23 maggio 2022

In fondo al tunnel

Forse è presto per dirlo, ma si intravede una luce. 

Mercoledì scorso ho ricevuto una proposta. Un collega mi ha chiesto informazioni sul progetto che ho gestito io per anni, visto che un altro ufficio deve mettere in piedi qualcosa di simile.

Io credevo che fossero solo semplici informazioni, ma lui mi ha detto che poteva spesarmi sul progetto per 3 mesi. Bè, meglio di niente, ho pensato... ed ho chiesto info al mio responsabile, per sapere cosa ne pensasse lui.

E lui nel tardo pomeriggio mi chiama per dirmi non solo che è una cosa fattibile, ma che mi propone un nuovo ruolo: "Engagement Manager". Niente più clienti, niente più body rental, T&M, servizi. Si passa dall'altra parte. Dal 1 giugno.

Nel frattempo, devo continuare a studiare per prendere questa benedetta certificazione...

Sono contento? Preoccupato? Spaventato? Non lo so ancora, è presto per dirlo.

So solo che quando ne ho parlato con il mio vecchio team, sono stati tutti entusiasti ed hanno detto che sono perfetto per questo ruolo. E mia figlia mi ha ricordato che anni fa, quando lei aveva qualche difficoltà per qualcosa che doveva affrontare e per cui non si sentiva pronta, io le ricordavo sempre il motto dei marines americani: Improvvisare, adattarsi, raggiungere lo scopo.

Boh, non lo so. Certo, è una svolta positiva. Qualcosa di nuovo. Qualcosa che mi piace? non lo so. Ho ancora voglia di affrontare nuove sfide? Insomma. 

Insomma. Si intravede una luce, ma è presto per dire che sia la via di uscita.



19 maggio 2022

Le ali della libertà

 


"Miei cari amici, è incredibile come vadano veloci le cose qua fuori. Ricordo che una volta quando ero ragazzo vidi una macchina, ma adesso sono dappertutto. Sembra che all'improvviso il mondo abbia una gran fretta. Il comitato per la libertà condizionata mi ha trovato una camera in un posto che si chiama 'Il birraio' e un lavoro: sono inserviente in un supermercato. È un lavoro duro. Io faccio del mio meglio ma le mani mi dolgono in continuazione. Al direttore non sono molto simpatico. Qualche volta, dopo il lavoro, vado nel parco e do da mangiare agli uccelli. Ho qualche problema a prendere sonno la notte. Faccio spesso dei brutti sogni in cui cado nel vuoto, mi sveglio spaventato e a volte mi ci vuole un po' per ricordarmi dove sono. Magari dovrei comprarmi una pistola e rapinare il supermercato così mi rimanderebbero a casa; potrei sparare al direttore giacché ci sono, tanto per andare sul sicuro. Ma credo di essere troppo vecchio ormai per fesserie del genere. Non mi piace qui, mi sono stancato di avere paura in continuazione, così ho deciso di andarmene. Non credo che se la prenderà nessuno... A che serve un avanzo di galera come me?"



16 maggio 2022

Il barbone

Ho assistito ieri pomeriggio ad una splendida (anche se amatoriale, con tutti i limiti del caso) rappresentazione teatrale, IL BARBONE. Una commedia che parla di inclusività, di razzismo, di pregiudizi. Di questo barbone, anzi vagabondo, che compare all'interno di un cortile condominiale e che pian piano riesce a vincere le diffidenze di chi lo vede come una minaccia e lo vuole cacciare, arrivando non solo a conoscere i singoli attori\condomini, ma a far sì che si conoscano di più tra di loro, che stringano rapporti, che facciano amicizia.

Tutto bello, poetico, romantico. 

Ci sono stati alcuni punti, tuttavia, che mi hanno toccato, facendomi riflettere al di là del buonismo da "siamo tutti uguali"

Già, perché ad un certo punto il barbone chiede ad una delle attrici\condomini dove stesse andando, e lei risponde con fare rassegnato che andava a lavorare, come tutti i giorni, a fare un lavoro che odiava, che non la soddisfaceva, che la imprigionava quando lei avrebbe voluto fare tutt'altro.

Ecco, a questo punto il barbone le suggerisce di non andare a lavorare, di fare quello che realmente le piace, di dare spazio alla sua creatività, alle sue passioni, di ricominciare a studiare per fare il lavoro dei suoi sogni (la cuoca, nello specifico).

Bello, eh. Tutto bellissimo. La ragazza segue il consiglio, non va a lavorare, scopre un nuovo mondo fatto di colori, di odori che prima non percepiva. Meraviglioso. Ecco, in perfetta contrapposizione rispetto a quanto dicesse il papà della ragazza, nel suo racconto, cioè "Rimboccati le maniche e trovati un lavoro".

Un lavoro, già. Tempo fa lessi uno splendido romanzo di Tullio Avoledo, il cui protagonista lavorava in banca e che ad un certo punto dice 

Senza passione per il lavoro, l'ufficio diventa una prigione.
Senza passione, ogni cosa diventa una prigione.

Bello, eh. Ecco, vorrei dire al barbone, al bancario di Tullio, a tutti coloro che incitano ad uscire dagli schemi ed a seguire le proprie passioni, le proprie inclinazioni... vorrei dire loro "Si, ma io come cazzo lo pago il mutuo??"

Spesso ci si dimentica che il lavoro ci serve per VIVERE. Che abbiamo mutui da pagare e figli da sfamare e magari da mandare all'università. Che questo lavoro che adesso non sopportiamo una volta ci piaceva eccome. Che non possiamo permetterci, in tutto questo trionfo di 'mindfulness' dei poveri, di mollare tutto e ricominciare da capo.

(comunque lo spettacolo è stato veramente bello!)



05 maggio 2022

D'inverno

La spiaggia non è quella d'allora
ma ogni tanto ci torno, soprattutto d'inverno
mi piace intristirmi tra gli stabilimenti dismessi
e guardo il mare

(Mauro Macario)

04 maggio 2022

Felicità

İo me la ricordo la felicità, era un viaggio verso le vacanze nei giorni di estate. Le macchine senza aria condizionata, con finestrini aperti e portapacchi pieni di valigie e le autostrade senza bollini neri.

Erano gli anni con i tavolini e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati. La felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei termos, le foto con i rullini, i discorsi, i bambini che facevano i bambini.


Noi, figli dei francobolli e delle cartoline “tanti saluti dal mare” che li spedivamo sempre l’ultimo giorno, forse per questo avevano il sapore amaro quei francobolli quando li leccavi, perché le vacanze finivano, ma si tornava a casa felici, senza bollette arretrate nei cassetti, con le cartoline che arrivavano in autunno, con la serenità nella testa e la speranza sempre a portata di mano.

02 maggio 2022

Sofferenza

La vita è sofferenza, e chi dice il contrario o mente o cerca di venderti qualcosa.

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...