Cosa vuol dire veramente?
Alzarsi almeno una volta ogni notte per andare in bagno? No, non credo che questo sia significativo, anche se ricordo con nostalgia quando ero ragazzo e dormivo con un sasso per 8-10 ore filate.
Vedere i propri figli crescere. Ecco, questo già è un primo passo. Dal tenerli in braccio mentre dormono, all'accompagnarli a scuola, ad andare a prenderli in discoteca di notte, all'accompagnarli a casa loro: tutto in un battito di ciglia.
Continuare a pensare in modo ossessivo e a parlare di pensione? Questo è un passo discreto. Porta all'ultimo, vero cambiamento delle nostre vite (prima di quello 'definitivo', ovvio) e insomma, di lì in poi la strada è bella che indirizzata, eppure non vediamo l'ora. Mah.
Pensare a chi non c'è più... Bè, ci avvicina alla morte in un modo che non avevamo previsto, cominciamo a capire che anche noi non siamo immortali. Da ragazzi non si pensa mai alla morte, anche quando ci tocca da vicino. Ad esempio, avevo 15 anni quando è mancata mia nonna; per quanto fossi cresciuto praticamente con lei, ero un ragazzo. Le volevo bene, mi mancava ma la vita continua e ci sono tante cose da fare.
Adesso invece penso tanto a chi non c'è più. Oltre a mio padre, penso al sig. Giovanni. A Salvo 'Soffietto'. A Cesare. A Danilo e ad Emiddio. A Kerinda ed a Vicky. A Zio Lorenzo, Zia Lina ed al sig. Ezio. A Pasquale. Ad Elisabetta. Quante persone con cui sono cresciuto, con cui ho giocato da ragazzo, con cui ho lavorato che non ci sono più.
Ecco, forse vuol dire proprio questo.
Nessun commento:
Posta un commento