29 agosto 2024

Mai - 2

"Vuoi che te lo dica più chiaramente? C'è qualcuno che ha degli obiettivi (economici) legati al rilascio dell'app entro fine agosto. Per cui, bug o non bug, dobbiamo per forza rilasciare in produzione"

"Anche se non funziona?"

"Quello è un problema secondario".

Sempre più convinto che questo non sia più il mio lavoro.


26 agosto 2024

Mai

Quando ho iniziato a lavorare scrivevo codice. Funzionava così: il cliente ti chiedeva un software ("un programma", dicevamo ai tempi). Analisi, sviluppo. Test (funziona? si\no). Consegna. Era semplice, anche perché ho sempre lavorato nel mondo dello sviluppo stand-alone e in quello che oggi chiameremmo "dipartimentale" (cioè su PC). C'erano dei tempi, si, ma se si andava lunghi (e onestamente non ricordo una sola volta in cui mi sia successo) lo si diceva al cliente e lui rispondeva 'ok'.

Adesso il software è certamente più complesso. Il progetto in cui sto lavorando ora sviluppa l'app mobile per una banca. Ci sono un sacco di variabili e di attori coinvolti. Inoltre i test sono più complessi e molto, molto, molto più importanti (non si può consegnare a centinaia di migliaia di clienti una app che non funziona).

Detto questo: le tempistiche sono definite a tavolino. Dobbiamo (DOBBIAMO) rilasciare la versione x ad agosto, la versione x+1 ad ottobre, la versione x+2 entro fine anno. Gli sviluppatori devono lavorare su più versioni del sw in contemporanea. E, a mia memoria, non c'è stata una volta in cui siamo riusciti a rispettare le tempistiche prestabilite. Che significa? Che si lavora male? Possibile. Che il gruppo è sottodimensionato? Più che possibile. Che le stime sono fatte male? Una certezza. 

Ma ciò che è peggio è che sento dire cose del tipo "non possiamo sforare, piuttosto rilasciamo l'app con tutti i bug". Consegniamo qualcosa che non funziona, certo, ma lo facciamo nei tempi previsti.

Ho ripetuto fino alla nausea quanto sia stanco di questo lavoro. Ecco, questo è uno dei motivi principali: consegnare qualcosa che non funziona, pur di rispettare le pianificazioni, non è il mio lavoro, non lo è mai stato e non lo sarà mai.



  

Vent'anni

Questo 2024 rappresenta l'anniversario ventennale di un bel po' di cose successe nel lontano 2004.

Giugno 2004 - Fine della mia esperienza in IVECO\ITS\GlobalValue

Luglio 2004 - Comunicazione della cassa integrazione

Agosto 2004 - il 17 agosto, un martedì, iniziavo la mia esperienza in Sanpaolo ("INTESA" doveva ancora venire)

Avevo 34 anni. Claudia aveva 8 anni e Natalia ne aveva 3. Se penso a quante cosa sono cambiate, da allora, mi gira la testa.

23 agosto 2024

Loro

Lei è commessa in un presepe di neon
Guarda le macchine sul viale di periferia
Nessuno entra, nessuno la guarda
Vanno i passanti in un triste Natale
Lei è pallida, ha gli occhi azzurri
Un po’ spaventati, forse non è bella
Ma con grazia ripiega i vestiti non venduti
Dolcemente si annoia, ogni sera dell’anno
Dall'auto lui la vede, nella vetrina appannata
Un colpo di clacson è la sua serenata
Come la prima volta il cuore traballa
Lei ha gli occhi azzurri, forse non è bella
Ma lei è importante per lui
E lui è importante per lei
Anche se i giornali non ne parlano


Lui ha perso già tutti i capelli
Ha la pancia, è sempre vestito male
Guida il taxi in tuta, canta vecchie canzoni
Aspetta per ore sotto vecchi lampioni
Ma ogni notte lei lo aspetta sveglia
Ascolta i suoi passi, guarda i suoi gesti
Mentre un po’ goffo si spoglia
Lui sa di fumo e di benzina
Lei ha un pigiama da bambina
Il letto cigola, e si abbracciano
Lui è importante per lei
E lei è importante per lui
Anche se i giornali non ne parlano


Però stasera vogliono dimenticare
I pochi soldi, il mutuo, le vacanze non fatte
E vanno insieme alla pizzeria Pagoda
Lei ha i tacchi e un vestito fuori moda
Lui ha una camicia troppe volte stirata
E la cravatta con cui l’ha sposata
E ordinano vino, non importa quanto costa
Brindano e si guardano negli occhi
Ridono col cameriere che li tratta da ricchi
E sotto il tavolo lui le tocca il ginocchio
E lei lo provoca, con la spallina abbassata
E hanno ancora un sacco di cose da dirsi
Anche se la vita spesso chiude la bocca
E giorno dopo giorno ti vuole uguale
Lei è pallida, lui vestito male
Ma lui è importante per lei
E lei è importante per lui
Anche se i giornali non ne parlano

(Stefano Benni)

22 agosto 2024

Invecchiando

L'altro giorno il tubo led che ho sopra la cucina ha fatto scattare l'automatico. Un rapido controllo, l'interruttore mi sembrava un po' 'lento', ho pensato ok, dai, lo cambio.

Dopo un paio di giorni mi appresto a sostituirlo, e.. sorpresa: vado in crisi. Il nuovo interruttore è leggermente diverso dal vecchio, questo basta a mandarmi nel panico. Per un attimo penso addirittura di buttare via tutto e comprare tutto nuovo.

Poi mi faccio coraggio, respiro, vedo che in effetti potrebbe non essere l'interruttore perché ci sono due fili scollegati dal tubo. li sistemo, ricollego il tutto, lo provo (con un po' d'ansia) e... seconda sorpresa: funziona.

Ora io mi chiedo: perché sono sorpreso? (Che funzioni, intendo. L'essere andato in crisi è un po' meno sorprendente.) 

Se qualcosa ho imparato da mio papà sono questi piccoli lavoretti di manutenzione, soprattutto elettrici. E poi... tempo fa mi ero comprato il legno, ritagliato, sagomato, montato ed ho fatto il mobiletto porta-TV. Ora invece vado in ansia per un interruttore?

Non lo so se devo ringraziare il mio ex-capo, che il Signore lo conservi in salute, di tutta questa insicurezza. Anche al di fuori dal lavoro. Anche sulle piccole cose. 

O forse sto solo invecchiando.

16 agosto 2024

Finita

Fino a qualche giorno fa faceva caldo. Parecchio caldo. 

Caldo del tipo che sudi anche solo a star fermo. Caldo che di notte devi cambiarti perché la maglietta che indossi è zuppa di sudore. Caldo che si fa davvero fatica. Caldo d'estate, insomma. Anche qui al nord, anche qui a Torino.

Adesso, invece, la temperatura è scesa. Non arriverei al punto di dire che faccia freddo, eh. Ma è scesa. I soliti temporali spazzano l'aria e qualcosa sembra essere cambiato. Nel sole, nella luce. Si, insomma, ieri era il 15 agosto e da che mondo è mondo l'estate finisce. 

Qui al Nord, perlomeno.

A Taranto oggi la massima era di 40 gradi.

Null'altro da aggiungere

Questa estate, a Taranto, parlavo con una persona con un senso dell'onestà e dell'etica discutibile (è un discorso lungo, magari un giorno ci torno). Comunque, quest'uomo raccontava di aver vissuto diversi anni a Torino, da ragazzo, ma di essere poi tornato a Taranto perché a Torino faceva troppo freddo (parlava di temperature sottozero, ovviamente si parla di decine di anni fa).

Ma soprattutto perché gli mancava il mare.

Perché.

Gli mancava.

Il. 

Mare.

Penso che non ci sia null'altro da aggiungere.

13 agosto 2024

Simpatica

Agli ultimi che non hanno voglia di diventare primi, e che sorridono lenti verso il traguardo.

A chi crede che in un mondo così veloce, in cui tutto è immediatamente pubblicabile, essere lenti è un'eccellenza.

A chi non si vergogna di essere sé stesso.

A chi pensa che la vita sia una cosa simpatica.

12 agosto 2024

Tempo


Una vita di sacrifici e rinunce per arrivare fin qui.
Il premio? Due metri per uno.
Buoni o cattivi, ricchi o poveri, tutti uguali alla fine.
E mentre lotti per un pugno di false certezze o sicurezze, non ti accorgi che stai perdendo ogni giorno l'unico vero e grande valore che possiedi: il tuo Tempo.

09 agosto 2024

Terribile

'Se andate a parlare con i bambini dell'asilo o della prima elementare, troverete classi piene di appassionati di scienza. Fanno domande profonde. Chiedono: 'cos'è un sogno, perché abbiamo le dita dei piedi, perché la luna è rotonda, qual è il compleanno del mondo, perché l'erba è verde?' Sono domande profonde e importanti. Vengono fuori da sole. Se andate a parlare ai ragazzi dell'ultimo anno delle superiori, non c'è nulla di tutto questo. Non sono più curiosi. Tra l'asilo e l'ultimo anno delle superiori è successo qualcosa di terribile' 

(Carl Sagan, astronomo, divulgatore scientifico, scrittore, premio Pulitzer, astrochimico)

07 agosto 2024

Robin

Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda
 
C'ho una spina in gola che mi fa male, fa male, fa male
Fammi un'altra domanda
Che non riesco a parlare
Quel che vorrei dirti stasera è...
Non ha importanza.
È solo che a guardarti negli occhi mi ci perdo
Quando il cielo è silenzioso mi nevica dentro
 
E quanti inutili scemi per strada o su Facebook
Che si credono geni, ma parlano a caso
Mentre noi ci lasciamo di notte, piangiamo
 
Ti sei accorta anche tu, che siamo tutti più soli?
 
Perché passiamo le notti aspettando una sveglia?
 
Complichiamo i rapporti come grandi cruciverba
E tu mi chiedi "perché?"

Fammi un'altra domanda
Che non riesco a parlare
 
Come mai sono venuto stasera?
Come mai sono venuto stasera?
Bella domanda

06 agosto 2024

Volere è potere

Non ne posso più. Continuo a sentire ripetere "Volere è potere" e tutte le volte mi viene il sangue agli occhi.

Ne avevo già scritto tempo fa, riportando un articolo trovato sul web. Un articolo piuttosto lungo, ma ne riporto un brano che esprime appieno il mio pensiero, in termini sicuramente più educati.

Ripeterci che “volere è potere” aumenta la nostra mania del controllo e ci rende rigidi e impreparati di fronte agli eventi talvolta traumatici che ci capitano, dal lutto a un fallimento professionale, fino alle conseguenze di una pandemia. 

Spesso non consideriamo che la realtà intorno a noi si modifica, ci mette degli ostacoli sul cammino, e che impegno e tenacia non sono sufficienti per realizzare le nostre ambizioni. 

Fare del nostro meglio è sì importante, ma non significa procedere come muli e lasciarci spremere da meccanismi sociali che ci vogliono incrollabili. Significa accettare che non possiamo controllare tutto, che spesso siamo stanchi e perdiamo la fiducia e che in quei momenti non dovremmo permettere a nessuno – soprattutto a noi stessi – di colpevolizzarci o svilirci. 

Rischiamo di precipitare sempre di più in un abisso che ci vuole performanti, di successo, incapaci di riconoscere i nostri limiti e di accettare che a volte ci sentiamo stanchi e demotivati. E che va bene così.

Alimentare la retorica secondo cui se non riusciamo è perché non lo abbiamo voluto abbastanza, perché non ci siamo impegnati come avremmo dovuto, ci induce a svalutarci e a pretendere troppo da noi stessi, riducendo la nostra autostima e rischiando stress psicologico e burnout. 

Col risultato che iniziamo a pretendere troppo anche dagli altri. 

05 agosto 2024

Ci sto provando


 

Jules: Vuoi sapere cosa sto comprando, Ringo?

Ringo: Cosa?

Jules: La tua vita. Ti sto dando dei soldi perché non mi va di farti saltare il culo. Tu la leggi la Bibbia?

Ringo: No, direi di no.

Jules: Be', c'è un passo che conosco a memoria: "Ezechiele 25.17: «Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre; perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare ed infine a distruggere i miei fratelli. E tu saprai che il mio nome è quello del Signore quando farò calare la mia vendetta sopra di te»"[2]. Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il "signor 9 millimetri", qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che... tu sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo. Ci sto provando con grande fatica a diventare il pastore.


Momenti

Nei momenti migliori (cioè quando funziona tutto) mi immagino continuare per il progetto per i prossimi 7 anni ed arrivare in derapata verso la tanta agognata meta.

Poi ci sono gli altri momenti, e purtroppo sono la maggioranza. Quelli in cui non funzionano le cose, in cui il cliente ha un atteggiamento sbagliato e poco costruttivo. Quelli in cui mi sembra di lavorare da solo, quelli in cui chiedo aiuto, assistenza, informazioni e le richieste cadono nel vuoto - e parlo dei miei colleghi.

Ne ho parlato con il mio responsabile, lamentandomene, e lui mi dice "quando è così dimmelo e intervengo io". Bene, ok, giusto, sacrosanto. 

Ma posso continuare così in questo modo? facendo da interfaccia verso il cliente e con il vuoto alle spalle?

Ecco, nei momenti peggiori mi immagino festeggiare, quando riuscirò ad uscire dal progetto.


01 agosto 2024

Bei tempi

 


Sud - parte quarta

Il treno parte da Torino. E' nuvoloso e minaccia pioggia. E infatti piove, un paio di scrosci belli forti. Pronti, via, a Milano quasi non si riesce a vedere dai finestrini con tutta l'acqua che sta venendo giù. Il cielo è sempre più nero. 

Poi si arriva a Bologna e quindi Rimini, comincia la riviera. Si vede il mare, finalmente.

E accade il miracolo.

L'estate.

Più si viaggia verso sud, più il sole appare brillante e caldo. Il mare diventa sempre più blu.

Si arriva a Brindisi a pomeriggio inoltrato, sono le 19. Ma c'è ancora il sole, fa ancora caldo. Tutto ciò che ho visto della città è quello che si può vedere fuori dalla stazione.

Ma le palme, i colori, il profumo del mare.

Sono tornato a casa.

Lontana

- Perchè sei sempre triste?... gli ho chiesto.
- Non sono triste.
- Sì che lo sei...
- Non è quello... mi ha detto.

Mi ha detto che secondo lui la gente vive per anni e anni, ma in realtà è solo in una piccola parte di quegli anni che vive davvero… e cioè negli anni in cui riesce a fare ciò per cui è nata. Allora, lì, è felice.Il resto del tempo è tempo che passa ad aspettare o a ricordare. Quando aspetti o ricordi, mi ha detto, non sei né triste né felice. Sembri triste, ma è solo che stai aspettando, o ricordando. Non è triste la gente che aspetta, e nemmeno quella che ricorda. Semplicemente è lontana.

(Alessandro Baricco)

Agosto

Benvenuto agosto.

Un altro agosto che passerò lavorando. Vacanze terminate oramai e la stessa sensazione di stanchezza, di inadeguatezza di sempre.

Un anno fa ero infognato nell'attività di Service Manager, ero depresso e demotivato e pregavo per un qualsiasi cambiamento.

Oggi sono infognato nell'attività di Release Manager, sono depresso e demotivato e prego per un qualsiasi cambiamento.

L'unica nota positiva è che è passato un anno.

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...