04 settembre 2025

Out of Office (che cos'è il genio?)

Ciao,
in questo momento non sono reperibile perché ho deciso di ritagliarmi del tempo per rispondere a una domanda che è più complicata di quanto sembri: cos'è l'ozio?

Ti spiego il mio ragionamento: è corretto definire chi ozia uno sfaticato? E se il suo fosse un gesto rivoluzionario di resistenza passiva al culto moderno dell'efficienza?
Se la sua decisione di “non fare nulla” fosse in realtà una lucida e ragionata scelta di non contribuire?
Io sono certo che il soggetto oziante potrebbe essere paragonato a un filosofo o un monaco zen: spende il suo tempo a riflettere, contemplare, subire passivamente il trascorrere del tempo senza opporvisi.

L’ozio nella mia visione non è fuga dalla realtà ma immersione lenta e dignitosa nella sua inutilità più profonda.

Qualcuno sostiene che l'ozio sia il padre dei vizi ma se fosse in realtà un esercizio di consapevolezza esistenziale, un atto poetico, un’affermazione silenziosa ma potente del diritto universale alla sacrosanta improduttività?
Vedi? Se ti fermi qualche minuto a riflettere non c'è una risposta immediata, corretta e universalmente valida.

Se desideri possiamo parlarne meglio quando tornerò a monitorare la casella mail e il verde (o più facilmente il rosso) tornerà ad essere il colore dominante di Skype e Teams.
Se invece ad attanagliarti sono tematiche lavorative posso consigliarti di contattare miei colleghi più preparati.

Grazie 

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