Questo è un post faticoso. Danilo, il mio ex-responsabile in Intesa Sanpaolo, è mancato tre giorni fa.
Malato da un anno, circa, i dettagli non sono mai trapelati ma evidentemente doveva essere un male molto invasivo. Sembrava stesse meglio ed all'improvviso arriva questa notizia.
Avrebbe compiuto 48 anni tra pochi giorni. Lascia moglie e due figlie. Una tragedia autentica, di quelle che non lasciano spazio ad altre parole.
Ieri c'è stato il suo funerale ed io non ci sono andato. Il mio rapporto con lui è stato abbastanza conflittuale: nonostante lavorassimo assieme dal 2010, ha sempre mantenuto le distanze perché io sono un 'fornitore'. Ciò significa che tutte le occasioni che andavano aldilà dei motivi professionali mi erano precluse, non ero invitato. Cene, occasioni per auguri natalizi, cose del genere. Nulla. Anzi, spesso mi erano precluse ANCHE le occasioni professionali: riunioni alle quali non ero invitato, mail che non mi vedevano tra i destinatari, documenti ai quali non avevo accesso - il tutto perché 'fornitore'. O magari non gli ero simpatico, non lo so.
Più di una volta mi ha parlato duramente, aveva un rapporto conflittuale con la mia (ex) azienda ed in qualche modo questo si ripercuoteva su di me. Col passare del tempo, sempre di più. Nel 2014 aveva inventato un modo per farmi continuare a lavorare, nonostante fossi "scaduto" - perché diceva di non voler perdere la mia esperienza.
L'anno scorso deve aver cambiato idea, visto che ha deciso che sia io che la mia collega Daniela dovessimo essere sostituiti. Non me l'ha nemmeno detto personalmente, anzi: ci siamo visti di persona ad inizio febbraio e lui mi ha chiesto notizie sulla possibilità di proseguire con il servizio. Due settimane dopo la doccia fredda, e l'ho saputo dalla mia azienda. Mai una parola, un saluto, una spiegazione. Eh già, lui era capufficio e non parlava con i 'fornitori'. Il fatto che lavorassimo assieme da 11 anni, che spesso mi fossi fatto il culo, rispondendo alle sue telefonate la sera, al sabato, alla domenica anche quando non ero reperibile... non conta nulla, io ero solo il 'fornitore'.
Adesso te ne sei andato, Danilo. Quante volte abbiamo ironizzato sulla tua inesauribile energia e su come potessi sostenere il ritmo indiavolato a cui lavoravi. Alla fine abbiamo smesso di chiedercelo.
Ho avuto tanto rancore nei tuoi confronti, nell'ultimo anno e mezzo. La mia vita professionale è cambiata radicalmente - e non in meglio. Quante notti non riuscivo a dormire pensandoci, quante volte ho sognato la situazione, quante preoccupazioni, quanta ansia. E tutto perché tu non hai voluto fare richiesta per farci proseguire, sarebbe stato come ammettere che il 'fornitore' era troppo importante. Col senno di poi, probabilmente saremmo stati sostituiti ugualmente. Adesso sono a conoscenza di argomenti come costi e marginalità che erano veramente al limite. Ma sarebbe stata una decisione della MIA azienda, non del cliente. Un dettaglio, forse, ma un dettaglio importante.
Per questo non sono venuto ieri pomeriggio. Il fatto che tu non ci sia più rimane una tragedia, nessuno dovrebbe andarsene in questo modo. Ma mi sarei sentito falso ed ipocrita. Prima o poi sarò giudicato per questo, ma sento di non doverti nulla. Un pensiero, questo sì, forse più di uno. E ho chiesto a mio papà di accoglierti ed accompagnarti nel tuo viaggio. E' il papà di un 'fornitore', ma spero che adesso tu sia andato oltre questi pregiudizi.
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