi.

Quando me lo raccontavi, da ragazzo, scuotevo la testa... cioè, tu partivi da casa tutti i giorni in autobus, arrivavi al garage, prendevi la macchina ed andavi al lavoro. E la sera compivi il tragitto inverso, tutto per non lasciare il tuo amatissimo 128 parcheggiato in strada.... adesso sorrido ricordandolo, dimostra solo l'essenza di cui eri fatto.

Avevi scelto tu a chi affittarlo. Forse approveresti anche tu, sapendo che adesso i proprietari sono quei due ragazzi che tanto ti piacevano.

03 febbraio 2021

Staccare

Una delle cose più belle del mare è che ci fa staccare completamente: lì stiamo bene, e per qualche ora dimentichiamo i problemi del mondo… Poi torniamo alla vita di tutti i giorni, e torna il fiato sul collo di ciò che ci fa sentire più fragili, indifesi e impotenti. 




18 gennaio 2021

Tornerà

Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo.

(F. Kafka)

13 gennaio 2021

The Usual Suspects

Chi e' Keyser Söze? Beh, pare che sia turco. C'è chi dice che il padre sia tedesco. Nessuno crede che esista davvero. Nessuno l'ha mai conosciuto, o visto qualcuno che abbia lavorato per lui. Ma a sentire Kobayashi chiunque avrebbe potuto lavorare per Söze. Non lo sapevano, era questo il suo potere. La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stata convincere il mondo che lui non esiste. Una delle storie che mi hanno raccontato i ragazzi e che io credo è di quando Söze stava in Turchia. C'era un gruppo di ungheresi che volevano formare una banda; avevano capito che per avere il potere non c'era bisogno di fucili, o di soldi, ne' di essere in molti. Serviva solo la volontà di fare quello che gli altri non vogliono fare. Dopo un po' arrivano al potere e prendono di mira Soze. Era un pesce piccolo, allora spacciava solo droga dicono. Arrivano a casa sua di pomeriggio, vogliono fregargli la roba; trovano la moglie e i figli in casa e decidono di aspettare Söze. Lui arriva a casa sua e trova la moglie violentata e i figli che urlano. Gli ungheresi sanno che Söze è un duro, e vogliono fargli capire che loro non sono da meno. Gli dicono che vogliono il suo territorio e tutto il suo giro. Söze guarda fisso negli occhi i suoi famigliari, e fa vedere a quegli uomini di ferro cosa sia una volontà di ferro. Gli dice che preferisce vedere la sua famiglia morta piuttosto che vivere un altro giorno dopo quanto è successo. Lascia libero l'ultimo ungherese, aspetta che la moglie e i figli siano sotto terra poi va a cercare il resto della banda. Uccide i loro figli, uccide le loro mogli, uccide i loro genitori, e i loro amici, brucia le case in cui vivono e i negozi in cui lavorano. Uccide perfino le persone che gli devono dei soldi, e come niente... PUF sparisce. Un clandestino, nessuno l'ha più visto da allora. Diventa un mito, una storia del terrore che i criminali raccontano ai figli "Se non obbedisci a papa' Keyser Söze ti porta via". Ma nessuno ci crede veramente.


Pensate di poter prendere Keyser Söze? Che uno come lui arrivi così vicino ad essere preso e rischi ancora? Se venisse fuori sarebbe solo per uccidermi.
Dopodiché credo che non ne sentirete più parlare.
«La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste» e come niente... sparisce. 
 

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...