Che verbo strano, 'esalare'. Non viene utilizzato quasi mai, tranne che con le parole 'l'ultimo respiro'.
Venerdì 14 giugno. Ancora qui in ospedale con papà, stavolta c'è anche mamma a farmi compagnia. Solo tre giorni fa dovevo sorvegliarlo, controllare che non si togliesse l'ossigeno e che non cercasse di scendere dal letto. E poi spiegargli che non poteva scendere, che non poteva bere, che non potevo spostare il letto.
Adesso invece non è più cosciente. Dorme, secondo i medici. E noi siamo qui in attesa di questo ultimo respiro. Entro 72 ore, così dicono.
Abbiamo fatto tutto. Ora non c'è più niente da fare.
14 giugno 2019
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