Ricomincia anche per me la stagione agonistica. Alpignano, prima prova istituzionale per il campionato provinciale di terza categoria.
Si gioca alle 22:30, non conosco il mio primo avversario. Pronti, via, lui gioca abbastanza ordinato, io sono un po' legato. Sbaglio un dritto, rimpallo, bevo 13 punti e lui va in fuga, 40 a 16.
A questo punto ho cominciato a concentrarmi e a rosicchiare punti, piano, in modo tignoso. Continuo a nascondere le biglie e ad un certo punto lo costringo ad un errore clamoroso, beve 12 punti e biglia libera. Mi avvio baldanzoso a vincere il primo set.
Il secondo non ha avuto molta storia, subito avanti e ci sono rimasto.
Nel frattempo si sono fatte le 23:30.
Seconda partita, avversario anzianotto - e sconosciuto, che però ha vinto anche lui 2-0 la prima.
Inizia lui, beve 12 sull'acchito e poi realizzo un fisso: 20 a zero dopo i primi due tiri. La testa comincia già a pensare alla finale, e il mio avversario ne approfitta. Non è un giocatore sopraffino, ma un bombardiere: appena la vede di prima ci spara dentro. Recupera presto lo svantaggio, mi supera, lo riprendo a fatica ma all'ultimo tiro chiude il primo set.
Secondo set, l'ho inquadrato ma devo sempre fare molta attenzione. Ricomincio a giocare in modo tignoso come prima, magari pochi punti ma biglie sempre a posto e vinco il secondo set.
Il terzo non ha storia: lo chiudo in scioltezza e si va in finale
ore 00:40. Le altre partite sono tutte finite siamo rimasti solo noi.
Biliardo numero 5, l'unica volta che ci ho giocato ho perso malamente con un non-giocatore...
L'avversario stavolta lo conosco, anche se solo di nome. Ostico, da quello che ricordo.
Si comincia. Perdo di nuovo l'acchito.
Lui parte in quarta. Non sbaglia nulla: dritti, giri, anche le garuffe. Io invece arranco ma stringo i denti.
Ricomincio il gioco fastidioso, sparagnino. Recupero interamente lo svantaggio, ma sbaglio la difesa e rimango sotto, e lui non sbaglia. 1 a 0.
Seconda partita, inizio io, ma lui continua a sbagliare davvero poco. Continuiamo a procedere abbastanza appaiati, lui mi lascia uno striscio molto pericoloso con la sua vicina al castello. Con i panni nuovi, boh, l'ho provato ma è l'una passata e non ci capisco più molto. Ci provo lo stesso, grande misura, biglie nel castello e sono in chiusura. Lui tenta un miracolo di svirgola e - giustamente - sbaglia e mi regala il set. Oh, siamo terze categorie! 1 a 1.
Terza partita. Dopo pochi tiri 18 a 2 per lui. Io sono stanco ma stringo ancora i denti e smetto di guardare l'orologio. Si ricomincia. 2 e difesa, pallino e difesa, 4 e difesa. Con un parziale di 20 a 4 arriviamo sul 22 pari. Continuiamo ancora così fino al 32 a 28, poi succede il "fattaccio".
Io tiro un pallino e la rimanenza è abbastanza fortunosa: biglie attaccate, vicino alla sponda corta.
Lui se la guarda, se la riguarda, se la riguarda ancora. Poi fa l'unico tiro che non doveva fare: tenta un massè. Fa un angolo e 4 punti, ovviamente l'arbitro dice "Sinigaglia, 6 e tiro libero". E giustamente.
Una delle prime cose che mi hanno detto quando ho iniziato a gareggiare, è stato che in queste occasioni l'arbitro ti chiama SEMPRE il fallo. Ed è inutile discutere. Lui invece discute e come, alza la voce, continua a sostenere le sue ragioni.
Biglia libera. Io ci tiro. 8 punti e difesa. Lui dice a voce alta "Complimenti per la sportività".
Io sempre zitto. Sportività? Lui sbaglia scelta di tiro e commette fallo, ed io dovrei giocare la rinuncia?
Non ci penso nemmeno.
32 a 47, ma la partita oramai è finita. Lui continua a lamentarsi e spara alla cieca, io sempre in silenzio e faccio il mio gioco. E lo faccio anche abbastanza bene. Chiudo con un pallino da 4 di colpo sotto.
Lui continua a lamentarsi con l'arbitro e con me per la "sportività". Io mi avvicino e gli faccio: "Senti, hai parlato solo tu ed io sono stato zitto. Adesso ti dico una cosa: ma tu quante gare hai fatto? Ma non lo sai che se tiri così ti chiamano fallo sempre?" e lui: "E, comunque complimenti. Io, su un errore dell'avversario, non tiro mai". "Errore? ma che errore? hai sbagliato scelta di tiro, hai fatto fallo e io dovrei rinunciare al tiro in nome di che cosa?"
Niente, se ne va. Non mi stringe la mano, nemmeno all'arbitro, non saluta nessuno ed esce insieme all'avversario della prima partita (sono dello stesso CSB), che invece è cordiale, ci salutiamo.
Uscito, mi avvicino di nuovo per salutare, ma di nuovo non risponde e mi guarda male.
Problemi suoi. Torno a casa sulle strade deserte, sono le 02:00, e lancio un urlo liberatorio mentre sono in macchina. Vincere è sempre una bella sensazione.
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