Uno degli obiettivi che avevo quest'anno (aziendalmente) era quello di prendere la certificazione come Professional Scrum Master. Non mi dilungo sul significato e nemmeno sull'utilità... era un obiettivo fissato quando ancora non avevo orizzonti lavorativi in vista.
Ad inizio maggio ho iniziato a guardare di cosa si trattava, ma senza particolare voglia... poi a metà maggio si è delineata la mia nuova attività che mi ha assorbito e mi assorbe parecchio. Ciononostante, la certificazione era da prendere, punto.
Così ho iniziato a seguire le videolezioni, a leggere la documentazione, prendere appunti, in una parola a studiare (Dio, quanto non mi piace studiare!) e poi a fare le simulazioni di esame. Avevo un termine ultimo: il 31 luglio. E quando ho dato l'esame io? il 29 luglio (solo perché il 31 era domenica).
L'argomento non è dei più difficili (la Scrum Guide è una 15ina di pagine); più difficile è entrare nel mondo Scrum, i princìpi, le regole, gli eventi e tutta quella serie di minchiate new-age che caratterizzano il mondo Agile. E poi l'esame: 80 domande a risposta multipla, 60 minuti di tempo, 45 secondi a domanda in media, almeno l'85% di risposte esatte. In inglese, ovviamente. E poi circa la metà delle domande erano bastarde, come solo gli americani sanno essere... non "Choose the right answer" ma "Choose the BEST answer". Insomma, tutt'altro che banale.
Venerdì pomeriggio ho spento il telefono, silenziato Outlook e iniziato l'esame. Dopo 58 minuti e 29 secondi ho detto 'basta, vaffanculo' e ho cliccato su Finish.
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