Penso che uno dei momenti più tristi della nostra vita sia quando la porta di casa dei nonni si chiude per sempre. Quando chiudiamo la casa dei nonni finiamo anche i pomeriggi felici con zii, cugini, genitori, fratelli.
È difficile accettare che tutto questo abbia una scadenza, che un giorno tutto sarà coperto di polvere e la risata sarà un lontano ricordo di tempi forse migliori.
La casa dei nonni è sempre piena di sedie, non si sa mai se un cugino porterà la sua ragazza, perché qui tutti sono i benvenuti. Ci sarà sempre il caffè pronto o qualcuno disposto a farlo.
Chiudere la casa dei nonni significa dire addio alle storie della nonna e ai consigli del nonno, ai soldi che ti danno segretamente dai tuoi genitori come se fosse una cosa illegale, al piangere dal ridere per qualsiasi sciocchezza.
È dire addio all'emozione di arrivare in cucina e scoprire le pentole e assaporare il "cibo della nonna". Per me è significato dire addio alle fette di pane grosso con il pomodoro, olio e sale. Addio all'odore di legna bruciata, quando il nonno accendeva la stufa. Addio alla rugiada del mattino, al profumo dell'erba e della terra bagnata, al vento e all'umidità. Addio al latrare dei cani. Addio al tufo ed ai portoni di legno, all'odore di gasolio e polvere.
Quindi, se hai la possibilità di bussare alla porta di questa casa e qualcuno ti apre, cogli ogni attimo, perché avere i tuoi nonni, stare seduti ad aspettare di baciarti è la sensazione più grande, meravigliosa, che si può sentire nella vita.
Godetevi la casa dei nonni, perché arriverà un momento in cui nella solitudine delle vostre pareti, se chiudete gli occhi e vi concentrate, potrete sentire forse l'eco di un sorriso o di un grido intrappolato nel tempo. Del resto, posso dire che quando li riaprirai, la nostalgia ti prenderà e ti chiederai: perché tutto è passato andato così velocemente?
E sarà doloroso scoprire che non se n'è andato: siamo noi che lo abbiamo lasciato andare.



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