29 luglio 2022
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27 luglio 2022
26 luglio 2022
Amarcord
Su Facebook ci sono un sacco di pagine\gruppi dedicati all'amarcord, alla malinconia e al "si stava meglio quando si stava peggio". Quanti ricordi , quante sensazioni per un tempo che (ora) sembra bellissimo e che allora significava cambiamenti e ottimismo... gioia per boomer e amanti dei bei tempi andati.
Non è (solo) una questione di età: io stesso faccio anagraficamente parte di quel mondo e mi rivedo in tante di queste robe.
No, non pubblico "Buongiornissimo,,,,, Kaffèèè????". Non ancora, perlomeno.
Però mi capita di guardare con nostalgia le foto di una famiglia che parte per le vacanze su una 127, in cinque, con il portapacchi stracarico e mi viene da pensare "allora si stava meglio".
Lo volete sapere un segreto? Non erano migliori quei tempi. Eravamo migliori noi.
Non si stava meglio su una macchina piccola, scomoda, priva di climatizzatore, in cinque.
Era tutto incredibilmente pericoloso, faticoso, illegale, inquinante, mortale.
Se invece, vedendo una foto simile, associamo a essa immagini positive, c'è un solo e semplice motivo, soggettivo: ci riporta all'infanzia, con tutto il suo carico emozionale, che però tracima ovunque fino a coprire anche situazioni oggettivamente negative.
Era tutto bello perché eravamo piccoli. Non avevamo pensieri, preoccupazioni, ansia, stress. Ci facevano da mangiare, ci compravano i vestiti, ci davano i soldi per il gelato. Avevamo bisogni ridotti e nessuno si aspettava granché da noi, tranne l'andare bene a scuola.
"Con la lira si stava meglio" no, non è vero. Con la lira avevamo semplicemente meno impegni, meno spese, meno ansia di adesso. Si stava meglio perchè non c'era il cellulare da cambiare ogni due anni, non c'era l'adsl e la fibra senza cui non si può più sopravvivere, non c'erano netflix e amazon, non si faceva l'aperitivo, sfruttavamo i vestiti fino alla fine e non li cambiavamo solo per questioni di moda.
"noi non usavamo le cinture eppure siamo vivi", "ai nostri tempi non c'erano tutte queste inutili regole sulla sicurezza" c'erano anche auto con motori molto limitati, si andava più piano in generale, si era più attenti ad osservare le regole - per motivi storici e culturali, le cinture non c'entrano nulla.
"non avevamo i cellulari eppure siamo sopravvissuti" noi forse, ma che dire delle mamme che passavano le notti sveglie ad aspettare che tornassimo? poi, provate a togliere il cellulare a chiunque faccia una affermazione simile.
40 anni fa il mio unico pensiero era scendere in cortile e giocare con gli amici. Le ragazze non avevano ancora invaso i miei pensieri e nemmeno il calcio (ricordo di aver seguito il mondiale dell'82 molto sporadicamente). Come si fa a pensare che non stessi meglio di adesso?
22 luglio 2022
Undici
Quello che non capiscono dei compleanni è che, quando compi undici anni, hai anche dieci anni, e nove, otto, sette, sei, cinque, quattro, tre, due e uno.
Per esempio, certi giorni magari dici qualcosa di stupido, e quella è la parte di te che ha ancora dieci anni. O magari certi giorni puoi avere bisogno di sederti in braccio alla mamma perché sei spaventato, e quella è la parte di te che ha cinque anni.
E magari un giorno che sei già un adulto avrai bisogno di piangere come un bambino di tre anni.
(Sandra Cisneros)
Consigli e carezze
Ci sono momenti in cui mio padre mi manca molto di più. Mi manca SEMPRE, ma in questi momenti in misura ancora maggiore, se possibile.
Momenti come questo, in cui vedo che la mia vita lavorativa è un po' allo sbando, in cui mi sento abbandonato, in cui non mi sento in grado di uscirne fuori.
Penso a mio papà e a quanto mi piacerebbe ricevere un consiglio e una carezza da lui.
Penso questo ed allo stesso tempo mi accorgo che è un pensiero assurdo, che sto idealizzando troppo la figura di mio padre. Non era un tipo da consigli o da carezze lui, no. Non per cattiveria, eh, ma per una questione di carattere.
Carattere. Nel 1983 mio papà è rimasto senza lavoro. La azienda per cui lavorava, già in cattive acque, è fallita per la morte improvvisa del titolare. Nel 1983 mio papà aveva 46 anni. Ricordo poco di quel periodo, avevo 13 anni, le preoccupazioni non mi toccavano. E dal punto di vista economico, non ho avvertito alcuna differenza. Certo, erano gli anni '80, la vita era diversa. Avevamo meno esigenze. Ma mangiavamo lo stesso, e mangiavamo tutti i giorni, questo me lo ricordo bene.
E nel frattempo mio padre andava in giro, durante la giornata. Andava a trovare ex-colleghi, fornitori, conoscenti, cercava un lavoro. Senza trovarlo.
Dopo quasi 9 mesi si decise ad avviare una attività in proprio, che continuò per 10 anni, fino al giorno in cui andò in pensione. Ma non devono essere stati mesi facili. Mesi in cui mamma doveva comunque fare la spesa. In cui bisognava fare benzina. In cui servivano i libri per la scuola.
Chissà se dormivi la notte, papà, se rimanevi sveglio a guardare il soffitto cercando di trovare una soluzione. Secondo me si, non hai mai perso la serenità, era uno dei tuoi pregi. Ti ci vedo, a pensare che prima o poi si trova una soluzione, basta stare tranquilli. Che oramai si è in ballo e bisogna ballare.
Ecco, forse è questo il consiglio che mi daresti. Per la carezza, ti aspetterò nei miei sogni.
15 luglio 2022
Siamo contenti? parte 2
No, non lo siamo affatto.
La situazione è molto più complessa di quanto immaginavo. Non c'è collaborazione, e non parlo solo del cliente... ci vorranno mesi per arrivare a risultati accettabili, e non so se ce li ho.
Mi tocca fare le call anche dal mare - e quando provo a dire che 'veramente io sarei in vacanza' mi sento dire che devo parlarne con i miei superiori.
Lavoro nel caos e ho la sensazione di non cavare un ragno dal buco.
Cerco di essere autonomo ma non mi danno retta.
Devo preoccuparmi di dove consuntivare, dei margini, dei costi, delle fatture.
E devo studiare per prendere la benedetta certificazione PSM ma non ne ho mai il tempo.
Il mio vecchio responsabile mi ha detto solo di avere pazienza e di non somatizzare.
Facile a dirsi... non è la prima volta che inizio qualcosa di nuovo, ma di certo è la prima in queste condizioni. Sono stato fortunato prima? in 30 anni? Mah.
Ciò che mi conforta è sapere che le persone con cui ho lavorato in passato conservano un buon ricordo di me... non so se riuscirò nuovamente e quanto tempo ci vorrà, ma è l'unico appiglio che mi aiuta a non affondare nel vortice di bassa autostima e sindrome dell'impostore che negli ultimi tempi mi accompagna costantemente.
Sto valutando sempre più una via di uscita. Vuol dire arrendersi? abbandonare? e chi se ne fotte. A 52 anni di certo non ho più velleità di carriera e di certo non aspiro a fare il supermanager superconnessoh24.
Ciò significa perdere il benefit dell'auto aziendale? A parte che non so quanto possa durare, forse a questo giro la sfango con una Clio ma le alternative erano la Panda o la Twingo (...), ma il prossimo? devo ricominciare il balletto?
(sfiduciato)
12 luglio 2022
Spago
E' nelle piccole cose che non posso fare a meno di ricordare mio papà.
Tipo questa:
Ascoltare
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La speranza è una cosa buona, forse la migliore delle cose. E le cose buone non muoiono mai.


