(azz, sono passati 30 anni.... TRENTA. Ma porca di quella....)
Succede così con il giorno del matrimonio, la nascita dei figli, le perdite. Ma uno dei primi in assoluto è l'esame di maturità.
Giugno 1988, e ancora non ero maggiorenne. Ricordo la prima prova, il tema di italiano. Mentre tutti (un pò come oggi) si affannavano ad indovinare se l'argomento vertesse su Dante piuttosto che Manzoni piuttosto che Pascoli, io me ne sbattevo altamente perchè sapevo già che avrei scelto la traccia di attualità, l'unica che potesse scegliere uno sfaticato come me... In dettaglio: "È sempre più di attualità il problema della difesa dell'ambiente. Il candidato illustri i fatti e i punti di vista.", fuffa a volontà fin dagli esordi.
E poi la prova di matematica, con un blackout mentale che mi ha spinto quasi a supplicare la mia compagna Manuela, seduta davanti a me, di suggerirmi qualcosa... non ti ho mai ringraziato, Manuela, lo farei adesso se non avessi perso le tue tracce... grazie.
Infine, gli orali... il 5 luglio, ore 10:30
Ero contento, al momento del sorteggio della lettera. Uscì la Z, se non ricordo male, il che consente a me che sono S, di tirare un bel sospiro di sollievo e pensare "evviva, ho più tempo per studiare!!!"
.....
studiare, si.
allora si portavano solo 2 materie all'orale, mica come oggi... io portavo Economia e Informatica.
Di informatica non ho studiato nulla, forte del fatto che era la mia materia preferita e che non ne avevo bisogno.
Di economia, invece, non ho studiato nulla, forte del fatto che non ne avevo voglia.
Preso dai rimorsi, il giorno prima dell'orale, mi chiudo in casa cercando disperatamente di studiare qualcosa di economia e rendendomi conto che... non ci riuscivo, non ne sono mai stato capace, non è proprio il mio forte.
Sono riuscito a studiare UN solo argomento.
5 luglio, ore 10:30, mi presento in aula, vestito bene (pantaloni bianchi, polo blu) e mi siedo davanti alla commissione. Si parte con Economia. L'esaminatrice, una signora sui 50 che arrivava dal sud e trasudava SUD all'ennesima potenza in tutto, a cominciare dall'accento e dal modo di parlare.
Mentre io sono nel panico e penso ai commenti di tutti i compagni passati prima di me, che dicevano "non è una che ti chiede un argomento a piacere" ed io sapevo una cosa sola...
Lei mi guarda e con una voce soddisfatta mi fa "allora, raghézzo chéro, di checcos mi vuole parlare? mi dica pure un argomento a piacere".
Non credevo alle mie orecchie. Ho snocciolato il mio argomento, che sapevo anche bene (e meno male) al che mi guarda soddisfatta e fa "bene. io non ho altre domande"
Paradossalmente informatica è andata peggio, ma l'ho sfangata comunque.
Ecco, quando mi sono alzato da quella sedia, ho salutato tutti e sono uscito dall'aula, ho sentito un calore, un sollievo che non credo di aver più provato, almeno in questa forma primitiva.
Nessun commento:
Posta un commento