30 gennaio 2024

Voglia (2)

Allora.

Nel mio nuovo ruolo, ho bisogno di collegarmi al sistema informativo del cliente. Succede che quando lavoro da casa funziona tutto, quando vengo in ufficio ho sempre problemi.

Apro 1, 2, 3, 4, 5, 6 ticket al supporto. Parlo con una serie di operatori indiani prima e italiani dopo ma il problema non viene risolto. Al che mi dicono "Vieni in ufficio, ti riformattiamo il PC e risolviamo il problema".

Detto fatto: Vengo in ufficio, consegno il PC, me lo ridanno dopo 30 minuti e vado avanti io con la configurazione per un paio d'ore. Bene, finito. Problema risolto? Macchè, esattamente come prima. Anzi, se possibile peggio: adesso non riesco a lavorare neanche collegato ad una rete privata (tipo il cellulare).

Apro un ticket, che viene preso in carico da una operatrice indiana. Lo prende in carico e se ne va a casa. Giustamente dire, visto che ci sono 4 ore e mezza di differenza. Però io sono qui appeso e ancora domani non so se e come riuscirò a lavorare.

Poi dicono che ti scappa la voglia.

29 gennaio 2024

Solo

E così eccomi qui da solo. Per più di un mese, fino al 1 di marzo.

Non nego che inizialmente l'idea mi attirava - in fondo sono sempre stato un orso, uno che da solo sta bene, uno che parla poco. Quante cose mi danno fastidio, da chi parla a voce alta, al cellulare, alla confusione in genere. E adesso sono solo, con i miei gatti. Bello, no?

No.

Innanzitutto, ho pensato bene di ammalarmi. Febbre e raffreddore. Niente di grave, però passare la domenica a letto a tremare sotto 3 coperte non è proprio il massimo.

Poi, ci si è messa la schiena. Anzi, la sciatalgia. faccio fatica a muovermi, a camminare, a stare seduto, a stare sdraiato. Non proprio il massimo nemmeno questo.

Infine, la verità è che... non mi piace stare da solo :-| la compagnia di mia moglie, anche se a volte ci sono tante cose che non sopporto, mi aiuta - e tanto. La sua sola presenza, il solo sapere che è lì, mi fa stare meglio. E' una definizione di amore come un'altra. 


22 gennaio 2024

Voglia

Parliamoci chiaro: son qui a menare continuamente il belino sul quanto non sopporti il mio lavoro.

Ed è vero, eh: la mattina prima di cominciare ho un malessere diffuso e un'ansia non facilmente spiegabile. Già perchè, tutto sommato, devo essere onesto: ci sono stati e ci saranno momenti di caos, di agitazione, di casino... ma non è sempre così. Col tempo sto imparando un po' a gestirla, questa attività: tanto che anche ulteriori compiti che prima non svolgevo (pipeline, sonarqube, dynatrace... sono riuscito ad aggiornare la dashboard di Dynatrace senza chiedere niente a nessuno, perchè mi ero semplicemente rotto le scatole di aspettare) non mi spaventano più di tanto.

E allora da dove viene questo malessere? Da dove viene questa tristezza che mi prende la domenica sera come un pugno allo stomaco?  Non lo so. Una delle prima cose che guardo ogni giorno è la progressione del mio personalissimo countdown. Da mesi mi ripeto che non ho più motivazioni, non ho più nessuna ambizione, ma forse la spiegazione è ancora più semplice: non ne ho più voglia.

18 gennaio 2024

Tranquilla malinconia

Ma chiunque abbia avuto un dolore così grande da piangerci fino a non avere più lacrime sa bene che a un certo momento si arriva a una specie di tranquilla malinconia, una sorta di calma, quasi la certezza che non succederà più nulla.

(C.S. Lewis, Le cronache di Narnia)

16 gennaio 2024

La verità

La verità è che non siamo fatti per morire.

Lo so che sembra infantile come ragionamento, ma vi posso garantire che le cose stanno proprio così. Ogni giorno vivi la vita ai cento all'ora con la voglia matta di alzare il piede dall'acceleratore. Poi, senza alcun preavviso, si accende la spia rossa e allora ti fermi a fare rifornimento. Sali di nuovo in macchina, giri la chiave e – colpo di scena – non accade nulla. Il motore non ruggisce più. È morto. Ma com'è possibile? Ti chiedi. Stavo viaggiando alla velocità della luce proprio un attimo fa.

Succede in un attimo e nemmeno te ne accorgi. E forse in fondo non avevi nemmeno più voglia di viaggiare ai cento all'ora. Ti accontenteresti di un dignitoso viaggio verso la tua destinazione, rigorosamente entro i limiti di velocità.

15 gennaio 2024

Ancora sogni

Non riesco più a sognare, o meglio non riesco più a fare i sogni che vorrei. Quanto sarebbe bello se potessimo scegliere COSA sognare, così come scegliamo un film da guardare in tv per vivere un paio d'ore di spensieratezza o di felicità.

Ma non è così. Potendo scegliere sognerei mio papà, sognerei i miei nonni, sognerei il mare, sognerei le mie bimbe quando sono nate e quando erano piccole, sognerei i momenti della mia vita che mi hanno reso felice. E invece quando mi capita di sognare, il più delle volte si tratta di un sogno che riguarda il lavoro. Sogno spesso Danilo. E' passato più di un anno da quando è mancato ma evidentemente il ricordo che mi ha lasciato è così negativo da riaffiorare quando meno me lo aspetto. 

Faccio altri sogni insulsi o insensati. O forse non così tanto insensati.

Mi è capitato più volte di sognare la mia soffitta, ad esempio. A volte da ristrutturare, a volte da ripulire o da riordinare. Ho letto che sognare la soffitta riflette in generale il mondo della mente e delle idee... quando è in disordine può significare che ci sono sofferenza e malesseri vari che forse vengono trascurati nello stato di veglia o un lavorio mentale continuo che diventa ossessivo, preoccupante e doloroso.

Sogni, già. A questo punto, meglio non sognare.


12 gennaio 2024

Giubilo

Ieri sono entrato nel portale dell'INPS, come faccio oramai quotidianamente (illuso) per autoflagellarmi e verificare quanto manca alla pensione, grazie allo strumento di simulazione.

Ebbene, ho scoperto che la data (ipotetica) di uscita è anticipata di ben 3 MESI.

Siamo passati, quindi, da 8 anni 8 mesi e 19 giorni a 8 anni, 5 mesi e 19 giorni.

(Il segreto della felicità è il sapersi accontentare delle piccole cose)

Ansia

Ma è possibile che bisogna vivere costantemente con l'ansia (lavorativa)? Cambiano i progetti, cambiano i referenti, ma questa cosa non cambia. Forse davvero ho vissuto in una realtà distorta, fino al 2021... ma non posso credere che nel mio lavoro debba essere sempre così. Che si debba sempre correre, correre e rincorrere. Che si debba essere sempre iperdisponibili. Che debba vivere gli 8 anni 5 mesi e 19 giorni (che mi restano da lavorare) in questo modo.

10 gennaio 2024

Civiltà

Oggi sono in ufficio e ho condiviso la stanza con un collega piuttosto anziano. Il compagno di stanza ideale, direi: silenzio, tranquillo, non ha detto una parola fino all'ora di uscire (tanto che ho trattenuto per tutto il tempo la domanda che volevo porgli, cioè "Ma tu quanti anni hai? che cazzo ci fai ancora qui?!?!?").

L'ora di uscire, già. E' andato via prima delle 17 e prima di uscire abbiamo scambiato due parole. Non gli ho fatto la domanda, no: però mi ha detto comunque di aver lavorato per anni (decenni) in Germania e Olanda, soprattutto con BMW. Mi ha raccontato che agli inizi lui ed il suo gruppo (di colleghi italiani) hanno mantenuto le malsane abitudini italiote: si lavora fino alle 20, sempre reperibili, riunioni come se non ci fosse un domani. E che dopo un paio di settimane hanno ricevuto una comunicazione dal cliente che diceva in poche parole "Signori, noi chiudiamo alle 17. Siete pregati di fare altrettanto"

In olanda, mi raccontava, peggio ancora: già alle 15:30 cominciavano tutti a sbaraccare. Magari cominciavano alle 7 di mattina, ma dopo 7 ore di lavoro "il cervello ha già dato tutto quello che poteva dare. Fare di più è inutile e, a volte, dannoso".

Da noi invece si riempiono la bocca di espressioni come "equilibrio tra lavoro e vita privata", salvo poi fissare le call alle 18.

Ah, la civiltà.

09 gennaio 2024

Magia

Un altro anno è passato e siamo al 9 gennaio. 

Le feste si sono concluse da poco.

Quest'anno in particolare ho davvero fatto fatica ad avvertire la magia del Natale. Un po' perchè le figlie sono ormai adulte, un po' perchè... boh, non so perchè. So solo che quella particolare magia si è spenta e non so se tornerà mai ad accendersi.

Insomma, a 53 anni ho dovuto arrendermi all'evidenza: Babbo Natale non esiste. 

08 gennaio 2024

A volte

A volte la morte è una contingenza, succede e basta, come scottarsi la lingua con il caffè bollente.

Non puoi prendertela davvero con il caffè.

O con la moka.

O con il fuoco.

E' colpa tua, anche se non è proprio colpa tua.

(C. Frascella, "Cadaveri a sonagli")

02 gennaio 2024

Spero

In realtà il post avrebbe dovuto chiamarsi "una nuova fine" ma non sono riuscito a scriverlo nel 2023.

Il 2023, già. Che anno è stato? Boh. Bello no di sicuro, non ci sono più stati anni belli da quando non c'è più mio papà. Ma ovviamente non si tratta solo di questo. Il 2023 è stato l'anno in cui ho iniziato il mio lavoro con un giudizio negativo, in cui ho provato stancamente a risollevarmi e nel quale, infine, ho fallito. Me ne assumo le responsabilità.

Il 2023 è stato l'anno in cui ho iniziato un nuovo progetto, con qualche sicurezza in più e con tanta ansia e senso di inadeguatezza. Ci sto provando, ma la convinzione e la motivazione oramai sono andate. Chissà se torneranno mai più. Ne dubito.

Il 2023 è stato l'anno in cui mia moglie ed io abbiamo festeggiato 30 anni di matrimonio.

Il 2023 è stato l'anno in cui ho preso la mia, vediamo... nona auto aziendale. In 23 anni, certo, ed alcune sono durate pochi mesi (la seconda Opel Astra e la seconda Renault Megane). La nona auto (Renault Clio) rappresenta il punto più basso, forse. Ma io me ne stracatafotto. Finche c'è.

Il 2023 è stato l'anno in cui ho provato un grandissimo dolore, in quel fatidico giorno di ottobre. Da allora qualcosa si è mosso, faticosamente sto cercando di recuperare il terreno perduto, ma chissà se ce la farò mai.

Il 2023 è stato l'anno in cui ho chiuso il mutuo. Anche grazie all'aiuto di Luigi, ma senza di lui probabilmente ce l'avrei fatta a luglio 2024. Ecco, questo è uno dei (pochi) aspetti positivi dell'anno. 

Il 2023 è stato l'anno del quinto Natale senza mio padre. Il dolore forse si attenua, col tempo, ma il senso di vuoto e di mancanza fisica, bè, quello non andrà via mai.

E ora è arrivato il 2024. Anno bisestile, peraltro. Non ho mai creduto a questa sciocca superstizione, certo però che il 2020 non è stato uno degli anni più fortunati. Siamo solo al secondo giorno, chissà cosa ci aspetta. Come diceva Andy Dufresne... "spero".

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...