22 aprile 2021

Lasciatemi andare

Quando sarò andato, allora lasciatemi andare.
Lasciatemi andare via,
ho così tante cose da fare e da vedere.
Non piangete quando pensate a me,
siate grati per gli anni bellissimi
che vi ho dato con la mia presenza.
E potete solo immaginare quanta felicità
voi avete donato a me.
Vi ringrazio per l’amore che voi mi avete dimostrato.
Ora è arrivato il momento di viaggiare da soli.
Soffrirete per qualche tempo.
La speranza vi rafforzerà e vi porterà conforto.
Saremo separati per un po’.
Lasciate che i bei ricordi alleviano il vostro dolore.
Io non sono lontano e la vita va avanti.
E se ne avete bisogno, chiamatemi pure e io verrò.
Anche se non mi vedete e non mi potete toccare,
io ci sarò.
E se ascoltate nei vostri cuori ,
sentirete chiaramente la dolcezza dell’amore
che vi porterò.
E quando per voi arriva il momento di andare,
Sarò lì per voi per darvi il benvenuto.
Non andate alla mia tomba per piangere,
io non ci sono, non dormo.
Sono mille venti che soffiano,
Io sono lo scintillio dei cristalli di neve
Io sono l’oro scintillante dei campi di grano,
Sono le dolci piogge autunnali,
Io sono il risveglio degli uccelli nella tranquillità del mattino,
Io sono la stella che brilla di notte.
Non andate alla mia tomba per piangere.
Io non ci sono.
Io non sono morto.

(Preghiera indiana)

13 aprile 2021

Quando la casa dei nonni si chiude

Penso che uno dei momenti più tristi della nostra vita sia quando la porta di casa dei nonni si chiude per sempre. Quando chiudiamo la casa dei nonni finiamo anche i pomeriggi felici con zii, cugini, genitori, fratelli.

È difficile accettare che tutto questo abbia una scadenza, che un giorno tutto sarà coperto di polvere e la risata sarà un lontano ricordo di tempi forse migliori.

La casa dei nonni è sempre piena di sedie, non si sa mai se un cugino porterà la sua ragazza, perché qui tutti sono i benvenuti. Ci sarà sempre il caffè pronto o qualcuno disposto a farlo.


Chiudere la casa dei nonni significa dire addio alle storie della nonna e ai consigli del nonno, ai soldi che ti danno segretamente dai tuoi genitori come se fosse una cosa illegale, al piangere dal ridere per qualsiasi sciocchezza.

È dire addio all'emozione di arrivare in cucina e scoprire le pentole e assaporare il "cibo della nonna". Per me è significato dire addio alle fette di pane grosso con il pomodoro, olio e sale. Addio all'odore di legna bruciata, quando il nonno accendeva la stufa. Addio alla rugiada del mattino, al profumo dell'erba e della terra bagnata, al vento e all'umidità. Addio al latrare dei cani. Addio al tufo ed ai portoni di legno, all'odore di gasolio e polvere.

Quindi, se hai la possibilità di bussare alla porta di questa casa e qualcuno ti apre, cogli ogni attimo, perché avere i tuoi nonni, stare seduti ad aspettare di baciarti è la sensazione più grande, meravigliosa, che si può sentire nella vita.

Godetevi la casa dei nonni, perché arriverà un momento in cui nella solitudine delle vostre pareti, se chiudete gli occhi e vi concentrate, potrete sentire forse l'eco di un sorriso o di un grido intrappolato nel tempo. Del resto, posso dire che quando li riaprirai, la nostalgia ti prenderà e ti chiederai: perché tutto è passato andato così velocemente?

E sarà doloroso scoprire che non se n'è andato: siamo noi che lo abbiamo lasciato andare.

Una scrivania vuota

 


Questo era il mio ufficio. La mia scrivania.

Da novembre 2014 ci sono andato ogni giorno, dapprima con fastidio (non conoscevo nessuno, era tutto diverso, orari, persone, posti, persino il caffè), poi con piacere, o quantomeno con una sorta di pacata rassegnazione. Un poco alla volta ho cominciato a familiarizzare con le altre persone dell'ufficio; poi dopo pochi mesi mi ha raggiunto Daniela, a seguire anche Bruno, Roberta e Silvia. 

Facevamo già smartworking da tempo, anche se solo per un paio di giorni alla settimana. Poi è venuto il 2020 e tutto è andato a rotoli.

Qualche giorno fa ci hanno comunicato che, visto il perdurare della situazione e seguendo una precisa politica aziendale, le postazioni fisse sarebbero state 'disassegnate' e di recarci in sede, non appena possibile, per il ritiro di eventuali effetti personali.

Il mio portapenne. La mia agenda planning. Le foto delle mie figlie. Le conchiglie, il gufetto portafortuna, il pupazzetto di Materazzi e tutte le cagate che c'erano sopra. Anni di lavoro buttati nella carta straccia oppure stipati in borsoni che per il momento sono in garage e che non ho nemmeno voglia di guardare.

Tutto passa. Tutto cambia. Qualcosa fa male.




02 aprile 2021

Legami

La vita spezza i legami e lo fa senza chiederti il permesso: un giorno decide che tuo padre o tua madre, o un'altra persona a te cara, ha finito il suo tempo e tu sei lì a chiederti come farai a sopportare quel dolore.

Impari a conviverci, ti rassegni, in qualche modo sai che devi andare avanti.

Ed impari una grande cosa: la vita ti toglie la presenza, la voce, ma non i ricordi: tutto ciò che non potrai più toccare con mano lo porterai nel cuore.

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...