Mi chiamo Artù, Arturino per gli amici. Sono un gatto comune europeo, veramente non so cosa significhi, io mi considero semplicemente un gatto e ci sto bene in questi panni.
Vengo da un gattile, stavo male, ero malato, debole, smagrito. La mia famiglia mi ha adottato il 15 gennaio 2017 e da allora ho avuto una vita felice. Quando sono arrivato a casa ho trovato una sorella, Ariel, inizialmente poco convinta a condividere l’affetto dei suoi umani ma poi le cose sono molto migliorate e insomma, riuscivamo a convivere senza darci troppo fastidio.
Dicevo che ho avuto una vita felice, mi piace tanto ricordare le dormite sulle gambe di papà, i giochi con Natalia che mi prendeva sempre in braccio e poi la pappa buona, sempre di qualità e le coccole, tante tantissime coccole che adoravo.
Perché parlo al passato? Beh è successo che un brutto giorno di primavera, il 21 aprile 2018, ho attraversato il ponte dell’arcobaleno, come dite voi umani.
Dove sono ora ho trovato tanti amici che hanno attraversato il ponte prima di me, da quassù si vede tutto quello che accade sulla terra e così mi hanno raccontato della cosa che mi è successa perché io non sapevo cosa avessi che mi faceva sentire sempre tanto stanco, raffreddato, che mi faceva starnutire tanto e sputare tanto muco, che mi toglieva la voglia di giocare e di mangiare.
Mi hanno spiegato che avevo una cosa che si chiama FIP, Peritonite Infettiva Felina e che per questo motivo voi vi siete prodigati tanto per cercare di farmi stare bene il più a lungo possibile.
Ecco che adesso mi spiego tutte quelle pastiglie che mi davate, e le visite dal veterinario che era anche bravo eh, ma quale gatto ama andare dal veterinario! e quelle siringone che mi facevate e che a me proprio non piacevano per niente.
E io che non capivo perché, durante le ultime settimane che sono rimasto con voi, in casa c’era sempre quell'aria un po’... come dire... da funerale ecco! Voi mi coccolavate, cercavate di darmi tanta pappa buona (che io non mangiavo più) ma sempre con quel velo di tristezza negli occhi che mai prima avevo visto in voi. Forse perché mia sorella Ariel è improvvisamente scomparsa, non so per quale motivo...
Tornando a quello che voglio dirvi... prima di tutto grazie per avermi amato tanto ma ci sono due cose a cui tengo tantissimo: la prima cosa è che vorrei che non siate più tristi quando guardate le innumerevoli foto che mi avete fatto in questo anno e mezzo, sono il ricordo felice della nostra vita assieme per cui guardatele con un bel sorriso e la seconda cosa... da quando sono quassù riesco a leggervi nel pensiero... so che avete pensato "mai più, mai più perché si soffre troppo"
E’ proprio questa la seconda cosa che vi chiedo, vorrei tanto che tutto il bene che siete stati capaci di darmi possa un giorno fare la felicità di un altro gatto bisognoso; lo so che adesso è troppo presto, che non ci volete pensare, che avete bisogno di tempo per metabolizzare la mia partenza, non vi metto premura, non vi chiedo una data... ma pensa quanto sarà bello il momento in cui vi sentirò sussurrare: ecco Artù vedi, è arrivato il momento a cui tenevi tanto, siamo pronti.
E quando succederà sappiate che io sarò vicino a voi, con il muso appoggiato alla vostra faccia ad abbracciarvi e strofinare il mio nasino contro il vostro, come vi piaceva tanto quando ero vivo.
Vi voglio bene, il vostro Artù
09 maggio 2018
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