12 novembre 2024

Avanti

Mi sveglio. Sempre prima che suoni la sveglia, un po' perché devo andare in bagno, un po' perché i pensieri cominciano già a girare senza sosta. Mi alzo, faccio colazione cercando di metterci più tempo possibile ma tanto è inutile, arriva il momento in cui devo accendere il PC e collegarmi.

Parte la prima riunione, poi la seconda, ma il mio vero obiettivo è uno solo: l'ora di pranzo, dove cerco di allungare la pausa il più possibile e rilassarmi un po', anche se non ci riesco quasi mai.

Poi si riprende, cercando di tirare avanti fino alle 17,30 - l'ultima riunione, alla quale - spesso - cerco di partecipare collegandomi dal cellulare, così posso uscire e fare due passi.

Fine, chiudo tutto, si cena, un po' di TV, poi a dormire e il giorno dopo si ricomincia.

Tutto questo dal lunedì al venerdì.

Sabato è un giorno gioioso nel quale quasi riesco a non pensare al lavoro. Domenica invece così così, soprattutto nel pomeriggio, con l'ansia che sale pensando al giorno dopo, che puntualmente arriva e si ricomincia.

Quanto tempo si può andare avanti in questo modo?

Un noto attore qualche giorno fa ha detto: "Da bambino la mia idea del lavoro era: ufficio, mal di testa e cibalgina, perché era quello che accadeva a mio padre tutti i giorni.".

Ora, non so se fosse così anche per mio papà (ne dubito), di certo rispecchia appieno la mia realtà.

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