Perché la parte terribile di diventare adulti è essere costretti a renderci conto che proprio nessuno si interessa a noi, dobbiamo fare tutto da soli, imparare come funziona il mondo.
Lavorare e pagare le bollette, usare il filo interdentale e arrivare in orario alle riunioni, metterci in coda e compilare moduli, infilare cavi nelle prese e montare mobili, cambiare gli pneumatici alla macchina, caricare il telefono, spegnere il bollitore e non dimenticare di iscrivere i nostri figli al corso di nuoto.
Apriamo gli occhi la mattina e la vita aspetta soltanto di rovesciarci addosso una valanga di “Ricordati!” e “Non dimenticarti!”. Non facciamo in tempo a pensare, a respirare, ci svegliamo e cominciamo a scavare per tirarci fuori dal mucchio, perché domattina ne arriverà un altro. A volte ci guardiamo intorno, sul posto di lavoro o a scuola o per strada, e percepiamo atterriti che tutti gli altri sembrano sapere esattamente cosa stanno facendo.
Siamo solo noi a dover fingere.
Gli altri, nessuno escluso, possono permettersi qualunque cosa, hanno tutto sotto controllo e le energie per fare tutto.
I figli degli altri sanno nuotare.
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