ecco, forse è proprio ciò che dovrei fare, aprire gli occhi,
Nel senso di darmi una svegliata... sono 8 anni oramai che coltivo il sogno del biliardo, con velleità agonistiche del tutto ingiustificate.
Non mi sono mai qualificato per la finale di un torneo, anzi per dirla tutta ho mai vinto una batteria eliminatoria (se escludiamo una gara sociale natalizia, anni fa).
Non sono mai migliorato. Ho provato la via dei corsi, prima con un istruttore e poi con un corso che è durato 6 mesi, ahimè con scarsi risultati (ma non solo per colpa mia).
Avrei bisogno di fare delle lezioni, per correggere problemi di tecnica e di impostazione: ma non me le posso permettere.
Avrei bisogno di giocare di più, di passare più ore sul biliardo: ma non me lo posso permettere.
Quest'anno non ho ancora fatto una gara, perchè non mi posso permettere di buttare via 25/30 euro per una sola partita.
Gioco una volta alla settimana, due quando va bene - e già così mi vanno via 15-20 euro a settimana. A volte gioco discretamente, molto più spesso no. Ieri sera ho giocato 6 partite, per il torneo sociale del mio CSB. Le ho perse tutte e 6, e anche malamente.
In questi anni ho speso tantissimo, ogni anno per tessera, iscrizioni, pomeriggi passati sul biliardo e attrezzi\ammennicoli vari. MIGLIAIA di euro (qualcosa tipo 1500 euro solo di stecche). Forse è arrivato il momento di tirare le somme e di darsi una svegliata. Basta tessere, basta gare, basta. E' ora di considerare il biliardo come quello che è: un passatempo e nient'altro.
22 novembre 2018
12 novembre 2018
c'è qualcosa che mi sfugge
e non solo a me, temo.
all'alba dei 48 anni, vedo tanta gente attorno a me (amici, colleghi, ma anche semplici conoscenti) che dicono addio al mondo del lavoro per godersi la meritata pensione.
Mi mancheranno? certo. Li invidio? assolutamente si.
Abbiamo gradualmente abbandonato l'età in cui quando ci si ritrovava si parlava di sport, di motori o di figa, non necessariamente in quest'ordine.
Adesso ci troviamo in quella in cui si parla di pensione, quando ci vai, quando ci andrò, SE ci andremo, che fortuna lui\lei che ci sono andati. Vorremmo che il tempo passasse in fretta, che questi anni (10? 12? 13? boh) volassero per arrivare anche noi a quel traguardo.
E ci dimentichiamo che quando arriveremo al quel traguardo, saremo di 10, 12 o 13 anni più vecchi. Che il tempo avrà lasciato i propri segni su di noi e sui nostri affetti. E magari, quando succederà, ci troveremo ardentemente a desiderare di tornare indietro nel tempo, anche solo di quei 10, 12 o 13 anni.
all'alba dei 48 anni, vedo tanta gente attorno a me (amici, colleghi, ma anche semplici conoscenti) che dicono addio al mondo del lavoro per godersi la meritata pensione.
Mi mancheranno? certo. Li invidio? assolutamente si.
Abbiamo gradualmente abbandonato l'età in cui quando ci si ritrovava si parlava di sport, di motori o di figa, non necessariamente in quest'ordine.
Adesso ci troviamo in quella in cui si parla di pensione, quando ci vai, quando ci andrò, SE ci andremo, che fortuna lui\lei che ci sono andati. Vorremmo che il tempo passasse in fretta, che questi anni (10? 12? 13? boh) volassero per arrivare anche noi a quel traguardo.
E ci dimentichiamo che quando arriveremo al quel traguardo, saremo di 10, 12 o 13 anni più vecchi. Che il tempo avrà lasciato i propri segni su di noi e sui nostri affetti. E magari, quando succederà, ci troveremo ardentemente a desiderare di tornare indietro nel tempo, anche solo di quei 10, 12 o 13 anni.
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