Stamattina leggevo un articolo di un tizio che ha vinto alla lotteria, dopo non so quanti anni che giocava gli stessi numeri. E sotto l'articolo una sfilza di commenti il cui senso (ammesso che ce l'abbiano un senso - fosse per me li abolirei) era sostanzialmente che l'unico modo per vincere è non giocare e risparmiarsi i soldi della giocata. Me lo diceva anche Renato, tipo 35 anni fa.
Ora, il gioco d'azzardo può essere una brutta malattia. Se parliamo di slot, di gratta e vinci acquistati a pacchi e poi grattati in macchina, di fantastici sistemi con costi esorbitanti, sono d'accordo. Ma per me non è così.
Io gioco gli stessi numeri al superenalotto da un sacco di tempo, oramai. E credetemi quando vi dico che ogni volta che c'è l'estrazione sono lì come un cretino a sperare di vincere.
Ho fatto un rapido calcolo: in 19 anni (dacché tengo nota delle spese) ho speso, nel gioco, 1.496,73 euro. Che in 19 anni fa poco meno di 80 euro all'anno, cioè meno di 7 euro al mese, 25 cent al giorno.
Se non avessi giocato, non credo che mi sarei sentito enormemente più ricco. E obiettivamente 25 cent al giorno non sono troppi, per mantenere la speranza di cambiare la mia vita.
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