da mio padre ho imparato
a essere lieve
a non parlare
a lavorare
a camminare e dimenticare
da mia madre ho imparato
non a cucinare
non a rifarmi il letto
non a fidarmi
non a essere sociale
ho imparato a resistere
a lavare i piatti
a scomparire
da certi amici miei ho imparato
a scrivere il mio nome
dal buio silenzioso e soffice
ho imparato a chiudere
dalla pioggia che cade
ho imparato a cadere
a cedere il passo
e rimbalzare
dalla neve che scende
ho imparato a stupirmi
a prendere e scappare
dal freddo ho imparato il caldo
dalla paura ho imparato la notte
dalle femmine ho imparato
a lasciar perdere, sopportare
scovare quella loro forza in posti
nascondigli, e segreti
dalle mie figlie ho imparato,
che c’è un senso
in questa mia vita
e che son poi poche
(in tutto cinque o sei)
le sole cose
veramente
da sapere
(Libera adattazione da A. Bravuomo)
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