A chiunque è capitato oppure capita, prima o poi, di fare un trasloco. La prima cosa da fare e allo stesso tempo la più importante e dispendiosa è impacchettare tutta la propria roba, riempire gli scatoloni.
Uno, due, cinque oppure cinquanta, dipende da noi, da chi siamo, da come siamo fatti. È impressionante pensare che la vita di una persona possa essere contenuta perfettamente in un numero definito di scatoloni.
Lo scatolone potrebbe essere l'unità dell'esistenza. Concreta, tangibile, non come gli anni, che non si capisce mai se contano quelli che hai, quelli che ti senti o quelli che dici di avere.
Quando arriverà la fine, ognuno potrà dire "Io ho vissuto 50 scatoloni", "Io solo 34", "Io sono arrivato ben a 72" e la vita sembrerà un enorme deposito, tipo un centro di smistamento di pacchi Amazon.
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