14 giugno 2019

Esalare

Che verbo strano, 'esalare'. Non viene utilizzato quasi mai, tranne che con le parole 'l'ultimo respiro'.
Venerdì 14 giugno. Ancora qui in ospedale con papà, stavolta c'è anche mamma a farmi compagnia. Solo tre giorni fa dovevo sorvegliarlo, controllare che non si togliesse l'ossigeno e che non cercasse di scendere dal letto. E poi spiegargli che non poteva scendere, che non poteva bere, che non potevo spostare il letto.
Adesso invece non è più cosciente. Dorme, secondo i medici. E noi siamo qui in attesa di questo ultimo respiro. Entro 72 ore, così dicono.
Abbiamo fatto tutto. Ora non c'è più niente da fare.

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