Sono passati più di sei anni da quando mio papà se ne è andato, e mi accorgo che - mio malgrado - i ricordi cominciano ad affievolirsi. Faccio fatica a ricordare la sua voce, come era fatto, cosa faceva, le sue abitudini. Voglio provare a tirarli fuori, questi ricordi, per continuare a tenerlo vivo dentro di me.
Mio papà lavorava. Hobby? Non ne ricordo. Lui lavorava tutti i giorni, dal lunedì al venerdì e il sabato mattina, ma poi? Non ricordo nemmeno amici, nel senso 'stretto' o attuale del termine: l'unica persona con cui ha sempre passato il suo tempo è stato suo cugino Lorenzo.
Ecco, la domenica mattina andavano sempre a fare una passeggiata a Porta Palazzo, allora punto di ritrovo dei meridionali e non degli extracomunitari, come oggi. Fino al 1985, poi la domenica mattina era dedicata (sempre con Lorenzo) al cimitero.
La domenica pomeriggio, invece, era dedicata alla famiglia. Parenti, cugini. Col bel tempo si andava per prati ("a respirare un po' di aria buona"), d'inverno invece si andava a trovare i parenti a casa.
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