20 marzo 2026

L'ultimo operaio

E' un libro che parla della morte progressiva, silenziosa e inesorabile della FIAT, più in dettaglio dello stabilimento Mirafiori di Torino.

Io me la ricordo la Fiat. E' stato il primo cliente che ho visitato, in assoluto, accompagnato da Renato. Avevo 18 anni.

Torino ERA la Fiat. Se lavoravi in campo informatico, a Torino, c'era la Fiat, c'era il Sanpaolo oppure la CRT in ambito bancario, oppure c'era il CSI Piemonte. Stop.

Mi ricordo Mirafiori, mi ricordo gli stabilimenti Gilardini, mi ricordo il palazzo Engineering, mi ricordo Comau, mi ricordo Iveco, mi ricordo il comprensorio Lancia. Quando ho iniziato a lavorare, praticamente 40 anni fa, Fiat era un mondo. Enorme, variegato, popolato. Dava lavoro a migliaia di lavoratori. A Mirafiori c'erano decine di porte di ingresso, presidiate dai sorveglianti Fiat (una delle categorie più spregevoli che ci fosse). Un viavai continuo di persone, operai, impiegati, fornitori, camion che entravano per caricare o scaricare merce.

La  Fiat era viva. Negli anni '70 i dipendenti erano più di 150mila, di cui 60mila solo a Mirafiori. Persone che lavoravano, sfamavano le loro famiglie. Compravano case, mandavano i loro figli a scuola, si permettevano lussi.

Adesso ne restano poco più di 4000, in attesa dei prossimi pensionamenti o incentivi all'esodo.

E i ragazzi non trovano lavoro.




Nessun commento:

Ascoltare

Invecchiare non è gentile. Sei ancora qui. Ancora presente. Stai ancora guardando il mondo muoversi.  Ma il corpo che ti ha portato attraver...