28 maggio 2021

se la vita ti dà limoni, fai una limonata

...meglio se cerchi anche di fartela piacere.

Ho cominciato a leggere i libri di Alice Basso quasi per caso, non ero molto convinto. L'IMPREVEDIBILE PIANO DELLA SCRITTRICE SENZA NOME, boh, non lo so, il titolo alla Wertmuller non mi convinceva. Mi sembrava una cagata simil-nordica, tipo "il pensionato che saltò dalla finestra e scomparve" o qualcosa del genere.

Ma sbagliavo. Oh, quanto sbagliavo.

Innanzitutto: Torino. Da buon campanilista, adoro tutto quello che narra della mia città. Torino non è presente solo nei luoghi del romanzo, dato che i personaggi si muovono nelle sue strade, ma si riconosce anche nelle piccole cose, nelle piccole sfumature della cultura piemontese.

Poi, la protagonista, Vani Sarca. Una ragazza dark-punk con un atteggiamento nichilista e menefreghista, ma capace di una empatia non comune e comunque molto migliore di quanto lei stessa sarebbe mai disposta ad ammettere.

Le storie non sono poi chissà che cosa, tutte ambientate nel modo degli scrittori e degli editori. Ma i personaggi sono ben delineati, accattivanti, ti piacciono subito. Alice scrive bene, ti prende e fa in modo che ogni volta tu dica "ancora un altro capitolo e poi smetto".

Ho letto critiche su stile, contenuti, messaggi. Oh, che palle. Ma cosa cercate in un libro? cosa si cerca in un libro?

Io cerco svago ed evasione. Cerco emozioni. Ed alla fine dell'ultimo libro ci è mancato poco che mi scappasse una lacrimuccia. QUESTO è quello che cerco, e nei libri di Alice lo trovo.   




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