10 gennaio 2024

Civiltà

Oggi sono in ufficio e ho condiviso la stanza con un collega piuttosto anziano. Il compagno di stanza ideale, direi: silenzio, tranquillo, non ha detto una parola fino all'ora di uscire (tanto che ho trattenuto per tutto il tempo la domanda che volevo porgli, cioè "Ma tu quanti anni hai? che cazzo ci fai ancora qui?!?!?").

L'ora di uscire, già. E' andato via prima delle 17 e prima di uscire abbiamo scambiato due parole. Non gli ho fatto la domanda, no: però mi ha detto comunque di aver lavorato per anni (decenni) in Germania e Olanda, soprattutto con BMW. Mi ha raccontato che agli inizi lui ed il suo gruppo (di colleghi italiani) hanno mantenuto le malsane abitudini italiote: si lavora fino alle 20, sempre reperibili, riunioni come se non ci fosse un domani. E che dopo un paio di settimane hanno ricevuto una comunicazione dal cliente che diceva in poche parole "Signori, noi chiudiamo alle 17. Siete pregati di fare altrettanto"

In olanda, mi raccontava, peggio ancora: già alle 15:30 cominciavano tutti a sbaraccare. Magari cominciavano alle 7 di mattina, ma dopo 7 ore di lavoro "il cervello ha già dato tutto quello che poteva dare. Fare di più è inutile e, a volte, dannoso".

Da noi invece si riempiono la bocca di espressioni come "equilibrio tra lavoro e vita privata", salvo poi fissare le call alle 18.

Ah, la civiltà.

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