10 dicembre 2009
Ora si puo' parlare
29 ottobre 2009
Hunchbacks (Gobbi)
Ho trovato questo articolo in rete, mi limito a riportarlo tale e quale.
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Sulle pagine dell'autorevole Sociology Review è stato recentemente pubblicato(1) un breve saggio che, pur essendo passato inosservato qui in Italia, possiede risvolti se vogliamo anche un po' comici, non fosse che per il quadro assai poco lusinghiero che emerge del nostro Paese.
Qualche mese fa, un gruppo di ricercatori statunitensi ha completato uno studio sulle cause della microcriminalità in Italia, commissionato a quanto pare dal Ministero degli Interni all'Università dell'Iowa per identificare le cause sociologiche della criminalità non-organizzata al fine di individuare strumenti alternativi con cui combatterla.
Come spesso accade sulle riviste accademiche, l'articolo presentato è soltanto un spunto iniziale di studio relativo alle prime impressioni suscitate dal periodo di osservazione dei firmatari. "I risultati verranno resi noti tra qualche mese" (2) è infatti la frase di chiusura dell'articolo che però, seppur a questo stadio embrionale, ha fornito all'equipe della Iowa University of Des Moines spunti sufficientemente interessanti per iniziare a interessare l'intera comunità scientifica d'oltreoceano.
Non trapelano molte notizie sul campione statistico preso in esame, ma nella parte introduttiva si accenna a "migliaia di volontari sottoposti al test" (3) cosa che dovrebbe rendere lo studio quantomeno attendibile.
Per certi versi, come anticipato all'inizio, i risultati sono stati imbarazzanti e, non fosse per l'impianto assolutamente rigoroso dell'indagine e per l'autorevolezza della rivista che ne ha pubblicato i primi stralci, potrebbe facilmente non essere preso sul serio. A stupirsene sono gli stessi firmatari della pubblicazione, ammettendo candidamente "Before the final, surprising proof, we didn't think anything like that could ever be taken in serious consideration" (4).
Se la realizzazione del micro-crimine rimane a livelli di normalità col resto d'Europa -- pur mantenendosi leggermente superiore ad altri paesi quali Francia, Grecia e Spagna -- a preoccupare è quella che gli stessi autori definiscono "tendenza al crimine". (5) Un numero impressionante di intervistati (poco più del 79%), ha infatti confessato che, avendo l'assicurazione di non essere scoperto o, in alternativa, avendo garanzie anche minime di incorrere in condanne più o meno lievi, "avrebbe volentieri commesso un crimine". (6) In molti casi, "un crimine qualunque" (7) "per il semplice gusto di farlo" (8). Gli stessi (soggetti anonimi, come precisato nell'identificazione della procedura adottata nel paragrafo di preambolo), hanno ammesso di "sentirsi impunibili o quasi". (9)
E' proprio qui, come ammettono i ricercatori, che la loro indagine si è trovata "a un punto morto" (10). Il motivo è presto spiegato: "Non esisteva un solo comun denominatore che potesse determinare la causa di un simile atteggiamento perché i soggetti intervistati non possedevano radici comuni di alcun genere: non la categoria sociale, non l'estrazione culturale, non l'educazione né il censo... niente che potesse ricondurre quei sorprendenti risultanti a un unico ceppo individuabile che fosse poi possibile sottoporre ad analisi ulteriore". (11)
Da notare che il team coinvolto nell'indagine è tutt'altro che poco preparato: Johnson, Reynard, Berkovitz (i primi tre firmatari) sono da decenni consulenti dell'Unione Europea e della Casa Bianca, e i ricercatori co-firmatari dell'articolo (McKenzie, Hutchinson, Smith, Rice e Stratton) hanno all'attivo diverse pubblicazioni su riviste di settore, spaziando dall'analisi statistica (è il caso di Smith) alla matematica (Rice) per finire con la sociologia antropologica (Stratton, Hutchinson).
Come ammesso candidamente in sede di pubblicazione, "la soluzione all'enigma non arrivava".(12)
"Eravamo sul punto di abbandonare lo studio", ci ha confessato Ezekiel Reynard quando l'abbiamo contattato via mail, "finché un cameriere, durante la cena della sera prima della partenza, si è lasciato scappare una battuta apparentemente innocua che inizialmente non abbiamo nemmeno compreso". Si tratta di una battuta, però, a cui noi italiani siamo abituati. Per farla breve, nel sentirli discutere di tante persone così diverse tra loro unite solo dal desiderio e dall'inclinazione a commettere un reato -- uno qualunque purché fosse reato -- il cameriere ("che per nostra fortuna, lavorando in una rinomata località turistica, conosceva perfettamente l'inglese", aggiunge Reinhard direttamente nell'articolo) (13) ha esclamato ridendo: "Saranno certamente dei gobbi". (In originale nell'articolo la parola adoperata è l'arcaico "Hunchbacks") (14)
La storia sembrerebbe finita lì, con una battuta.
"Quando vidi Paul [Johnson, NdT] alzare le sopracciglia in quel modo capii che aveva subodorato qualcosa" ci confessa via mail Phil Mckenzie, il più giovane dei sociologi, al primo impegno di questa portata ma già in ambiente accademico considerato un precoce genio. "Ci siamo ammutoliti tutti perché Paul quando fa così trova sempre la soluzione al problema. E infatti la soluzione è arrivata".
L'articolo della Sociology Review prosegue così: "Paul chiese che qualcuno gli traducesse il termine 'gobbo', ma la traduzione non ci fornì ulteriori segnali. Nessuno degli intervistati, infatti, aveva caratteristiche fisiche che potessero portare alla mente problemi alla spina dorsale (15) [...] "Mentre tutti noi avevamo già derubricato la questione a puro folklore italiano" prosegue McKenzie nelle note a margine dell'articolo,(16) "Paul non volle fermarsi e richiamò il cameriere. Il ragazzo all'inizio sembrava spaventato... gli abbiamo spiegato il problema e ha cominciato a ridere come se avesse visto il miglior film comico della sua vita."(17)
Dopo essersi calmato, il giovane cameriere (18) spiega a McKenzie e a Paul Johnson che, in Italia, il termine "gobbo" (19) è riferito ai tifosi della Juventus. "Sono pronto a scommetterci la mancia che mi lascerete" conclude il cameriere.
Nei giorni seguenti, rimandato il viaggio di ritorno, il team "ha richiamato i soggetti dello studio, tentando di rintracciarli tutti". Ciò non è stato possibile (20), ma la percentuale di "astenuti in seconda analisi" (21) è talmente irrisoria da non aver inficiato, secondo Paul Johnson, i risultati dello studio stesso. Ai richiamati è stata sottoposta la precisa domanda "Per quale squadra di calcio fai il tifo?" (22). Domanda che, stando sempre alle Note a Margine firmate da McKenzie, "aveva riscontrato diverse opposizioni tra gli altri membri del team, che non la ritenevano sufficientemente seria. Se Paul e Ezekiel [Reynard, NDR] non avessero fatto valere tutta la loro autorità accademica, credo avremmo dichiarato conclusa l'indagine con un insuccesso" (23) chiosa McKenzie.
Il risultato della ripetizione dello studio è stupefacente: soltanto lo 0,2% dell'iniziale 79% "tendente al crimine" ha dichiarato di supportare una squadra di calcio diversa dalla Juventus. E, di contro, soltanto lo 0,28% del restante 21% si è dichiarato "juventino" (24). Numeri inequivocabili che, oltre allo stupore che possiamo immaginare, ha portato a un'ulteriore verifica, effettuata questa volta con "soggetti diversi, selezionati con il preciso scopo di tenere al di fuori della ricerca i tifosi della Juventus" (25). E il risultato, se vogliamo, è stato ancora più imbarazzante: il 99,65% del secondo campione non ha mostrato tendenze alla criminalità. "Tra gli scartati perché tifosi della Juventus, il rapporto era inverso: il 99,73% era incline a commettere un reato qualunque." (26)
"E' innegabile", riferiscono Paul Johnson e Ezekiel Reynard in un recente articolo integrativo apparso nel supplemento della Sociology Review (27), "che i risultati siano anomali, ma d'altra parte non era possibile in alcun modo mettere in discussione la prassi scientifica consolidata secondo cui lo studio è stato condotto. Lo studio è stato ripetuto con gruppi di persone meno folti, in cui è stata tentata un'omogeneizzazione in altri ambiti quali, per esempio, l'estrazione sociale, il reddito e l'area politica di appartenenza" (28).
E le conclusioni sono sconcertanti. "L'unica cosa che giustifica questa tendenza in Italia è la squadra di calcio supportata dal soggetto", ammette (29). "Ci sarebbe da capirne i motivi, e sarà oggetto di un prossimo studio comprenderne le cause e gli effetti. Non posso che affermare, dati alla mano, che chi tifa Juventus, in Italia, è innegabilmente tentato di commettere anche solo un micro-crimine privo di significato alcuno, purché abbia la seppur minima garanzia di impunità."(30). Un altro punto che Johnson e Reynard intendono analizzare è se sia il tifo per la Juventus la causa e la "tendenza al crimine" l'effetto, o viceversa.
"Per far questo avremo bisogno di ritornare in loco e affrontare uno studio su scala più vasta", è la conclusione dei due sociologi dell'Università dello Iowa. (31)
Di sicuro, nell'ambiente accademico, italiano e non solo, l'articolo pubblicato dalla Sociology Review ha suscitato non poco scalpore.
[Ma.Ric.]
NOTE:
(1) Johnson P., Reynard E., Berkovitz P.; McKenzie F., Hutchinson S., Smith A., Rice A. & Stratton, J. - "Micro-criminality in Italian modern culture, a case study: Introductory Notes" - in "Sociology Review" vol.VIII issue 7, pagg. 17-34. Des Moines, UIDM Academic Press, 2009.
(2) Ibid., pag 34.
(3) "The subjects were thousands", Ibid., pag. 24.
(4) "Prima della sorprendente prova definitiva, non avremmo mai pensato che una cosa del genere potesse essere presa in seria considerazione", Ibid, pag. 31.
(5) Nel testo originale "proclivity to crime" (art. cit., pag. 18)
(6) "Would gladly commit a crime" (cit.)
(7) "Any crime would do" (cit.)
(8) "For the mere sake of it" (cit.)
(9) "They felt immune to any kind of possible punishment" (art. cit, pag. 19)
(10) "We were at a dead end" (art. cit, pag. 27)
(11) Ibid.
(12) "We were unable to solve the riddle" (art. cit., pag. 27)
(13) Ibid.
(14) "We were shocked, mistakenly perceiving this as an archaic, out-of-time form of physical discrimination we didn't expect" (art. cit., pag. 28)
(15) E' interessante notare come, in modo del tutto naturale, gli autori dell'articolo abbiano inizialmente pensato all'ovvia deformità fisica suggerita dal significato letterale del termine. [NdT]
(16) McKenzie F, & Stratton, J. - "Complementary Notes to Micro-criminality in Italian modern culture" - in "Sociology Review", vol. VIII issue 7, pagg. 35-38. Des Moines, UIDM Academic Press, 2009.
(17) Ibid., pag. 37.
(18) Descritto come "simpatico, affabile, un po' sbruffone" ("Nice, funny, kind - if a bit boasting"), Ibid., pag. 36.
(19) Ancora una volta qui viene adoperato l'arcaico "Hunchback" (NdT)
(20) Secondo i dati di McKenzie, tre persone non sono state rintracciabili e non hanno quindi potuto partecipare alla seconda sessione dell'analisi statistica. (NdT)
(21) "Second-wave subjects" - Johnson P., Reynard E., Berkovitz P.; McKenzie F., Hutchinson S., Smith A., Rice A. & Stratton, J. - "Micro-criminality in Italian modern culture, a case study: Introductory Notes", art. cit.
(22) "Which soccer team do you support?" - Ibid., pag. 30.
(23) McKenzie F, & Stratton, J. - "Complementary Notes to Micro-criminality in Italian modern culture", art. cit.
(24) Qui viene adoperato l'ibrido "juventine", chiaramente mutuato dall'italiano (NdT) - Johnson P., Reynard E., Berkovitz P.; McKenzie F., Hutchinson S., Smith A., Rice A. & Stratton, J. - "Micro-criminality in Italian modern culture, a case study: Introductory Notes", art. cit., pag. 31.
(25) Ibid., pag. 33.
(26) Ibid.
(27) Johnson, P. & Reynard, E. - "Integration to Micro-criminality in Italian Modern Culture" - in "Sociology Review", vol. VIII appendix C, pagg. 11-18. Des Moines, UIDM Academic Press, 2009.
(28) Ibid., pag. 14.
(29) Ibid., pag. 16.
(30) Ibid., pag. 17.
(31) Ibid., pag. 18.
15 ottobre 2009
Mo' Basta
13 ottobre 2009
Prima Lapo, poi l'Epo e adesso L'ape
21 agosto 2009
Retro
28 luglio 2009
il lupo, parte seconda

Ebbene si. Dopo un inizio d'estate piuttosto travagliato, tra caldo, temporali tropicali, impregnante, partite di calcetto a sera tarda immersi nell'afa e in mezzo a nugoli di zanzare, un Ibra che se va ma non solo, che è felice di essersene andato ma non solo, che bacia la sua nuova maglia (...), un Eto'o che arriva facendo dichiarazioni di umiltà e di interismo - e grazie, a 10 mln all'anno per 5 anni (premi esclusi) sono capace anche io, insomma dopo tutto questo è arrivato l'agognato momento di partire per le vacanze.
Ma quest'anno, purtroppo per te caro il mio lupo, non vado al mare, no no. Vado proprio LI'.
Meglio se cominci a prepararti...
20 maggio 2009
E se lo dice lui...
18 maggio 2009
Maledetti gobbi...
17 maggio 2009
27 aprile 2009
Il ritorno dei morti viventi
24 aprile 2009
Addio
23 aprile 2009
20 aprile 2009
"Negro di merda, sei solo un negro di merda" (cit.)
16 aprile 2009
"Contro l'Inter ci giochiamo la faccia"
20 marzo 2009
Gattuso all'Inter: "Noi col Manchester saremmo passati"
Gattuso punzecchia l'Inter: "Se il Milan avesse affrontato il Manchester, l'avrebbe superato... Nella partita secca noi possiamo ottenere risultati imprevedibili".
"Ma scusi, e allora contro il Werder Brema?"
"Che c'entra, il clima era umido".
19 marzo 2009
Se ti ci metti con impegno puoi raggiungere qualsiasi risultato
16 marzo 2009
IBruce Lee
In studio per commentare il posticipo della nona giornata di ritorno, del Campionato di serie A Tim, Alessandro Bonan, Luca Marchegiani e Zvonimir Boban.
Intervallo. Commenti sulla presunta irregolarità del gol dell'Inter.
"Da verificare la posizione di Ibrahimovic sul cross di Balotelli. Noi abbiamo tracciato una riga in corrispondenza del piede del difensore e si evince chiaramente che..."
"No, non era in fuorigioco. Però la Fiorentina recrimina per il gioco di pericoloso di Ibrahimovic che sfrutta il suo KUNG-FU per..."
"No, era troppo lontano, non si può parlare di gioco pericoloso. Però bisogna analizzare il presunto tocco con il braccio di..."
"No, non la tocca nemmeno con il braccio"
"..."
"Ah bè, allora era proprio gol".
03 marzo 2009
92 minuti di applausi (cit.)
José Mourinho si alza, saluta i giornalisti, spiega che in Tim Cup giocheranno quasi tutti i convocati con Francesco Toldo in porta ("riconoscimento per il rinnovo contrattuale"), perché gli infortuni tengono a Milano molti nerazzurri. Spiega che aveva pensato a un turno di riposo per Maicon, però Davide Santon è a letto con la febbre. Spiega. Ha già spiegato tutto quello che c'era da spiegare.
16 febbraio 2009
16 febbraio 1996, ore 20:55

Io ero un ragazzino idiota, a differenza di adesso che sono un idiota di mezza età. Avevo 26 anni, pesavo 62 kg (il giorno dopo ne pesavo almeno 5 in meno), portavo la taglia 42 di pantaloni e guidavo la Fiat Duna di mio papà (proprio da quella mattina, visto che lo avevo accompagnato dal concessionario per ritirare la sua auto nuova).
Alle 20:55 un ragazzino idiota diventava padre. Ancora oggi mi è difficile spiegare il vortice di emozioni che mi avvolse quella sera. Ricordo che una infermiera mi portò mia figlia, avvolta nell'alluminio neanche fosse una patata al cartoccio, e di essere rimasto a guardarla per parecchi minuti, meravigliato dal fatto che dormisse placidamente, osservandola respirare.
Ricordo di essere uscito dall'ospedale, di essermi seduto su di un gradino e di aver fumato una sigaretta con gli occhi un pò umidi, anzi parecchio umidi.
Ricordo che sono rimasto in ospedale fino a che le infermiere mi hanno cacciato ("Questo è un reparto femminile, lei non può fermarsi" ma dico si può essere più idioti? vabbè), di essere tornato a casa con le gambe a pezzi per la tensione e di aver bevuto del whisky.
Ricordo di essermi alzato dal letto all'alba, di aver fatto la doccia, la barba, di aver indossato l'abito del matrimonio e di essere tornato in ospedale.
Tante cose sono cambiate da allora, anzi tutta la mia vita è cambiata da allora.
In meglio.
Buon compleanno, Claudia.
Buon compleanno, amore mio.
Sapessi com'è strano
11 febbraio 2009
TV educativa
03 febbraio 2009
Ciao Ciao, Trivela
28 gennaio 2009
Addio, Beniamino

Cantante, attore, musicista, autore, compositore, scrittore. Uno dei pochi, veri artisti italiani, capaci di conquistarsi l'affetto del pubblico di tutte le età grazie alla sua simpatia, alla sua bontà, alla sua capacità di ridere e di prendersi in giro, all'amore per il suo Paese (un sentimento assolutamente anacronistico da un bel pò di tempo).
Tutto ciò lo ha reso un autentico Beniamino, di nome e di fatto.
23 gennaio 2009
Le verita' supposte
Da qualche giorno circola una notizia secondo la quale SEMBREREBBE che Mourinho, parlando ai suoi giocatori in segreto (...) nello spogliatoio, abbia detto loro in pratica che:
1. avete vinto uno scudetto in segreteria, un altro senza avversari ed uno all'ultimo minuto.
2. siete una squadra di merda (e scusate il francesismo, ma sono portoghese e chissenefrega).
Ora, lo SGUB in se' e' decisamente esilarante, tanto che forse (forse) nemmeno il Biscardi dei tempi d'oro avrebbe osato dargli credito.
Ed ecco che invece, a sorpresa (...), la notizia e' stata ripresa da TUTTI i quotidiani, tutte le trasmissioni sportive e mentre scriviamo stiamo aspettando che venga annunciata una edizione speciale di Porta a Porta per sviscerare il tema (gia' pronto il plastico di Mourinho, pare).
La signora (signorina?) autrice di questo e di innumerevoli altri post anti-Inter, e forse per questo degna di assoluta fede, ci mancherebbe, oggi adduce a riprova della veridicita' delle sue affermazioni proprio il fatto che siano state riprese da tutti i giornali e dalle TV.
(Persino mia figlia, 7 anni, si e' convinta del fatto che le cose "non sono vere solo perche' lo dicono in televisione". La signora o signorina in questione evidentemente non e' ancora giunta a questo livello di cognizione).
Nell'era pre-Moggiopoli l'Inter era la "barzelletta d'Italia", ma da quando Moggi non c'e' piu' (stranamente) l'Inter vince e le notizie anti-Inter si sprecano. Senza tornare troppo indietro nel tempo, ricordo nello scorso campionato il labiale di Ibrahimovic che sorprendentemente, mentre nessuno lo guarda, si esibisce con un congiuntivo perfetto.
Oppure il sarto di Mancini, cito "dalla fedina penale lunga un avambraccio", che e' stato intercettato (ma non erano Moratti e Tronchetti Provera che detenevano il potere delle intercettazioni?) al telefono con diversi giocatori nerazzurri. Si cercava, in particolare, di "chiarire il significato di alcune conversazioni oscure, che lasciano pensare alla volontà di nascondere i reali significati delle affermazioni intercettate".
Il tutto nella settimana precedente l'ultima, delicata partita a Parma. Strano, eh? Come altrettanto strano e' il fatto che dalla settimana successiva non se ne sia piu' parlato.
Fa piacere vedere che e' passato un anno e nulla e' cambiato. L'anno scorso si parlava di:
1) l'Inter ruba
2) Il sarto dell'Inter
3) gli screzi con lo spogliatoio di mancini
La Juve invece diceva:
1) ridateci i nostri scudetti
2) sono 29
3) scudetto di cartone, senza avversari e vinto all'ultimo minuto rubando (ah, ecco a chi si e' ispirato Mourinho...)
Come diceva il grande Toto': "La vita è fatta di cose reali e di cose supposte: se le reali le mettiamo da una parte, le supposte dove le mettiamo?"
22 gennaio 2009
Fair Play
(caspita, quasi due mesi senza un post!!!)
Ehm, veniamo a noi. Quarti di finale di Coppa Italia, Inter-Roma, risultato finale 2-1.
Partita unica, Inter in semifinale.
E fin qui va tutto bene... anzi, viste le prestazioni maiuscole di Adriano (ha fatto delle cose che non si vedevano piu' da ANNI, letteralmente) e di Santon, terzino della Primavera che ha giocato davvero bene, ma bene bene bene (un terzino atipico, che sfrutta tutta la fascia, con un fisico importante - e' bello alto - e tuttavia veloce e con ottima tecnica... soprattutto con buona personalita' e senza paura - visto il Maxwell delle ultime partite, ci penserei un bel po' prima di rimandare il ragazzino in Primavera), visto tutto cio', dicevamo, non poteva andar meglio.
Gol di Adriano, pareggio di Taddei, gol di Ibra un minuto dopo.
Ma sullo 0-0 c'era un evidente rigore per la Roma, con Burdisso che sgambetta Vucinic (aiutato da Samuel) e l'azione si conclude con il giallo a Vucinic perche' cadendo ha toccato la palla con la mano.
Ma il gol vittoria dell'Inter e' viziato da DUE fuorigioco al prezzo di uno, Samuel che colpisce di testa e poi Ibra che mette dentro in bella acrobazia.
Il presidente della roma ha dichiarato "l'Inter non ha bisogno di vincere cosi'".
Ed ha perfettamente ragione. Sentirsi cantare "come la juve, voi siete come la juve" sta diventando sempre piu' frequente. Sarebbe bello se ci fosse la possibilita' di dire
"OK, mi pare evidente che l'arbitro ed i guardalinee erano in serata no, facciamo cosi', ci troviamo domani pomeriggio, mangiamo un panino, ci beviamo una fanta e rigiochiamo la partita, magari siamo tutti un po' piu' in forma e ci divertiamo pure"
Ma purtroppo la possibilita' non c'e'. E adesso mi tocca pagare la pizza al mio amico romanista Angelo....
Ascoltare
Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi. Ma il corpo che ti ha portato attraver...
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"Su Instagram e TikTok sta diventando sempre più virale un trend che guarda indietro invece che avanti. Foto sgranate, filtri vintage, ...
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Non mi diverto più. Per la prima volta, dopo 13 anni, non ho fatto la tessera di federazione. Niente gare per me, quest'anno. Credevo ch...
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La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose. E le cose buone non muoiono mai.