Al primo anno di elementari di mia figlia, mia moglie stringe amicizia con la mamma di un'altra bimba. E anche le due bimbe diventano amiche per la pelle, facendo in modo che i nostri contatti diventino più stretti.
Questa donna e suo marito sono calabresi e nel giro di pochi anni siamo stati risucchiati in un vortice di zeppole e peperoncino. E' stato quasi come entrare in famiglia, tanto che qualche anno fa siamo andati per la prima volta in vacanza con loro, in Calabria, al loro paese.
Siamo stati accolti dalla loro famiglia e dai loro amici ed abbiamo scoperti luoghi, odori, sapori speciali, nuove usanze, nuove abitudini ed un mare meraviglioso.
Da allora siamo tornati altre due volte lì, per le vacanze, e se fosse stato per me ci sarei tornato sempre. La scorsa estate ci siamo fermati per un mese. Il giorno che siamo ripartiti ho lasciato lì un pezzetto di cuore.
Poi, che è successo? boh. i rapporti tra le due ragazzine cominciano a guastarsi, non sono più due bambine ma due adolescenti e per forza di cose le cose cambiano. Purtroppo non cambiano solo tra di loro. Anche mia moglie e la mamma di questa ragazzina, che fino a poco prima sembravano due sorelle, hanno rapporti molto freddi - e tutto in relazione al fatto che le due ragazzine hanno bisticciato.
Ripeto, non lo so cosa è successo. So solo una cosa: l'epoca delle vacanze in Calabria è finita, e mi viene il magone al solo pensiero.
26 maggio 2016
Precarietà
Qual è il vero significato dalla parola PRECARIETA'?
"Instabilità, insicurezza, incertezza".
"Provvisorietà, contrassegnata dall'attesa di un peggioramento". Ecco, questa mi piace: "Contrassegnata dall'attesa di un peggioramento".
Precarietà. Ecco, c'è questa persona che, pur essendo un validissimo e professionale collaboratore, nel corso della sua vita lavorativa è passato per cassa integrazione e vari tentativi di mobbing, per convincerlo a dimettersi. Lavora con me da 3 anni, oramai, e non ho mai visto nessuno affrontare i noiosi compiti giornalieri con tanta energia e con tanto entusiasmo.
Ieri mi ha rivelato che dovrà sottoporsi a due cicli di chemioterapia. E l'ha fatto col sorriso sulle labbra, scrollando le spalle ed aggiungendo "che ci posso fare? nulla, è capitato e basta e bisogna affrontarlo. Mi spiace solo per il disagio che causo al gruppo di lavoro, farò il possibile per evitarlo".
Avrei tanto da imparare da questa grande persona.
"Instabilità, insicurezza, incertezza".
"Provvisorietà, contrassegnata dall'attesa di un peggioramento". Ecco, questa mi piace: "Contrassegnata dall'attesa di un peggioramento".
Precarietà. Ecco, c'è questa persona che, pur essendo un validissimo e professionale collaboratore, nel corso della sua vita lavorativa è passato per cassa integrazione e vari tentativi di mobbing, per convincerlo a dimettersi. Lavora con me da 3 anni, oramai, e non ho mai visto nessuno affrontare i noiosi compiti giornalieri con tanta energia e con tanto entusiasmo.
Ieri mi ha rivelato che dovrà sottoporsi a due cicli di chemioterapia. E l'ha fatto col sorriso sulle labbra, scrollando le spalle ed aggiungendo "che ci posso fare? nulla, è capitato e basta e bisogna affrontarlo. Mi spiace solo per il disagio che causo al gruppo di lavoro, farò il possibile per evitarlo".
Avrei tanto da imparare da questa grande persona.
23 maggio 2016
Vivere al mare
Ho appena finito di leggere il post di una blogger di Anzio, che parla di quanto sbagliato sia il luogo comune "ah che bello vivere al mare".
Parla di difficoltà, di disagi se studi o se lavori e sei costretto a fare il pendolare, dei mesi estivi che diventano insopportabili a causa dell'invasione dei turisti.
Posso essere d'accordo quasi su tutto (meno che sul mare d'inverno, quello no, non me lo toccate, grazie). Ma credo che si riesca ad apprezzare veramente qualcosa solo quando non la si può avere.
Tu sei nata al mare, sei nata con il rumore del vento nelle orecchie, con l'odore dei pini marittimi nelle narici, e non ti rendi nemmeno conto. Non ti rendi conto, credimi.
Non me la spiego del tutto, questa passione. Non sono un nuotatore, non impazzisco per le barche, non mi piace nemmeno la pesca. Ma il mare, chissà perchè, fa sempre capolino nei miei sogni. La spiaggia, verso il tramonto, deserta a parte il vento, con le ombre che si allungano e le onde che pigramente si spengono sulla sabbia ormai fredda.
Sogno spesso che prima o poi lo farò, il grande passo. Le figlie oramai sono cresciute, stanno per intraprendere la loro strada. E io ci spero, sempre.
Di svegliarmi, un giorno, aprire la finestra e sentire il rumore della risacca.
Parla di difficoltà, di disagi se studi o se lavori e sei costretto a fare il pendolare, dei mesi estivi che diventano insopportabili a causa dell'invasione dei turisti.
Posso essere d'accordo quasi su tutto (meno che sul mare d'inverno, quello no, non me lo toccate, grazie). Ma credo che si riesca ad apprezzare veramente qualcosa solo quando non la si può avere.
Tu sei nata al mare, sei nata con il rumore del vento nelle orecchie, con l'odore dei pini marittimi nelle narici, e non ti rendi nemmeno conto. Non ti rendi conto, credimi.
Non me la spiego del tutto, questa passione. Non sono un nuotatore, non impazzisco per le barche, non mi piace nemmeno la pesca. Ma il mare, chissà perchè, fa sempre capolino nei miei sogni. La spiaggia, verso il tramonto, deserta a parte il vento, con le ombre che si allungano e le onde che pigramente si spengono sulla sabbia ormai fredda.
Sogno spesso che prima o poi lo farò, il grande passo. Le figlie oramai sono cresciute, stanno per intraprendere la loro strada. E io ci spero, sempre.
Di svegliarmi, un giorno, aprire la finestra e sentire il rumore della risacca.
11 maggio 2016
ogni mattina
Tu, che all'incrocio ti fermi, consapevole che devi dare la precedenza, poi decidi che non te ne fotte nulla e ti butti, per di più rallentando subito dopo;
Tu, che fai lo slalom tra le corsie con l'affanno di recuperare una posizione, manco se fossero le qualifiche del GP, e poi ti butti nella corsia del pullman, stranamente libera, e ti accorgi che c'è il pullman ed è per questo che è libera e quindi sterzi senza mettere la freccia e noncurante del fatto che magari ci sia qualcun altro che arriva;
Tu, che guidi e cambi con una sola mano perchè l'altra è perennemente impegnata col cellulare, per parlare o - peggio - per chattare o guardare facebook;
si, dico a te. Vai a fare in culo.
Tu, che fai lo slalom tra le corsie con l'affanno di recuperare una posizione, manco se fossero le qualifiche del GP, e poi ti butti nella corsia del pullman, stranamente libera, e ti accorgi che c'è il pullman ed è per questo che è libera e quindi sterzi senza mettere la freccia e noncurante del fatto che magari ci sia qualcun altro che arriva;
Tu, che guidi e cambi con una sola mano perchè l'altra è perennemente impegnata col cellulare, per parlare o - peggio - per chattare o guardare facebook;
si, dico a te. Vai a fare in culo.
09 maggio 2016
la Dea bendata
che poi, uno spera sempre di vincere la lotteria.
Una volta qualcuno (il bel Renè, forse?) mi disse che le lotterie ed i giochi in genere sono il sogno degli incapaci, di quelli che non hanno ambizione. Chi ha voglia, ambizione, chi lavora duro, chi si impegna e spreme sudore non ha bisogno di buttare via 2 euro sperando nella Dea bendata, che chissà perchè non arriva mai.
Ho sempre pensato che avesse ragione, e poi ho sempre pensato che continuavo a buttare via uno o due euro alla settimana proprio perchè non ho voglia, non ho ambizioni, non mi impegno.
Ecco, a distanza di anni è cambiata una cosa fondamentale: continuo a non avere voglia, ambizioni ed impegno - ma non investo nemmeno più quei pochi euro nel sogno.
Un pò come la barzelletta dell'uomo che andava tutti i giorni in chiesa a pregare la Madonna di fargli vincere il Totocalcio, e dopo un po' la statua della Madonna, sfinita da tanta insistenza, si animò e rispose "Benedetto figliolo, io la grazia te la farei anche... ma tu almeno la vuoi giocare la schedina o no???"
Ecco, io non gioco la schedina. Hai voglia a sognare, così.
Una volta qualcuno (il bel Renè, forse?) mi disse che le lotterie ed i giochi in genere sono il sogno degli incapaci, di quelli che non hanno ambizione. Chi ha voglia, ambizione, chi lavora duro, chi si impegna e spreme sudore non ha bisogno di buttare via 2 euro sperando nella Dea bendata, che chissà perchè non arriva mai.
Ho sempre pensato che avesse ragione, e poi ho sempre pensato che continuavo a buttare via uno o due euro alla settimana proprio perchè non ho voglia, non ho ambizioni, non mi impegno.
Ecco, a distanza di anni è cambiata una cosa fondamentale: continuo a non avere voglia, ambizioni ed impegno - ma non investo nemmeno più quei pochi euro nel sogno.
Un pò come la barzelletta dell'uomo che andava tutti i giorni in chiesa a pregare la Madonna di fargli vincere il Totocalcio, e dopo un po' la statua della Madonna, sfinita da tanta insistenza, si animò e rispose "Benedetto figliolo, io la grazia te la farei anche... ma tu almeno la vuoi giocare la schedina o no???"
Ecco, io non gioco la schedina. Hai voglia a sognare, così.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Ascoltare
Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraver...
-
"Su Instagram e TikTok sta diventando sempre più virale un trend che guarda indietro invece che avanti. Foto sgranate, filtri vintage, ...
-
Non mi diverto più. Per la prima volta, dopo 13 anni, non ho fatto la tessera di federazione. Niente gare per me, quest'anno. Credevo ch...
-
La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose. E le cose buone non muoiono mai.
