İo me la ricordo la felicità, era un viaggio verso le vacanze nei giorni di estate. Le macchine senza aria condizionata, con finestrini aperti e portapacchi pieni di valigie e le autostrade senza bollini neri.
Erano gli anni con i tavolini e quei contenitori frigo, più forniti dei supermercati. La felicità, con quelle sedie pieghevoli e quei caffè nei termos, le foto con i rullini, i discorsi, i bambini che facevano i bambini.
Noi, figli dei francobolli e delle cartoline “tanti saluti dal mare” che li spedivamo sempre l’ultimo giorno, forse per questo avevano il sapore amaro quei francobolli quando li leccavi, perché le vacanze finivano, ma si tornava a casa felici, senza bollette arretrate nei cassetti, con le cartoline che arrivavano in autunno, con la serenità nella testa e la speranza sempre a portata di mano.



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