31 maggio 2023

Tuffo - 2

Tra pochi giorni saranno 4 anni che mio papà se n'è andato. Quando abbiamo svolto il triste compito di verificare ed eventualmente buttare via le sue cose, in garage (quello che era il suo mondo) è saltato fuori di tutto. Pezzi di ricambio del 128, valvole, cavi, materiale elettronico vario, citofoni... ed autoradio.

Papà ne aveva diverse ancora nuove ed imballate, complete di plancia: lui era fatto così, non si limitava mai a prenderne 1 sola... e se poi si rompe e non ne trovi più?

Autoradio di marche poco conosciute (la "Corsa"), tutte con funzioni più o meno avanzate.. tra cui l'auto-reverse. Se c'è qualcosa che mi fa sentire un autentico dinosauro è ricordare di quando finiva una cassetta e bisognava girarla dall'altro lato... l'auto-reverse invece avviava automaticamente la riproduzione.

E il telecomando? nei primi televisori che ricordo ovviamente non c'erano. Un giorno mio papà portò questa scatola di dimensioni considerevoli che, opportunamente collegata al TV, consentiva di cambiare canale senza doversi alzare. Fantascienza. Fino ad allora ero io che mi alzavo e cambiavo i diversi canali (pochissimi) schiacciando i vari pulsantoni, fino a quando non trovavo un film western (uno "sceriffo") e papà mi diceva di tornare a sedermi.

Allora quella tecnologia ci sembrava qualcosa di inimmaginabile. 

24 maggio 2023

Tuffo

Oggi ho portato l'auto in officina. Da una settimana mi segnalava "Anomalia motore: moriremo tutti", o qualcosa di simile... Ovviamente stamattina metto in moto e nessuna segnalazione :-| vabbè.

Comunque, l'officina è in C.so Unione Sovietica, a pochi passi dall'ex CCS. Il mio primo posto di lavoro.

Lasciato la macchina, ho deciso di fare una passeggiata per andare in ufficio ed è stato come fare un tuffo nel passato. Quasi 35 anni fa (aaargh!!!) quel pezzo di strada lo facevamo tutti i giorni, per andare a mangiare. Prima al bar, dove spendevo 10mila lire per i miei 3 hamburger lisci. Poi alla mensa del CSI.

3 o 4 isolati, si andava a piedi tutti i giorni per mangiare con Saverio, Gianni e Beppe. Ricordo quella volta che faceva freddo e non avevo i guanti, così Maurizio mi ha dato uno dei suoi per scaldare una mano e per l'altra... ci tenevamo per mano (e la gente che incrociavamo ci guardava un po' perplessa). Si passava davanti al parrucchiere, Baccaro, dove mi sono tagliato i capelli per anni perché c'erano "le ciccine" che ti facevano lo shampoo ed era una figata. 

Baccaro però non c'è più e non ci sono più tanti negozi. C'è ancora la pizzeria che fa angolo, ma tutto il resto è cambiato. Bè, d'altronde anche la CCS non esiste più. E pure quel ragazzino di 19 anni che si mangiava 3 hamburger al giorno, lo cerco tutti i giorni nello specchio ma non lo trovo.


19 maggio 2023

Speranza

Stamattina leggevo un articolo di un tizio che ha vinto alla lotteria, dopo non so quanti anni che giocava gli stessi numeri. E sotto l'articolo una sfilza di commenti il cui senso (ammesso che ce l'abbiano un senso - fosse per me li abolirei) era sostanzialmente che l'unico modo per vincere è non giocare e risparmiarsi i soldi della giocata. Me lo diceva anche Renato, tipo 35 anni fa.

Ora, il gioco d'azzardo può essere una brutta malattia. Se parliamo di slot, di gratta e vinci acquistati a pacchi e poi grattati in macchina, di fantastici sistemi con costi esorbitanti, sono d'accordo. Ma per me non è così. 

Io gioco gli stessi numeri al superenalotto da un sacco di tempo, oramai. E credetemi quando vi dico che ogni volta che c'è l'estrazione sono lì come un cretino a sperare di vincere.

Ho fatto un rapido calcolo: in 19 anni (dacché tengo nota delle spese) ho speso, nel gioco, 1.496,73 euro. Che in 19 anni fa poco meno di 80 euro all'anno, cioè meno di 7 euro al mese, 25 cent al giorno.

Se non avessi giocato, non credo che mi sarei sentito enormemente più ricco. E obiettivamente 25 cent al giorno non sono troppi, per mantenere la speranza di cambiare la mia vita.





18 maggio 2023

13 anni dopo

Cercando di ritrovare un pò di leggerezza e di smettere di autoflagellarmi, la testa va a 13 anni fa. L'Inter di Mourinho si appresta ad affrontare il todopoderoso Barcellona di Guardiola.

13 anni dopo, l'Inter di Simone Inzaghi si appresta ad affrontare il Manchester City di Guardiola. Certo, stavolta si tratterà della finale di Champions League, giunta (per l'Inter) in modo rocambolesco, fortunato ma soprattutto inaspettato. Nel 2010 era la semifinale, raggiunta in modo sicuramente meno rocambolesco, certamente più meritato. Era l'Inter del Triplete (lo sarebbe diventata a breve), oltre a JM in panchina c'erano in campo Julio Cesar, Samuel, Lucio, Zanetti, Maicon, Stankovic, Figo, Schneider, Pandev, Eto'o, Milito. Mi vengono i brividi a pensarci. 

E mi vengono i brividi anche a pensare alla squadra che avevamo di fronte: Valdes, Dani Alves, Puyol, Piqué, Maxwell, Xavi, Busquets, Keita, Messi, Ibrahimovic, Pedro. Una squadra di marziani, letteralmente, che si era ulteriormente rinforzata anche grazie agli (ex)interisti Maxwell e Ibrahimovic.

I campioni in carica. Una squadra schiacciasassi, che con Guardiola aveva vinto tutto e giocando bene. Per quanto l'Inter fosse forte era nettamente sfavorita. Già, perché mentre nei quarti di finale mentre il Barça trionfava con l'Arsenal, con una roboante vittoria per 4 a 1 con 4 gol di Messi, definito a piacere "Nuovo Messia" o "Dio", l'Inter passava a fatica vincendo 0-1 a Mosca, in una partita tutto sommato sonnecchiosa.

Non ci sarebbe stata partita, dicevano. Il resto è storia.

Ed eccoci qui, 13 anni dopo. l'Inter completamente diversa e lontanissima parente di quella di Mourinho. Un'Inter additata, derisa e ridicolizzata, perchè in campionato ha accumulato un distacco abissale dal Napoli, vincitore dello scudetto con 5 giornate di anticipo. Un'Inter che ha inanellato 11 sconfitte in campionato. 

Onana, Dimarco, Bastoni, Acerbi, Darmian, Dumfries, Barella, Çalhanoğlu, Mkhitaryan, Džeko, Lautaro Martínez. Obiettivamente, non me ne vogliano, non c'è paragone.

Eppure 13 anni dopo siamo ancora qui. Con ottime probabilità di finire tra le prime 4 in campionato. In finale di coppa Italia. In finale di Champions.

Ecco, come allora l'Inter è nettamente sfavorita. Dicono che sia arrivata in finale solo grazie ad un sorteggio ultrabenevolo, che l'ha vista affrontare Porto, Benfica e Milan negli scontri diretti. E, mentre l'Inter aveva ragione di un Milan decisamente patetico, vincendo 0-2 all'andata e 1-0 al ritorno, il Manchester City ha demolito in Real Madrid, netto favorito per la vittoria finale, pareggiando in Spagna e vincendo 4 a 0 in casa.

Eccoli i parallelismi. Come allora, c'è chi scommette sul numero di gol che l'Inter prenderà. Come allora c'è chi confronta gioco e risultati. Nel City c'è Grealish che da solo è costato come tutta la formazione nerazzurra. C'è Haaland, un autentico animale, che al suo primo anno sta frantumando tutti i record e segna gol a grappoli. Tra gli inglesi c'è chi esulta. L'unico che non esulta è Guardiola, memore di quanto successe allora, che ha dichiarato che "una squadra italiana in finale non è il massimo". E dentro di lui sa che non è una squadra italiana qualunque.

Insomma, il 10 giugno saremo lì a giocarcela, da sfavoriti, come allora. Chissà che non si ripeta la storia.





09 maggio 2023

Chissà

La pandemia è finita. L'incubo iniziato nei primi mesi del 2020 è terminato. Il virus non è scomparso dalla faccia della terra, intendiamoci, ma grazie ai vaccini è diventato una semplice forma influenzale. Fastidiosa, ma non letale.

Chissà se abbiamo imparato qualcosa da tutto questo. "Ne usciremo migliori", si diceva, ed il tempo ha dimostrato che non è affatto vero. 

Ma... Le mascherine. Anzi, la carenza di mascherine, vendute a peso d'oro, e le mascherine artigianali. Il gel disinfettante. La distanza. L'autocertificazione per uscire. Le code per entrare al supermercato ed addirittura al mercato rionale. Non più di 2 persone per volta nei negozi. I guanti in lattice e l'alcool. I parrucchieri chiusi. Locali deserti, ristoranti solo con tavoli all'aperto. Non più di 3 persone in macchina. A natale massimo 6 persone a tavola. Cinema, musei e palestre chiuse. Meglio non vedersi, meglio non abbracciarsi, meglio non stringersi la mano, salutarsi con il gomito. Lo smartworking. I flash mob alla finestra. 

Chissà quanto tempo ci vorrà affinché tutto questo diventi un ricordo dai contorni sfumati 

03 maggio 2023

Ridicolo

Anche se può sembrare ridicolo, a volte tutto quello di cui abbiamo bisogno nella vita è qualcuno che ci tenga la mano e cammini con noi.

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...