09 novembre 2016

Sud - parte seconda

Caldo. Odore di legna bruciata, vento e umidità. Rugiada al mattino, il profumo dell'erba e della terra bagnata. Il latrare dei cani. Le case fatte di tufo, portoni di legno, odore di gasolio e polvere.
Il freddo pungente della mattina presto e della sera, il buio ed il silenzio assoluto della campagna.
Automobili rottamate ma utilizzate comunque. Oggetti pervasi da una sensazione di abbandono, ma nulla è mai davvero abbandonato.
Manti stradali improponibili, stili di guida che sembrano suicidi, zero semafori e zero incidenti.
Sedie e panni stesi per strada, stradine in cui si circola a malapena, strade che ti costringono ad un sobbalzo continuo, strade formate da lastroni enormi di pietra, resi lucidi dal tempo.
Auto e motorini guidati da ragazzini.
I generi alimentari che costano la metà.
Auto che si fermano in mezzo alla strada, per caricare\scaricare persone o cose o più semplicemente per chiacchierare, e nessuno che si scandalizzi.
Il fuoco del camino.
Il rumore di un trattore, il vecchio pozzo lì in fondo.
Abbracci, baci, urla e cibo. Olive, olio e carciofi e fette di pane abbrustolite sulla brace.
L'ombra del mare a pochi chilometri di distanza, ed il vento che ne porta il rumore.
Il profumo della resina degli alberi.
Fumo. Fumo di sigaretta, gas di scarico di auto, camion, motorini e trattori, eppure l'aria è pulita.
Luce al mattino, e buio che si insinua già nel primo pomeriggio.
L'ignoranza che è motivo di vanto, non di vergogna.
Sono tutti senza lavoro, si lamentano di continuo eppure vivono da re.
Dicono tutti che vogliono andare via e che vogliono scappare, ma non sanno realmente cosa significhi. Non se ne rendono conto.
E quelli che scappano, non vanno mai via per davvero.

Sud.

Dio, quanto mi è mancato.

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