In un film di qualche anno fa (Baaria) cinquant'anni di storia d'Italia e di Sicilia sono racchiusi nei pochi minuti della corsa di un bambino mandato a comprare le sigarette, nei pochi minuti che passano prima che uno sputo asciughi nella polvere sotto il sole siciliano.
Cinquant'anni. Cinquanta.
Apro gli occhi. Sono sdraiato, vedo un armadio bianco laccato e i raggi del sole che filtrano attraverso le tapparelle (credo che questo sia il mio primo vero ricordo cosciente).
Scendo dei gradini di pietra, vado all'asilo.
Una cucina, un angolo cottura. Tv Sorrisi e Canzoni appoggiato sopra il mobile.
Scatoloni, si parte, si cambia casa. Porto con me il mio bagaglio, la 'Dama' che mi hanno regalato.
Faccio l'esame per andare a scuola, in seconda elementare.
Vado a scuola da solo, è bello camminare nella mattina di primavera, mi fermo a guardare il giardino e mamma mi urla dal balcone di muovermi e di non perdere tempo.
Scuole medie. Tutto cambia, professori diversi, ci chiamano per cognome. Turbamenti ormonali che hanno inizio. L'emozione di prendere un tram da soli, con gli amici.
La vacanza è una sola, la casa in campagna dei nonni in Puglia. Giornate interminabili a giocare con i cugini, il sole che tramonta presto, vedere Daitarn 3 su TeleFoggia e poi andare a piedi a casa della vicina a prendere il latte.
1985, Ghostbusters al cinema, da solo. Uscire con gli amici (Gianni, Andrea, Cesare che non c'è più), prendere il 60 e fare le "vasche" in via Roma. Il bar Delfino, il biliardo, 5 gettoni con la bevuta, il juke box. E la nonna che se ne va, lasciando il primo vuoto che allora non riuscivo a capire. A 15 anni la morte non fa paura.
Primi struggimenti amorosi e un bacio rubato e lo stare vicini e sentire l'elettricità. Chissà dove sei adesso.
Il Somme, le sigarette fumate in corridoio. Max e Ciccio e Mimmo. Cris.
Esame di Maturità. Senza studiare, incoscienza ai massimi livelli. Non sono capace, ci provo il giorno prima ma con risultati scarsi. Eppure va bene lo stesso.
A settembre si lavora. Renato mi dice che mi assume solo perché conosce mio fratello, il colloquio non è che sia stato un granché. Lunedì 5 settembre, a fine mese il primo stipendio, 450mila lire.
La patente e il 128 di papà.
I giovedì con Saverio, Marco e Aldo alla Roar Roads. Birmania, un martini bianco liscio, senza ghiaccio. Serate passate a studiare la cartina della Francia e della Spagna.
Agosto 1989, Blanes. Due giorni di noia e poi Alicia, Ana, Yoli e Pili piazzano la tenda di fianco alla nostra. Da quel momento smetterò per sempre di essere single.
Febbraio 1992, compro la mia prima casa, quarto piano senza ascensore.
Agosto 1993, il mio matrimonio.
Febbraio 1996, arriva Claudia e la mia vita assume un significato nuovo.
Viaggio in Sudamerica, per lavoro, e poi addio alla CCS (comprata da una multinazionale francese), approdo in O&I. Tanto non cambia nulla (se non il mio stipendio ed i benefit)
Mio papà entra in ospedale per una crisi respiratoria, e ci rimane per più di un mese. Il medico con cui parlo mi dice che soffre di una grave ipertensione polmonare e che ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Ma lui non lo sa, e continua a vivere beatamente. Se non altro, lo spavento è tale per cui smette definitivamente di fumare.
Asilo. Claudia che quando l'accompagno all'asilo mi dice "adesso ti stringo forte forte così non vai via" ed il cuore perde un battito.
Giugno 2001, arriva un'altra stella nella mia vita, Natalia. Mi ritrovo con due figlie anche se continuo ad essere uno 'sbarbato'.
Mio papà che per più di un mese resta dietro alla porta dell'asilo, perché non vuole che Natalia pianga. Scuole elementari, all'Allievo, e scuole medie alla Vivaldi. I miei genitori si fanno in 4 per accudire ed educare Claudia e Natalia, mentre anche Alicia lavora - anche se saltuariamente.
Nonno Giuseppe se ne va.
Agosto 2004, Cassa integrazione, per pochi giorni, fortunatamente.
Arrivano Diego, Alice e poi Lorenzo. Rita un giorno dice che vuole separarsi, e Saverio la segue a ruota.
Nonna Angela raggiunge il nonno. Le mie radici oramai non ci sono più ed andare in campagna non sarà mai più la stessa cosa.
Calabria. Zeppole e peperoncino. Un idillio che comincia e che finisce, in entrambi i casi non dipende dalla mia volontà. Il contraccolpo è forte.
Mia figlia compie 18 anni. Incredibile. Si diploma e si iscrive all'università. Una sera in cui è uscita con degli amici, vado a prenderla e mi viene incontro con un ragazzo alto di poche parole, che si presenta e poi se ne va. Io le chiedo qualcosa sul suo amico, lei mi guarda e dice "Papà, veramente è qualcosa di più di un amico".
Papà ha l'ennesimo problema respiratorio. Ambulanza e pronto soccorso. Dopo una settimana i medici ci dicono che non sarebbe uscito dall'ospedale. Altri pochi giorni, in cui cerchiamo a turni di stargli vicino. E' l'unica cosa che possiamo fare. Con lui se ne va un pezzo di me.
Funerali. Successione. Dichiarazioni, documenti, contratti, volture. Mamma che si ritrova tutto ad un tratto da sola. "BENVENUTA NEL MIO MONDO", le urla sua sorella, vedova da 30 anni. Perché quando soffriamo ci troviamo sempre davanti qualcuno che, invece di confortarci, cerca di fare a gara a chi soffre di più?
Il coronavirus, il lockdown, le mascherine, lo smart working, il distanziamento sociale. Negli ultimi mesi abbiamo imparato il significato di tutti questi termini.
Claudia sta per laurearsi in Psicologia Clinica, ed è andata a vivere con il suo ragazzo alto.
Giugno 2020, compio 50 anni. Lo sputo si è asciugato.
Cinquanta anni, eppure mi sembrano passati solo pochi minuti.