Così, quando meno me lo aspettavo.
Ho ricominciato a gareggiare, anche se in modo molto blando... per la prima volta, mi sono iscritto al campionato provinciale di categoria.
Sabato 1 febbraio era in programma la terza tappa, presso il mio circolo.
Le prime due erano andate così così... Il presidente, prima della gara, mi dice "Pino, a seconda di come va oggi valutiamo se vale la pena iscriversi anche alle prossime tappe".
Pronti, via. Il primo avversario lo conosco, è tosto, credo che quest'anno possa salire di categoria.
Ma io sono stranamente calmo.
Due a zero secco, 60-48 e 60-44. Match mai in discussione. I birilli cadevano e per una volta anche la fortuna non mi ha voltato le spalle.
Arbitro, gioco subito? si.
Semifinale, contro un avversario che ha vinto in modo a dir poco rocambolesco.
Ed io continuo ad essere calmo.
Di nuovo due a zero, 60-9 la prima (letteralmente distrutto) e poi 60-52 la seconda, dopo un 'rilassamento' da parte mia che è durato più del dovuto, facendomi quasi rischiare la partita.
Ma è andata. Sono in finale. Non è la prima volta, e tutte le altre volte è andata male, Già, non ho mai vinto un girone. Al provinciale, in gara, mai in una competizione ufficiale. In più il 'peso' di essere l'unico giocatore del circolo ancora in gara. Tutti gli altri hanno perso. Nessuno, in questa settimana di gara, ha vinto il girone eliminatorio.
Aspetto che il mio avversario venga fuori dall'altra semifinale, ancora in corso. Una mezzora di pausa. Va bene, mi consente di staccare un attimo e di respirare, ma non così a lungo da perdere la concentrazione, o almeno spero.
Ci siamo, finale di girone. Non conosco il mio avversario. Stretta di mano, acchito, lo perdo.
L'avversario gioca con biglia bianca. E gioca bene. Io sono sempre calmo, però un pò stanco, sembra che un pò di lucidità sia andata. Prima partita: 43-60, mai in discussione. Lui ha giocato meglio, io ho sbagliato alcune scelte.
Con la coda dell'occhio intravedo, aldilà della vetrata, tutto il circolo che guarda la mia partita.
Seconda partita, inizia molto tattica e siamo pari per qualche minuto, poi succede l'impensabile. In altre occasioni simili mi sono lasciato sopraffare dagli errori; stavolta no.
Allungo. Un paio di tiri e di rimanenze fortunose, ma dire che il merito è tutto lì sarebbe troppo riduttivo. Finisce 60-34. Siamo in parità e ci accingiamo ad iniziare il terzo e decisivo match.
Non vedo più la gente che mi guarda, non mi accorgo che molti sono entrati e guardano la partita a pochi metri di distanza. Mi sento freddo. Implacabile. Le scelte sono quelle giuste. I birilli non si limitano a cadere, volano letteralmente. Finale 60-12.
Tutto il circolo esulta e mi fa i complimenti. Incredibile, sono il portabandiera del Kursal.
Mi avvicino al direttore di gara che mi fa firmare una ricevuta e poi mi consegna il premio partita. Poca cosa, per carità, ma è un premio dolcissimo.
Tutti continuano a farmi i complimenti e mi prendono anche simpaticamente in giro, ma non ha importanza. Un amico, tanto tempo fa, mi ha detto "ti basta un singolo evento, qualcosa che ti sblocchi". Chissà.


