23 aprile 2018

Artù


E così, alla fine, è arrivato anche il tuo momento.

Anche se ce lo aspettavamo, anche era preventivato, anche se è stata la cosa migliore, non pensavo davvero fosse possibile un dolore simile.

Ci sarà tempo per ricordarti, per ricordare tutta la tua storia. Non sarai dimenticato, piccolo Scatarrino. Ci saranno altri gatti, ma non sarai tu, così come tu non eri Ariel.

L'estate scorsa ho provato a portarti giù nel cortile di casa... Ariel era terrorizzata, l'unica volta che ci ho provato. Tu, invece, bè.... tu eri felice. Correvi come un matto da una parte all'altra, annusavi tutto, giocavi con tutto, mi costringevi a rincorrerti per acchiapparti e riportarti a casa.
Eri felice. Voglio ricordarti così.


Voglio ricordarti con questo faccino mentre ci guardi.
Voglio ricordarti con il tuo miagolio, quando ci seguivi al mattino per essere preso in braccio.
Voglio ricordarti quando mi abbracciavi e mettevi il tuo musino sulla mia spalla.
Voglio ricordarti quando strofinavi il tuo nasino contro il mio.

Addio, Artù, o Arturino, o Scatarrino.
Siamo stati assieme troppo poco tempo, ma il ricordo che ci hai lasciato è indelebile.
Fammi un favore: fai la pace con Ariel, adesso.
Non romperle troppo le scatole, giocate un pò assieme.
Ricordati che lei ha sempre voluto farti da mamma.
Lasciaglielo fare.

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