24 giugno 2024

Domenica

Inteso come nome proprio, non come il giorno della settimana. Anzi, Mimma. L'ho sempre conosciuta così. Una vecchia amica di papà, che poi col tempo è diventata una grandissima amica di mamma. Quando ero piccolo me la ricordo poco... ricordo che si trasferì con la sua famiglia sul Lago Maggiore quando ero adolescente. Ricordo Diego e la tragedia della sua scomparsa. Ricordo Fausto e il suo carattere burbero ma buono. Ricordo Dario e il suo essere quasi timido, all'ombra di suo fratello. 

Ricordo che Mimma non ha mai dimenticato una ricorrenza o un compleanno. Che fosse mio, o delle mie figlie, che quasi non ha conosciuto. Ricordo quel giorno del 2015 in cui siamo andati tutti a trovarla, con mamma che aveva ancora la parrucca, e la bella giornata che abbiamo passato assieme.

Ricordo le telefonate chilometriche che faceva a mia mamma. 

Ricordo quando siamo andati di nuovo a trovarla un paio di mesi fa, ricoverata in un centro di riabilitazione. Mamma diceva che stava male, ma quel giorno era lucidissima, ha parlato in continuazione per quasi due ore fumando una sigaretta dietro l'altra e ricordando aneddoti del passato.

Poco fa Dario mi ha mandato un messaggio, dicendomi che la sua mamma è peggiorata. Tanto. Non sapeva quanto tempo ci vorrà, se un'ora o un giorno o una settimana, ma siamo agli sgoccioli. 5 anni fa, al funerale di papà, mi prese per mano per dirmi che se ne era andato un pezzo grande della sua vita e della sua giovinezza, uno degli ultimi rimasti. 

Adesso se ne sta andando uno degli ultimi pezzi della vita e della giovinezza di papà. La vita è questa, d'accordo, ma è una vita di merda.

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