
Non ricordo di preciso quando e' nata la mia passione per il tavolo verde. Forse tanti anni fa, ai tempi del mitico Bar Delfino, quando alle soglie dell'adolescenza mi perdevo guardando i grandi giocare, le traettorie e le geometrie. Il grembiulino verde per proteggere i pantaloni, il borotalco, la lavagna col gesso per segnare i punti e quelle specie di manici di scopa che al tempo chiamavamo stecche. Guardavo, cercavo di capire (senza peraltro riuscirci) ma almeno non ero tra quelli che giocavano a chi tira piu' forte che tanto qualcosa accade; ero tra quelli che provavano a ragionare, che avevano capito cosa significa dare un effetto e che capivano che il gioco non e' solo la biglia avversaria.

E mi piaceva, ah se mi piaceva. Allora c'era ancora il bar Accademia, dove ho avuto la fortuna di veder giocare Cifala'. C'era la "Goriziana", il tavolo con le buche strette e le due bilie grandi e il pallino. Giocare costava 3mila lire all'ora, al bar Delfino, e per un ragazzino non erano poche. Tra di noi ci si giocava quantomeno il biliardo, se non "la bevuta", e se non vincevi poteva essere dispendioso.
Ma l'ho sempre sognato, il tavolo verde. Il peggior incubo che io ricordi di aver avuto, in quel periodo, era giocare su un tavolo senza sponde, senza possibilita' di calcolare una traettoria, un tiro indiretto, niente. Le bilie cadevano giu' per terra.
Francesco Nuti diceva, nel film "io Chiara e lo Scuro" che la differenza tra le stecche in legno e quelle in alluminio (una innovazione, all'epoca) e' che le stecche in legno hanno gia' un anima loro. Quelle in alluminio no, l'anima tu ce la devi mettere te.
Tutto ciò per spiegare che il biliardo è piu' di un semplice gioco, per chi lo pratica e lo ama davvero.
E' un sogno.
Quando avevo 16 anni, sognavo di iscrivermi alla Federazione (allora si chiamava ancora FIABS, si trattava di una pratica amatoriale) e di gareggiare... ma poi la scuola, il lavoro e successivamente il matrimonio e i figli mi hanno tolto il tempo e la possibilità di inseguire il mio sogno, e forse non ci ho mai creduto piu' di tanto.
E poi, boh. Ad un certo punto, un interruttore dentro di me si e' riacceso. Mi sono iscritto ad un forum specializzato ed ho comprato la mia prima stecca, una Armoni The Black in radica. E' così bella che mi sarei accontentato solo di tenerla in mano.
Invece no, ho cercato un circolo FIBIS, sono riuscito a farmi accettare come socio, ho cominciato a conoscere altri giocatori ed ognuno di loro mi ha insegnato qualcosina... Tanto che ho deciso di realizzare il mio sogno. Il 12 settembre 2011 mi sono iscritto alla FIBIS come giocatore di terza categoria.
L'appuntamento è per il 23 settembre alle 20.30 a Chivasso, per la mia prima gara ufficiale.
Qualunque sarà il risultato, sarà una bellissima vittoria.


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